GENS VALERIA ha scritto: Titolare di una nobiltà civica o patriziale è la famiglia /casato.
non nel Regno delle Due Sicilie (almeno nella parte continentale)! Nella Serenissima, forse... ma ciò non è quello che accadeva ovunque e sempre...
Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
GENS VALERIA ha scritto: Titolare di una nobiltà civica o patriziale è la famiglia /casato.

chi della famiglia? tutta la famiglia? anche i fratelli del nonno, del padre e di colui che iniziava la pratica di nobilizzazione? ed i di loro discendenti?
Delehaye ha scritto:per diventare "patrizio" chi faceva domanda doveva dimostrare che lui stesso, il proprio padre ed il proprio nonno in linea diretta patrena vivessero more nobilium, che le mogli/madri non fossero popolane, che i 3 non avessero fatto lavori meccanici/manuali... etc etc etc... PUFFFF! diventano Patrizi! Anzi diventa Patrizia la ... Famiglia?![]()
ma...chi della famiglia? tutta la famiglia? anche i fratelli del nonno, del padre e di colui che iniziava la pratica di nobilizzazione? ed i di loro discendenti?
però! veramente strabiliante questo metodo! un ramo della famiglia è retto e "nobile" e la sua nobilizzazione patriziale monda tutti gli altri... apperò!

Delehaye ha scritto:per diventare "patrizio" chi faceva domanda doveva dimostrare che lui stesso, il proprio padre ed il proprio nonno in linea diretta patrena vivessero more nobilium, che le mogli/madri non fossero popolane, che i 3 non avessero fatto lavori meccanici/manuali... etc etc etc... PUFFFF! diventano Patrizi! Anzi diventa Patrizia la ... Famiglia?![]()
ma...chi della famiglia? tutta la famiglia? anche i fratelli del nonno, del padre e di colui che iniziava la pratica di nobilizzazione? ed i di loro discendenti?
però! veramente strabiliante questo metodo! un ramo della famiglia è retto e "nobile" e la sua nobilizzazione patriziale monda tutti gli altri... apperò!
Delehaye ha scritto:no, M.Brivio... ne facevo una questione generale...non legata a ciò che avevi scritto tu sopra
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T.G.Cravarezza ha scritto:Quindi, tornando agli esempi pratici, la famiglia Cravarezza è patrizia di Venezia (o di Lucca, Genova...) e di conseguenza ha il diritto (conferitole dal ceto patrizio cittadino e dai suoi pari) di iscrivere i propri figli maschi nel registro per l'assunzione del seggio in maggior consiglio. Il primogenito si macchia di tradimento nei confronti della Serenissima. Viene impiccato. Senza nessun problema il secondogenito prende il suo posto nel maggior consiglio?
Se era dI Venezia iscritto all' Avogaria , si , in caso mancanza di discendenza diretta , vi era il padre, vi erano i fratelli , zii o i nipoti. Altrimenti vorrei conoscere pareri qualificati
Oppure, il capofamiglia si macchia di un crimine particolare oppure perde tutti i suoi averi a causa di una spedizione commerciale in cui aveva investito l'intero patrimonio familiare. Non ha più palazzo (preso dai creditori) non ha più beni, è costretto ad andare a lavorare. Il figlio può tranquillamente essere iscritto nel registro per il maggior consiglio dato che è patrizio e non è responsabile di ciò che ha commesso il padre?
A Venezia non accadeva , lo Stato provvedeva ad assicurare una sistemazione decorosa al patrizio ( Barnabotto ) in stato di necessitò , in altri stati , forse che si ... forse che no. Verificare negli Statuti.
Caspita, per divenire patrizi servono 200 anni, vita more nobilium, disponibilità economica, incarichi pubblici per bisnonni, nonni, padri e figli, nessun lavoro manuale, condotta impeccabile
In quale Stato ??? Quando , dove , perché ?
ma tutto questo sacrificio vale la pena, perché poi, una volta che si è certificati patrizi, cascasse il mondo, lo si rimane in eterno
Fattene una ragione , le famiglie si estinguano spesso e volentieri.![]()
Scusami la battuta, ma capisco che la nobiltà sia familiare (così come, anche se non ti piace sentirlo), anche il titolo concesso dal sovrano è concesso alla famiglia,
Grazia non giustizia![]()
perché ereditario ed il principio dell'ereditarietà è il medesimo alla base del patriziato: se il capostipite si è reso degno di ricevere il titolo dal sovrano, secondo i medesimi principi educherà la progenie che si renderà degna del titolo e servirà con eguale valore il sovrano (e quindi lo Stato).
Ma al tempo stesso, come il capostipite si è reso degno del titolo (così come gli avi Cravarezza si distinsero e si resero degni del patriziato), i suoi eredi possono tranquillamente rendersi indegni del titolo (così come dello status di patrizi) ed esserne esclusi.
Le pecore nere esistono in ogni famiglia , ed i peccati dei padri non ricadono sui figli , tuttavia , nel caso di nobiltà titolata ( di Grazia , o "di brevetto" ) saranno ritenute valide leggi e consuetudini dello Stato che le emise .
Cioè, non penso che non ci fossero ricadute se un membro della propria famiglia, magari un membro di primo piano, avesse commesso un reato, soprattutto se grave.
E comunque quando scrivo di "privare dello status di patrizio" ovviamente non intendo tutta la famiglia (cugini di 15° grado), ma almeno chi si è macchiato del reato ed i suoi discendenti. Oppure non era previsto?
In una famiglia composta da padre ( reo ) e figlio ... chissà! ( verificare leggi e consuetudini ) in presenza di genitori , zii , cugini , nipoti , senza arrivare al 15° grado :
no , no di certo. La famiglia cercava di tutelarsi allargandosi , ma non troppo , seguiva una logica di sopravvivenza , aiutata da matrimoni "giusti".
Comunque continuo a non comprendere un accanimento di principio che potrebbe riguardare si e no il 2% dei casi ( secolari) solamente per poter giustificare l'impossibilità di trasmissione nobiliare ( comunque ...storica morale ) odierna.![]()
Bah ! Sono lungimirante ?![]()

GENS VALERIA ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:Caspita, per divenire patrizi servono 200 anni, vita more nobilium, disponibilità economica, incarichi pubblici per bisnonni, nonni, padri e figli, nessun lavoro manuale, condotta impeccabile
In quale Stato ??? Quando , dove , perché ?
GENS VALERIA ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:Cioè, non penso che non ci fossero ricadute se un membro della propria famiglia, magari un membro di primo piano, avesse commesso un reato, soprattutto se grave.
E comunque quando scrivo di "privare dello status di patrizio" ovviamente non intendo tutta la famiglia (cugini di 15° grado), ma almeno chi si è macchiato del reato ed i suoi discendenti. Oppure non era previsto?
In una famiglia composta da padre ( reo ) e figlio ... chissà! ( verificare leggi e consuetudini ) in presenza di genitori , zii , cugini , nipoti , senza arrivare al 15° grado :
no , no di certo. La famiglia cercava di tutelarsi allargandosi , ma non troppo , seguiva una logica di sopravvivenza , aiutata da matrimoni "giusti".
Comunque continuo a non comprendere un accanimento di principio che potrebbe riguardare si e no il 2% dei casi ( secolari) solamente per poter giustificare l'impossibilità di trasmissione nobiliare ( comunque ...storica morale ) odierna.![]()
Bah ! Sono lungimirante ?![]()
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