L'Esercito svizzero ed i nastrini

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 6 febbraio 2014, 21:51

Molto interessanti i due contributi subito sopra. Forse un pò molto tecnico il secondo, ma sicuramente utile, un pizzico più affascinante il primo. Riguardo alla Valtellina vorrei ricordare i Von Matsch, Conti di Kirchberg, che erano una stirpe feudale assai guerresca e potente, originaria forse di Mazzo in Valtellina. Sono un pò al limite con il periodo in esame in quanto al loro linea maschile si estinse nel 1504 con la morte di Gaudenz von Matsch, ma possono essere forse interessanti per la loro bellicosità, che li porto a giocare un ruolo di rilievo in Svizzera, nel Milanese, in Tirolo e in Germania meridionale. Il penultimo di loro, Ulrico IX, pare fosse gigantesco per l'epoca. Oggi sopravvivono vari discendenti per linea femminile i cui principali sono i von Trapp von Matsch austriaci.

Vorrei infine ricordare un episodio che forse farà piacere (o almeno interessare) a Elmar Lang. Il Generale Bachmann entrò al servizio sardo nel 1793, quando con la fine della Monarchia in Francia i reggimenti stranieri furono licenziati. Proveniente dal servizio francese dove era stato il più giovane Tenente Colonnello dei reggimenti svizzeri (era il vice-comandante del Reggimento Salis-Samaden) era Cavaliere dell'Ordine di San Luigi.
Per i suoi successi militari contro i rivoluzionari francesi Vittorio Amedeo III lo compensò con promozioni, titolo e (direi intorno al 1794) il cavalierato dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro. Ad appuntare la decorazione sulla giubba del Generale fu uno dei figli del Re. A cerimonia conclusa il Principe si avvicinò al Generale e gli fece discretamente presente che salvo espressa e rara autorizzazione del Sovrano l'OSSML non poteva essere indossato insieme ad altre decorazioni.
Il Generale (indossava il San Luigi in ricordo del defunto Luigi XVI e in spregio ai rivoluzionari, che pare arrivassero a pagare purché la gente non indossasse i segni d'onore monarchici) senza batter ciglio si staccò la croce mauriziana e se la mise in tasca, con grande sorpresa del Principe che pare si attendesse il contrario (l'episodio è citato da Frederic Sendelbach nella sua biografia, del 1944, del Generale Bachmann, carte dagli archivi sabaudi documentano la vicenda).
Alla fine il Bachmann ottenne l'autorizzazione e man mano si arrivò a poter normalmente indossare più segni d'onore diversi insieme. Il Bachmann poi ottenne la Gran Croce mauriziana nel 1815.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » giovedì 6 febbraio 2014, 22:50

Cronista di Livonia ha scritto:Von Matsch, Conti di Kirchberg, che erano una stirpe feudale assai guerresca e potente, originaria forse di Mazzo in Valtellina

A nord di Castel Coira (Churburg, a Sluderno), ultima e più importante residenza dinastica, si estende, perdendicolare alla Val Venosta, una stretta e alquanto inospitale valle, detta Val di Mazia (Matschertal), dai più riconosciuta come luogo di origine dei Matsch (a 1400 m. s.l.m. ci sono ancora le rovine del doppio castell(ett)o che fu originale residenza della famiglia).
Donde viene la notizia che sarebbero valtellinesi? [hmm.gif]
Il penultimo di loro, Ulrico IX, pare fosse gigantesco per l'epoca.

Immagine
Armatura milanese (1450 ca., punzoni principalmente Missaglia, ma alcuni pezzi sono marcati Faerno e Negroli) di Ulrich IX von Matsch. 210 cm di altezza (l'occupante all'interno, poco meno).

von Trapp von Matsch austriaci.

Che io sapessi dovrebbe essere von Trapp und zu Matsch (ma vedo che la dizione Trapp (senza nemmeno il von davanti) von Matsch é presente anche in documenti ufficiali della famiglia; eppure nei testi si ritrova più spesso Trapp zu Matsch o von Trapp zu Matsch; bisogna anche dire che nelle iscrizioni sui ritratti di famiglia la situazione é pure alquanto confusa, comparendo il zu ma più spesso il von; ergo... boh).
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 6 febbraio 2014, 22:55

Episodio interessantissimo!.

Riguardo i v. Matsch, di Ulrico IX è conservata l'enorme e splendida armatura (opera dei Missaglia grandissimi armorari milanesi), presso Castel Coira (Churburg) a Sluderno in Val Venosta. Ivi, residenza dei Conti Trapp, è visitabile una delle più prestigiose armerie di famiglia, con armature ed armi tra le più belle ed importanti del mondo.

Bello, come un polemico off-topic si sia trasformato in un'interessante ricerca storica.

E.L.

P.S.: stavo inviando questo post... ma dovevo immaginare che un Venostano m'avrebbe battuto sul decimo di secondo...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 6 febbraio 2014, 23:31

Si, splendida evoluzione della discussione. Immagino che sia merito della passione che mettiamo in queste cose, in fin dei conti abbiamo più cose in comune che note polemiche.

Vedo se posso di rispondere ai vari quesiti. Sui von Matsch originali ho letto mucchi di carte, libri e documenti, alcuni anche abbastanza datati e forse imprecisi, non ricordo la fonte esatta, dovrei scartabellare un pò di documenti e libri sia cartacei sia in elettronico, sorry. In ogni caso il Dizionario Storico della Svizzera, disponibile online, recita:

Fam. di cavalieri menz. dal XII al XV sec., originaria della val Venosta; nel XIV sec. si stabilì in Rezia e nella Germania meridionale. Feudatari dei conti del Tirolo, i von M. detenevano per conto del vescovo di Coira i diritti balivali sui servi ecclesiastici in val Venosta, val Monastero ed Engadina e l'avogadria ecclesiastica sui conventi di Monte Maria e Müstair.

Conoscevo l'armatura, ma non sapevo fosse dei Missaglia!

Sui von Trapp zu Matsch e la grafia del loro nome non sono un esperto del loro caso specifico, ma immagino che come in molti altri casi possa essere adattato a seconda dei casi. Conosco uno studio sulle varianti di grafia di un altro cognome di area germanica e tra trattamenti, predicati, titoli e von mi sembra si arrivi a 11 varianti!
Il zu Matsch fu comunque aggiunto in un secondo tempo, direi all'estinzione dei Polheim, che erano gli eredi principali dei von Matsch (ma qui andiamo un pò troppo off-topic, magari questo lo metteremo in un altra discussione). Se possibile vedrò di trovare qualche altro episodio sugli svizzeri e la loro storia militare, oltre magari a un elenco breve, ma non proprio trascurabile di testi in materia.
Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda marco foppoli » venerdì 7 febbraio 2014, 16:29

Da valtellinese :D qualche rapida precisazione sugli avvocati di Mazia di Valvenosta/Vintschgau, dall' XI s. advocati dei Vescovi di Coira e di Como sulle tre pievi (Poschiavo, Mazzo e Bormio) dell'Alta Valtellina e sulla Valvenosta, il cui stipite genealogico è quello che poi si dirà von Matsch. Sono valtellinesi nel senso che le prime generazioni hanno la signoria feudale anche sull'Alta Valtellina. Poi la famiglia si sdoppierà con una spartizione familiare tra fratelli dei feudi avvenuta a fine '200. Il ramo rimasto in Valvenosta si chiamerà appunto Von Matsch estinguendosi nei Trapp, il ramo rimasto in Valtellina nel castello principale a Mazzo (So) - toponimo che alcuni vorrebbero derivato proprio dal gentilizio Matsch (in valtellinese il borgo è detto "Maz") - assumerà invece il nome di Venosta diventando una delle principali e assai ramificata stirpe della Valle sebbene oggi sia ridotta a pochissimi rami; il più celebre fu quello residente a Grosio (SO) dei Visconti Venosta, a cui appartenne il Ministro degli esteri Emilio Visconti Venosta, gentilizio che non si deve ad una parentela con i Visconti (come il quarto con la biscia lascerebbe intendere...) ma, più modestamente, per il soprannome poi cognomizzato derivato dal nome personale Visconte molto diffuso in quel ramo. Ai Visconti Venosta di Valtellina passeranno stemma e titoli dei Cavour tramite gli Alfieri di Sostegno. Giovanni Visconti Venosta morto prematuramente nei primi anni '50 sarà l'ultimo Marchese di Cavour.
Saluti a tutti
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 7 febbraio 2014, 17:14

Ecco, come promesso, un breve elenco di alcuni dei principali testi sulla storia militare svizzera nel periodo delle truppe capitolate (ca. 1529-1854), naturalmente ce ne sono anche altri, ma questi danno una buona panoramica generale, con un colpo d’occhio su alcuni eventi o personaggi (p.es. 10 agosto, Generale Bachmann).
Purtroppo il "Treue und Ehre" è quasi introvabile (io ho letto quello di un parente) e il "Le Baron de Bachmann an der Letz" di Sendelbach è assai raro anche esso. Gli altri si possono invece trovare su internet per i più datati o acquistare (in genere con ordine all’estero).

Paul de Valliere – Treue und Ehre: Geschichte der Schweizer in fremden Diensten (o Honneur et Fidélité), 1940

Generale Barone Beat Fidel von Zurlauben - Histoire militaire des Suisses au Service de la France, 1751-1753

Emanuel May de Romainmotier - Histoire militaire des Suisses dans le differens Service de l’Europe, 1772

Francois Girard - Histoire abregee des officiers suisses qui se sont distingues aux services etrangers dans des grades supérieurs, 1782

Frederic de Sendelbach - Le Baron de Bachmann an der Letz, 1944

Colonnello Karl Pfyffer von Altischofen - Récit de la conduite du régiment des Gardes Suisses à la journée du 10 Aout 1792, 1824

Hans Lauppner - General Niklaus Franz von Bachmann, Eidgenössischer Oberbefehlshaber im Feldzug von 1815 (1740-1831): (ein Beitrag zur Kriegsgeschichte der Schweiz), 1974

Robert-Peter Eyer - Die Schweizer Regimenter in Neapel Im 18. Jahrhundert (1734-1789), 2008

Michel Rochat - Drapeaux flammés des Régiments Suisses au Service de France — Geflammte Fahnen der Schweizerregimenter in französischen Diensten, 1994

Autori vari, (Hans R. Fuhrer, Robert-Peter Eyer, ecc) Schweizer in Fremden Diensten Verherrlicht und verurteilt, 2006

Dizionario Storico della Svizzera (presente online in versione trilingue) http://www.hls-dhs-dss.ch/?lg=i

René Chartrand - Osprey Serie Men at Arms - Louis XV's Army (3): Foreign Infantry, 1997

Enrico Ricchiardi, Bandiere delle fanterie straniere al soldo dei Savoia (1690-1773), Centro Studi Piemontesi, vol. XVIII, fasc. 2, Torino, 1989

Enrico Ricchiardi, Bandiere e Stendardi dell'Esercito Sardo, 1713-1802, Centro Studi Piemontesi, 2006

Federico Bona - sito http://www.bandieresabaude.it che utilizza molto materiale dagli Studi di Ricchiardi, ma cui aggiunge anche molto di suo.

Barone Edmondo Schmidt Mueller di Friedberg . Svizzera e Piemonte n.60-61 di Vivant (e articolo su Rivista Araldica)


Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


P.S. Grazie per le note sui von Matsch, sempre interessanti.
Ultima modifica di Cronista di Livonia il lunedì 10 febbraio 2014, 15:06, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » venerdì 7 febbraio 2014, 18:14

marco foppoli ha scritto:Da valtellinese :D qualche rapida precisazione sugli avvocati di Mazia di Valvenosta/Vintschgau, dall' XI s. advocati dei Vescovi di Coira e di Como sulle tre pievi (Poschiavo, Mazzo e Bormio) dell'Alta Valtellina e sulla Valvenosta, il cui stipite genealogico è quello che poi si dirà von Matsch. Sono valtellinesi nel senso che le prime generazioni hanno la signoria feudale anche sull'Alta Valtellina. Poi la famiglia si sdoppierà con una spartizione familiare tra fratelli dei feudi avvenuta a fine '200. Il ramo rimasto in Valvenosta si chiamerà appunto Von Matsch estinguendosi nei Trapp, il ramo rimasto in Valtellina nel castello principale a Mazzo (So) - toponimo che alcuni vorrebbero derivato proprio dal gentilizio Matsch (in valtellinese il borgo è detto "Maz") - assumerà invece il nome di Venosta diventando una delle principali e assai ramificata stirpe della Valle sebbene oggi sia ridotta a pochissimi rami; il più celebre fu quello residente a Grosio (SO) dei Visconti Venosta, a cui appartenne il Ministro degli esteri Emilio Visconti Venosta, gentilizio che non si deve ad una parentela con i Visconti (come il quarto con la biscia lascerebbe intendere...) ma, più modestamente, per il soprannome poi cognomizzato derivato dal nome personale Visconte molto diffuso in quel ramo. Ai Visconti Venosta di Valtellina passeranno stemma e titoli dei Cavour tramite gli Alfieri di Sostegno. Giovanni Visconti Venosta morto prematuramente nei primi anni '50 sarà l'ultimo Marchese di Cavour.
Saluti a tutti
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Sì, ma geograficamente da dove originano? ;)
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda marco foppoli » venerdì 7 febbraio 2014, 19:51

Mah.. io suppongo fossero "todeschi"... i primi nomi son tutti Egano, Gabardo, Ulrico, Artuico, Arnoldo, etc... mi par di aver letto una qualche leggenda fondativa - conosco bene l'argomento perchè "per li rami" i de Mazia/Matsch son anch'essi "miei maggiori" :D - che si volessero milanesi saliti sui monti per fare i feudatari. Non sarebbe neppure inverosimile per l'area valtellinese, ma i primi de Mazia s'impongono in Valvenosta terra del vescovo di Coira e poi si spingono in Valtellina costituendo un'ampia signoria feudale che comprendeva Alta Valtellina, Valvenosta ed Engadina Bassa. È pur vero che la diocesi curiense nell'Alto Medioevo era fortemente relazionata anche alle terre lombarde, ma di prove dell'origine milanese - che a quei tempi era una sorta di patente di nobiltà (pensa anche ai tanti tirolesi come i Vols che si volevano romani...) - ovviamente non ve ne sono. Poi chissà...
Il primo avo de Mazia certo è Egano I (v. 1130) Signore in Valvenosta, il figlio Artuico I (v. 1150) è Avvocato del Monastero di Marienberg e capitaneo della Pieve di Mazzo per il vescovo di Como. Il figlio Egano II si allarga alle pievi di Bormio (Vescovo di Coira) e Poschiavo (V. di Como). Alcuni autori vorrebbero i de Mazia dello stesso ceppo più antico dei Signori di Tarasp detti anche "Taraspini", in Engadina Bassa, ma io non ho mai ben compreso fin a che punto sia verosimile. I nomi sono simili in effetti ma i collegamenti mi paiono non così certi.
Ciao,
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » venerdì 7 febbraio 2014, 20:52

marco foppoli ha scritto:ma i primi de Mazia s'impongono in Valvenosta

Ecco, appunto. ;)
Matschertal. [glasses3.gif]
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » mercoledì 19 febbraio 2014, 0:07

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... id=ABKHRJx

L'episodio come me lo inserite nel solco della gloriosa (?) tradizione militare elvetica?
[dev.gif] [dev.gif] [dev.gif]
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 19 febbraio 2014, 0:21

Nell'articolo c'è scritto che
L'aeronautica di Parigi è autorizzata da un accordo con Berna a sorvolare e proteggere lo spazio aereo svizzero ma senza poter usare le armi

quindi.... perché pagare gli straordinari se ci pensa la Francia? [yikes.gif]
Poi il fatto che vogliano risparmiare non significa che l'Aeronautica svizzera non sia efficiente (infatti l'articolo specifica che per la grandezza del Paese, l'Aeronautica ha un numero di velivoli di tutto rispetto).
Rimane comunque un episodio da future barzellette e su cui dovrebbero ragionarci.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Montenotte » mercoledì 19 febbraio 2014, 9:04

proteggere lo spazio aereo svizzero ma senza poter usare le armi


Mi sembra una contraddizione in termini.
Comunque sarebbe una innovazione introdurre anche sui teatri bellici l'orario sindacale, mi ritornano alla memoria Ralph e Sam

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » mercoledì 19 febbraio 2014, 10:31

Montenotte ha scritto:Mi sembra una contraddizione in termini.

Drôle de guerre...
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda gnr56 » mercoledì 19 febbraio 2014, 12:26

Sicuri che anche in Italia non si ricorra a tale misura?

D'altronde con la destinazione del solo 0,8% del PIL elvetico alla spesa della Difesa qualche taglio lo dovranno operare.

Per la sorveglianza aerea è comprensibile il suo mantenimento in Italia vista la collocazione geografica, l'ampiezza del Paese e il ruolo assegnato in ambito Nato Sud.

Se non erro, l'Italia, in base a degli accordi, controlla lo spazio aereo di Malta e della Slovenia.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 26 febbraio 2014, 20:43

Un aneddoto e un quesito.

Il Generale Bachmann fu per ben due volte "Generale" della Svizzera, ma talvolta viene considerato solo il secondo caso, quello del 1815. questo è dovuto al fatto che nel primo caso (1802) il "governo legittimo" è ritenuto (da alcuni) essere quello unionista della Repubblica Elvetica che aveva come Generale Joseph Leonz Andermatt, mentre il Bachmann fu nominato generale dai federalisti (Governo di Alois Reding von Biberegg). Sia come sia, il Bachmann comandò le truppe federaliste nello Stecklikrieg e prese a randellate (termine quanto mai appropriato visto che parliamo della c.d "Guerra dei Bastoni") gli unionisti dell'Andermatt buttandoli più o meno nel lago di Lucerna.
Il governo unionista era fuggito e, totalmente derelitto, prossimo alla resa. Ma purtroppo per i vecchi reazionari come me intervenne quel gran seccatore del Primo Console francese, Napoleone Bonaparte, che inviò come suo plenipotenziario il Generale Rapp.
Il Rapp si presentò al Bachmann con le parole "Generale, il Primo Console mi ha inviato in Svizzera con l'ordine di pacificarla".
Il Bachmann rispose secco, comprendeva infatti che la sua fulminea vittoria stava per essere in gran parte vanificata, "Generale, se foste arrivato 24 ore dopo la avreste trovata pacificata"

Il quesito

La Confederazione Elvetica non ha quasi decorazioni, nella sua storia sono pochissime, eppure il Bachmann ricevette un segno tangibile della riconoscenza del Governo federale, segno che si vede nel quadro e mi risulta tutt'ora conservato in museo elvetico. Qualcuno è in grado di identificarlo?

Cordialmente,

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