Anche io consiglierei la rosa
d'argento.

Il Crollalanza riporta (per i Calboli, ma in realtà Paulucci de Calboli):
Interzato in palo: nel 1° fasciato d'oro e di nero, col capo di rosso alla rosa d'argento bottonata d'oro; nel 2° d'argento a 27 gigli di rosso; nel 3° d'oro all'aquila dell'impero uscente. I Paulucci de Calboli moderni usarono un'arma corrispondente al 1° dell'interzato del Crollalanza.
Nei
Lustri ravennati dall'anno mille, e seicento cinquanta sino all'anno mille seicento ottantanove (1689) di Serafino Pasolini, si legge (pp. 3-4)
[...] l'arma gentilitia de Paulucci esser la mede(si)ma de Calboli, cioè una rosa biancha, ò sij d'argento con cinque foglie in campo rosso, ò sanguineo, sotto alla quale [...] hebbero i Calbolesi la facoltà, di aggiongervi le fascie nere in campo d'oro [...] In oltre gli concesse il sopranominato Ferdinando l'augmento di vintisei Gigli Rossi in campo d'argento, [...] e una mezza Aquila nera coronata in campo d'oro [...]Riporto una curiosità. Nel succitato
Supplememento del Marchesi l'arma Calboli è questa:

La spiegazione - forse fantasiosa - la fornisce il Pasolini (p. 4):
e se li Calbolesi ne loro stendardi portorono l'Aquila Rossa, che si teneva sotto l'unghie un Drago verde, ciò avenne, perchè questa fu data da Clemente IV per insegna alli Guelfi, de quali capo in Forlì erano li Calbolesi. un saluto

Luca