L'enigma dietro uno Stemma....

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L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda costantini » mercoledì 18 dicembre 2013, 0:06

Come ho già annunciato in altri post ho "ritrovato" sul muro di un palazzo settecentesco di un mio prozio, uno Stemma recante il nome della mia famiglia "Costantini" appunto, tale stemma l'ho poi "rivisto" anche sul biglietto da visita del mio bisnonno. Ho fatto alcune ricerche e da queste è emerso ben poco, un po' perché gli archivi comunali fanno pena, un po' perché molti dei documenti dei miei avi, insieme anche ad altre cose tra cui un sigillo, sono stati rubati diverse decine di anni fa.
Veniamo ai fatti: quello che so e che ho appurato è che:
a) c'è uno stemma su di un palazzo che apparteneva ad un mio avo e tale palazzo si trova a San Donato (Le),
b) lo stesso stemma è sul biglietto da visita del mio bisnonno,
c) tali persone sono legate a me da un rapporto di ascendenza diretta comprovata dai documenti ritrovati in parrocchia,
d) andando indietro fino al '700 nei registri parrocchiali e comunali ho potuto vedere come tra i miei avi vi siano solo 3 figure professionali: notai, sacerdoti e medici (tra cui anche ufficiali medici).

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Quello che mi chiedo e che vi chiedo è:
1) cosa ne pensate?
2) potrebbe essere registrato?se si dove posso vederlo? se no posso registrarlo a nome mio (ripeto una delle poche cose certe è la mia discendenza diretta con i proprietari dello stemma)?
3) dato che tra i miei avi c'è un sacerdote, un Arciprete vissuto intorno al 1750, sarebbe possibile recuperare il suo stemma ecclesiastico e quindi compararlo con quello "murario" in modo da avere una sorta di "conferma empirica"?
4) non avendo trovato, per ora (ma non demordo!!! ormai mi sono appassionato troppo), traccia di titoli nobiliari e viste le professioni svolte dai miei avi, ci sono le basi per parlare di una nobiltà civica?
5) Come si blasona tale stemma?
6) lo stemma è in b/n e l'ho fatto ridisegnare al pc da un grafico, per i colori pensavo di rifarmi a quelli dello stemma del paese ovvero "al naturale" che ne dite?
7) se volessi potrei usare tale stemma, magari registrandolo come logo? o farei una corbelleria?

Colgo l'occasione per ricordare che queste mie domande sono mosse solo ed esclusivamente da una incredibile curiosità (sono anni che voglio risolvere questo enigma, ma non riesco a venirne a capo) e da una genuina ammirazione nei confronti dei miei antenati che cerco di onorare e ricordare anche in questo modo. So perfettamente che l'Italia è una Repubblica e che come tale non riconosce né stemmi né nobili, non mi importa!la mia non è smania di chissà che cosa è voglia di conoscere è per questo che faccio delle domande, per avere delle risposte, se le avete bene sennò non accaldiamoci in discussioni inutili ;)
Vi ringrazio in primo luogo della cortesia e della pazienza che avete avuto nel leggere ed anche delle risposte che vorrete darmi.
Grazie, [thumb_yello.gif]
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda Romegas » mercoledì 18 dicembre 2013, 0:27

A me risulta una famiglia di tale nome, salentina, che si trasferì a Lecce nel '600 con il medico Andrea, e possedette un feudo vicino a detta città denominato "del Demanio", estinta nel 1898. Lo stemma è un leone uscente dal mare e tenente con le branche anteriori un giglio da giardino fiorito di tre pezzi.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
Socio A.I.O.C.
Socio I.A.G.I.
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda Bottacin Arturo » mercoledì 18 dicembre 2013, 10:35

In Friuli si trova spesso questo cognome "Costantini" con le sue varianti Constantin, Constantinis.
..Da nome di persona Costantino era in usoanticamente, nel necrologio aquileiense troviamo Costantinus filius Lazari de Portis, Costantino de Savorgnano, Costantinus filius Federici de Castilirio (Castellerio). A Gemona nel 1450... ad Arba 1570 Costantinus de Cargnello da cui gli attuali Costantin ancora viventi, da ricordare il Card. Celso Costantin. Questo solo per notizia in quanto il solito cognome da Nome. Buone Feste a tutti. Bottacin dr. Arturo
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda Tilius » mercoledì 18 dicembre 2013, 12:50

Siamo sicuri che lo stemma sia settecentesco?

Perché:
- certi dettagli del cartiglio, indubbiamente baroccheggiante ma con strane svirgolature che sembrano quasi vagamente liberty e nel complesso sono sicuramente eclettiche (>>> almeno '800 e pure tardo, garantito al limone)
- la grafia del nome inscritto che non é per nulla settecentesca
- il fatto stesso che vi sia il nome inscritto (tamarrata tipicamente fine '800 o '900)
- la corona indubbiamente, quasi sfacciatamente, ducale, che stride non poco tanto col particolare - molto plebeo - del nome inscritto nello stemma, quanto per la mancanza di una qualsivoglia tradizione familiare che confermi il possesso di un titolo di rango ducale (la memoria di una generica nobiltà civica si può anche perdere; il ricordo che una volta si fosse Duchi di Vattelapesca mi sembra un poco più difficile obliterarlo...)
...mi farebbero propendere più per una realizzazione "in stile" fine '800 primi '900.

Dove siamo? (magari lo si é già detto... se sì, me lo sono perso [sorry.gif] )

PS: nello stemma lapideo la colonna é diruta (e non mi sembra un deterioramento della pietra, ma volutamente tale).
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 18 dicembre 2013, 15:04

GENS VALERIA ha scritto:
gmastrota88 ha scritto:(...) Lo stemma sul palazzo è sormontato da una corona a cinque punte con cinque perle (quella da nobile generico, se non sbaglio...), ma la famiglia è, da quanto ho scoperto finora, solo notabile, cioè appartenente alla nobiltà civile del Regno di Napoli. Secondo voi i miei avi commisero un abuso a porre quella corona sullo scudo (che tra l'altro è anche circondato da un manto), e perciò io non posso (moralmente parlando) porla nell'anello, oppure è tutto regolare e la corona può tranquillamente figurare nel sigillo?

Fai riprodurre l'arma dei tuoi avi tale e quale , così come era timbrata ed è arrivato ai nostri giorni, quale testimonianza della famiglia con le attribuzioni grafiche di distinzione che gli erano proprie.

Postumi tentativi di riconoscimento nobiliari non fanno parte dei nostri compiti ( per fortuna ! )


Nel formulare il precedente consiglio sono stato fuorviato da dati dubbi e contradittori , centellinati un po' alla volta :

viewtopic.php?f=3&t=11872

Con le ultime rivelazioni direi che i presupposti per una chevalière con stemma coronato vengono in buona parte a mancare o perlomeno perdono quota.
La corona che timbra lo stemma ( ottocentesco) è ducale , non da nobile generico tanto meno di famiglia vivente more nobilium . I fioroni non sono perle .
I duchi della Regione Napoletana erano 236 alla fine del Secolo XIX , tra di loro nessun Costantini, il titolo feudale sarebbe stato oggetto di eredità immateriale solo per via maschile diretta ( prozio e discendenti ) .
Essendo il palazzo ( e la carta da visita ) proprietà del fratello di tuo nonno al massimo sarebbe stato ereditato il titolo di "nobile dei duchi".
Nulla si sa se i componenti della tua linea familiare diretta siano vissuti con uno stile di vita assimilato al ceto nobiliare.
L'eventuale appartenenza della tua famiglia alla nobiltà civica , decurionale va dimostrata :
chi è ... è , chi non è non può essere.
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda costantini » mercoledì 18 dicembre 2013, 17:40

Sono perfettamente d'accordo che la corona "ducale" stoni un po' ma è proprio questo il dilemma...
Il biglietto da visita è del padre di mio nonno (il quale ebbe un maschio e tre femmine) mentre il proprietario del palazzo era il fratello minore del nonno di mio nonno, lo zio del mio bisnonno (sembra uno scioglilingua) e tale persona dai registri parrocchiali non ebbe figli maschi...ed appunto per discendenza diretta che arriva questo stemma.....
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda smn » mercoledì 18 dicembre 2013, 17:48

Salve a tutti,
da un veloce controllo non mi pare che San Donato di Lecce sia mai stata sede di un seggio nobiliare, chiuso o aperto, ma al contrario si trattava di un'universitas feudale (infeudata ai Vaaz d'Andrada, ai Capece, ai Bonvicini, ai Ramoros, ai Massa, ed infine ai Maiorana, che vi ottennero il titolo ducale nel 1795), che, solo dopo l'eversione istituì un consiglio decurionale. Riterrei dunque decaduta l'idea di nobiltà civica.

In assenza di ulteriori elementi non è forse meglio considerare la famiglia come "notabile" e la corona come semplice segno di distinzione more nobilium. Infatti una corona di foggia simile, analogamente a quella con cinque punte o con tre fioroni e due perle, campeggia sugli stemmi di molte famiglie del notabilato (nobiltà civile/nobiltà vivente) napoletano, un'esempio trovato online sono i Campofreda di Portocannone, che mai ebbero titoli ducali:
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L'unica cosa particolare è che la fattura dell'arma sembrerebbe decisamente tardo ottocentesca, il che la farebbe rientrare nell'ambito del Regno italiano, dove gli usi araldici erano ben definiti e le corone ducali non si "regalavano" più...

Cordialmente,
E.V.
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Re: L'enigma dietro uno Stemma....

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 18 dicembre 2013, 19:53

costantini ha scritto:Sono perfettamente d'accordo che la corona "ducale" stoni un po' ma è proprio questo il dilemma...
Il biglietto da visita è del padre di mio nonno (il quale ebbe un maschio e tre femmine) mentre il proprietario del palazzo era il fratello minore del nonno di mio nonno, lo zio del mio bisnonno (sembra uno scioglilingua) e tale persona dai registri parrocchiali non ebbe figli maschi...ed appunto per discendenza diretta che arriva questo stemma.....


Oddìo , :? una corona a cinque fioroni per una famiglia notabile non è tolleranza o usanza è semplicemente ... fuori luogo ( oggi come a fine Ottocento ).

Tanto per essere chiari , in questo caso, non ci sono titoli nobiliari ereditabili ma un'eventuale condizione familiare , pacificamente riconosciuta, maturata in più generazioni che, in presenza di un adeguato, decoroso stile di vita, può essere manifesta.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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