T.G.Cravarezza ha scritto:In definitiva è una legge che cerca solo di soddisfare gli interessi vanagloriosi di alcuni (dare il proprio cognome) a scapito di maggiore semplicità burocratica/genealogica/sociale. E per favore, Maurizio, non venirmi a tirare in ballo che anche con le dittature ci si limitava nei diritti per avere maggiori garanzie di altro genere, perché un conto è limitare la libertà di parola, movimento, religione et cetera dell'uomo e un conto è semplicemente essere coscienti che tramandare di generazione in generazione il medesimo cognome è un qualcosa di utile senza per questo discriminare chissà quali diritti della donna.
Poi, se proprio vogliamo tutelare a tutti i costi il cognome materno (per altro ricevuto dal padre), possiamo scegliere il metodo spagnolo che, per quanto non mi faccia impazzire, è forse la migliore via dimezzo. Cioè, il bambino avrà entrambi i cognomi; il primo cognome sarà sempre quello del padre; suo figlio avrà il primo cognome del padre (e quindi quello del nonno e così via) ed il primo cognome della madre (e quindi quello del padre della madre, di suo nonno e così via). In questo modo la madre vedrà suo figlio portare anche il suo cognome, ma al tempo stesso si salva la linea genealogica della famiglia che non si spezza essendo tramandato, di generazione in generazione, il cognome paterno.
Caro Tomaso, il discorso della maggiore semplicità burocratica, davvero, non ha fondamento: per la burocrazia, specie con i mezzi odierni, basta il codice fiscale, e quello é fissato anche se ogni coppia di genitori si inventasse un nuovo cognome per ciascun figlio.
Il metodo spagnolo, ahinoi, non era cosa gradita alla Signora che ha iniziato (vincendola alfine) tutta questa bagarre giudiziaria. Ricordiamoci che la "Iberica Methodus" (

) era cosa già teoricamente prevista (come opzionale) dall'ordinamento italiano... anche se lo stesso ministro ha recentemente ricordato come nelle prefetture spesso sollevino rogne qualora qualcuno chieda di applicare questa eventualità...

La detta Signora, in ogni caso, espressamente voleva, col consenso del marito, trasmettere
solo il proprio cognome.
E se due genitori, regolarmente coniugati, decidono consensualmente di attribuire ai figli il cognome di uno dei due, e questi é la madre, DOVREBBERO NON POTERLO FARE??? MA STIAMO SCHERZANDO???
Con vieppiù l'assurdo legislativo TOTALE che, se i due NON fossero stati sposati, avrebbero potuto tranquillamente scegliere che cognome attribuire (quello del padre riconoscendo la prole; quello della madre semplicemente il padre tralasciando formale riconoscimento, o presentandolo in un secondo tempo).
Ma é OVVIO che alla Corte Europea (presso qualsiasi corte degna di tal nome, invero) ci impallinavano, senza se e senza ma!
E se questo, sventuratamente, avrà - come sta avendo - ripercussioni legislative ben più ampie e magari anche assurde (questo non lo nego, e per
non negarlo non ho bisogno di tirare in ballo
tradizioni plurisecolari, pedofili olandesi (vieppiù drogati), pseudoliberismi locali, diritti naturali, demoplutotecnocrazie-non-elettive, complotti massonici etc etc etc: simili argomentazioni sono talmente sproporzionate alla sostanza dei fatti e/o incorrelate ai medesimi fatti e/o a tal punto ridicolmente assurde da fare un servizio invero pessimo in difesa di ciò che sui vuole difendere

), posso solo dire:
chi é causa del suo mal...