Nel suo caso si tratta dell' Udienza civile, distinta da quella militare (detta delle "genti di terra"/"di mare"), in quanto si occupava delle prime cause criminali; non mi risultano Uditori generali che coadiuvassero le varie udienze provinciali, al vertice delle quali vi era un Preside, con ampi poteri amministrativi, coadiuvato, tra i tanti, da alcuni giudici iurisperiti, detti appunto Uditori, il tutto, almeno in origine, dovrebbe far capo al Gran Giustiziere se non sbaglio.
Un piccolo estratto esplicativo: "
La Regia Udienza si componeva di vari ministri e tra questi gli Uditori, come si è visto, erano i membri più rappresentativi, oltre il Preside, per la loro funzione di magistrati e di giudici «iurisperití», dal cui voto e parere lo stesso Preside non poteva discostarsi. Fu stabilito in epoca vicereale che fossere tre per ciascuna udienza e il più anziano fra loro venne chiamato Capo di Ruota o «Caput Aulae». Un rescritto regio del 12 Gennaio 1760 ordinava che l'Udítore, che fosse passato Capo di Ruota nella medesima udienza, non poteva prendere possesso della carica se prima non si fosse sottoposto a sindacato per il tempo in cui aveva esercitato quella di Uditore. Gli Uditori restavano in carica per tre anni e percepivano un salario di trentatrè ducati al mese." (da
http://marilenabuccella.altervista.org/Regiaudienza.htm).
L'Udienza che aveva sede a Matera era la Regia Udienza della Basilicata, distaccata da quella del Principato Citra nel corso del sec. XVII, i cui documenti mi risultano essere raccolti solo all'Archivio di Stato di Potenza:
http://www.archivi-sias.it/Scheda_soggetto_ente.asp?FiltraSoggetto=720720017.
Cordiali saluti,
E.V.