da T.G.Cravarezza » giovedì 16 gennaio 2014, 12:55
Sulla questione "monarchia/sinodalità" della Chiesa ne hanno discusso fior fiore di teologi e pensatori per secoli. La Chiesa cattolica, per suo stesso essere, è una monarchia con a Capo visibile e terreno il Santo Padre. E' sempre stato così, fin dall'inizio, fino dalle parole di Nostro Signore a Pietro, fin dai primi concili, dalla considerazione che il Vescovo di Roma ha sempre avuto come ultima parola come appello ultimo per tutte le chiese.
Inoltre, proprio il Santo Padre Francesco dimostra come la monarchia sia più che mai viva poiché, pur avvalendosi del consiglio dei cardinali e delle varie Congregazioni, è molto deciso e "autoritario" (nel senso di unico che prende le decisioni grazie all'autorità che gli compete). Basta vedere il raffronto con il tanto temuto Papa emerito Benedetto XVI che si pensava avrebbe riportato la Chiesa al Concilio di Trento e che invece ha pigiato più sul freno che non sull'acceleratore, inserendo piccole sue volontà in modo molto cauto e lento nel tempo, mentre Papa Francesco è partito in quarta prendendo decisioni in completa autonomia, come giustamente deve e può fare il Santo Padre.
Inoltre non è solo il Santo Padre ad essere "monarca assoluto", poiché ogni vescovo nella sua diocesi ed ogni parroco nella sua parrocchia sono monarchi assoluti. Non c'è democrazia nella Chiesa, non c'è mai stata e la gerarchia ha sempre fatto parte della storia e della teologia della Chiesa.
Con questo non si deve pensare che il Papa, i vescovi o i parroci possano fare il bello ed il cattivo tempo a loro piacimento, poiché tutti sono subordinati a Nostro Signore ed al Suo messaggio salvifico ed è quello che devono portare alle genti ed è ciò che la Chiesa ha sempre fatto, anche laddove alcuni suoi uomini, nella storia, hanno commesso errori, in materia di fede la Chiesa è sempre stata ferma e salda, nonostante (o grazie a) la gerarchia.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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"Vince te ipsum"