da angelofm » lunedì 18 novembre 2013, 14:55
Come storico, per giunta dilettante, essendo altra la mia professione, non sono un esperto in materia di stemmi prelatizi.
In base alla mia semplice osservazione, mi sono fatto grossolanamente l'idea che i prelati adottavano tutti uno stemma, specie se vescovi. Questo corrispondeva a quello della propria famiglia (salvo alcune eccezioni) almeno fino al XV-XVI secolo. Dal XVII secolo a fine Ancien Regime, i simboli della Famiglia venivano riportati nello stemma in partitura, oltre ai nuovi simboli scelti dal neo-vescovo. Negli ultimi 200 anni, invece, gli stemmi prelatizi sono creati in massima parte "ex novo", in base alla simbologia ed alla fantasia del neo-vescovo ed all'assistenza fornitagli dall'araldista di sua fiducia.
Ripeto: non è una regola ma il frutto di una semplice osservazione.
Infatti lo stesso stemma del Beato Jacopo è una eccezione a quanto ho appena detto: il Nostro proveniva da una famiglia ghibellina e non era perciò gradito al Papa. Ciò nonostante, fu fortemente acclamato dal popolo e dal clero genovese come arcivescovo, essendo un sant'uomo di chiara dottrina, benvoluto sia dai guelfi che dai ghibellini.
Per motivi di buon senso politico, egli pensò bene di prendere le distanze dai suoi parenti, abbandonando definitivamente l'uso del suo cognome (facilitato in questo dalla sua appartenenza ad un ordine mendicante) e l'uso dell'arme familiare, creandosi un nuovo stemma, con l'introduzione in punta della V di Varazze, città dalla quale proveniva, e con altri simboli religiosi o fors'anche familiari (neanche i frati sono scevri dall'orgoglio di appartenenza ad una schiatta!).
Il cappato domenicano è stata forse un'introduzione ovvia "a posteriori", data la sua appartenenza a tale Ordine. Chissà, forse a quei tempi non era nemmeno utilizzato...