Stemma a terra...

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Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » sabato 2 novembre 2013, 13:57

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Qualcuno ha qualche idea?
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda bardo » sabato 2 novembre 2013, 14:14

Caro Antonio,
vista la tiara, le chiavi, la fascia e la stella, direi stemma della famiglia Albani, in particolare di papa Clemente XI, al secolo Giovanni Francesco Albani (1649-1721).

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[stemma di papa Clemente XI, Fontana di Piazza della Rotonda, Roma]

un saluto ;)
Luca
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Romegas » sabato 2 novembre 2013, 22:53

Anch'io concordo con Bardo.
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » domenica 3 novembre 2013, 12:18

Grazie.
Bardo, come sempre, è attento e preciso.
Adesso però bisognerebbe sapere che ci fa a Misano questo stemma.
Mi è venuto in mente Montalbano...
Un tempo era consuetudine dei mezzadri portare gli oggetti o i sassi "curiosi", che venivano ritrovati arando, a casa del padrone.
Però, in questo caso, ci sono delle incongruenze: il ramo familiare che detiene lo stemma in questione discende da coloro che furono i proprietari dei poderi a Montalbano. Però si divisero dal ramo principale nel secolo XVI e non toccarono loro quelle proprietà. E lo stemma non può essere che successivo. Quindi...?

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Re: Stemma a terra...

Messaggioda bardo » domenica 3 novembre 2013, 14:07

Una qualche cappella abbattuta, che portava all'esterno lo stemma, magari corredato di un'epigrafe? O ciò che rimane di una ristrutturazione radicale di un qualche edificio religioso.. ;)
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Tilius » domenica 3 novembre 2013, 18:02

Un simile stemma é sicuramente di pertinenza di un edificio pubblico (di culto o anche solo amministrativo).
Dimensioni?
Materiale? A occhio sembrerebbe un qualche tipo di pietra (calcarea?) molto porosa (tipo pietra serena o pietra di Vicenza).
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 3 novembre 2013, 18:24

Considerando il tipo di materiale, non prezioso come ad esempio un bel marmo, potrebbe anche essere che lo stemma provenisse da qualche fontana o fontanile.
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » domenica 3 novembre 2013, 20:32

Tilius ha scritto:Un simile stemma é sicuramente di pertinenza di un edificio pubblico (di culto o anche solo amministrativo).
Dimensioni?
Materiale? A occhio sembrerebbe un qualche tipo di pietra (calcarea?) molto porosa (tipo pietra serena o pietra di Vicenza).


Sì, direi una pietra serena porosa e di scarsa qualità, facile allo scalpello e consunta precocemente dalle intemperie. Però direi che, in loco, non è poi così comune.
Il pezzo è alto circa un metro e largo un'ottantina di centimetri: mancheranno forse una quarantina di centimetri in altezza.
Direi, per questo, che dovesse trovarsi in alto, in un fabbricato di una certa importanza.
Il castello degli Agolanti o quello dei Soardi? Ma non sono edifici religiosi...
Oppure Ca' Gallo che, sino a Napoleone, per un certo periodo, appartenne ai Gesuiti, che ne fecero un convento...

Proprio faccio fatica a battezzarlo.

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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Tilius » domenica 3 novembre 2013, 20:56

antonio33 ha scritto:Il pezzo è alto circa un metro e largo un'ottantina di centimetri: mancheranno forse una quarantina di centimetri in altezza.
Direi, per questo, che dovesse trovarsi in alto, in un fabbricato di una certa importanza.

Però!
Un bestione non piccolo...
Concordo sull'ipotesi di collocazione.
Ma cercherei in un ambito che sia più direttamente riconducibile alla committenza papale e/o connesso all(a committenza dell)'amministrazione pontificia.

Possibile che sia un pezzo erratico e provenga da un centro urbano di grandi dimensioni?

Un problema ulteriore é che, essendo lo stemma stato divelto dalla collocazione originaria, é altamente probabile che detta collocazione sia stata del pari manomessa, al punto che forse oggi potrebbe non essere più esistente.
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » domenica 3 novembre 2013, 23:51

Tilius ha scritto:Possibile che sia un pezzo erratico e provenga da un centro urbano di grandi dimensioni?


Solo Rimini, direi, ma nutro forti dubbi.
Appartiene da sempre alla stessa famiglia.
In alcune case padronali, specialmente quelle delle famiglie che avevano poderi lungo la Flaminia, c'è la passeggiata archeologica, dove sono in bella mostra i reperti trovati dai mezzadri durante l'aratura.
Naturalmente diversi sono sia i periodi di origine che quelli del ritrovamento.
Penso che dovremmo cercare un fabbricato a Misano che giustificasse un simile stemma.
Ma è solo un'idea.
La famiglia in questione ebbe anche fabbricati a Rimini. Ma non credo proprio che fossero tali da poter esibire il nostro stemma, soprattutto se successivi all'epoca in questione.
Spero che Bardo, esperto di storia di Rimini (sparita), possa avere qualche idea...
Mi viene in mente un oggetto buttato via perché rotto. Accadeva: in un restauro ho trovato delle mensole di pietra bellissime, anche se un po' acciaccate, gettate come macerie per chiudere un portone...

Saluto tutti.
Antonio
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Tilius » lunedì 4 novembre 2013, 12:18

Il problema sta proprio nel fatto che una famiglia privata non ha titolo per avere un simile stemma su un proprio edificio (tranne forse un qualche edificio religioso che però dovrebbe essere tanto importante da giustifiocare connessioni pontificie). Ergo si torna al punto di partenza: probabile pezzo erratico non pertinente direttamente alla famiglia che oggi lo detiene.
i.m.h.o.
of course
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » martedì 5 novembre 2013, 17:46

Tilius ha scritto:... probabile pezzo erratico non pertinente direttamente alla famiglia che oggi lo detiene.


Dopo alcune ricerche veloci, avrei un paio di idee.

Il tipo di pietra non è quello che solitamente si trova in zona. Secondo me dovrebbe provenire da una delle cave antiche in Valmarecchia, quelle dove si cavava con fuoco ed acqua.
Potrebbe provenire da un edificio di Carpegna, o forse da una chiesa diroccata dell'alto Montefeltro. Ad esempio, da alcuni poderi con chiese e conventi acquistati dopo le confische di Napoleone in zona Montecerignone, più o meno dove abita Umberto Eco...

Altra teoria (per Luca...): la famiglia in questione ebbe, dalla fine de secolo XVIII, alcuni immobili in via Santa Chiara, a Rimini. Forse gli originari proprietari erano i Chiodi, ricchi mercanti di Rimini. Che provenga da qualche edificio religioso, magari una chiesa già sconsacrata all'epoca?

Di sicuro non è un pezzo acquistato ad un mercatino o da un antiquario. [hmm.gif]
Saluto tutti.
Antonio
Ultima modifica di antonio33 il mercoledì 6 novembre 2013, 10:38, modificato 2 volte in totale.
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda Tilius » martedì 5 novembre 2013, 18:18

antonio33 ha scritto:Di sicuro non è un pezzo acquistato ad un mercatino o da un antiquario. [hmm.gif]


Terra fortunata se da voi nei mercatini si trovano pezzi di una tale sontuosità, araldica se non artistico-antiquariale (stante le condizioni del pezzo, minima, questa, lo riconosco). :D
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda antonio33 » martedì 5 novembre 2013, 19:48

Tilius ha scritto:Terra fortunata se da voi nei mercatini si trovano pezzi di una tale sontuosità, araldica se non artistico-antiquariale (stante le condizioni del pezzo, minima, questa, lo riconosco).


Terra fortunata sì, ma piena di ignoranti (nel senso che non sanno...)
Io temo che quel pezzo sia stato considerato alla stregua di una maceria, magari utilizzato come fondo stradale o materiale da costruzione.
Insomma, essendo "rotto", lo hanno gettato via come un rifiuto.
Poi qualcuno lo ha visto e recuperato.

Spero che Bardo, esperto in smarrimenti riminesi, abbia qualche intuizione...

Ciao Tilius!
Saluto tutti.
Antonio
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Re: Stemma a terra...

Messaggioda bardo » martedì 5 novembre 2013, 20:36

Antonio, tu confidi troppo nelle mie povere capacità... ;)

Quelle che ti do qui di seguito sono poche note per farti capire che Clemente XI, a Rimini, era quasi di casa.. :)
Sono tratte da una Cronaca di anonimo riminese che copre gli anni dal 1601 al 1712.

L'anno 1700. Essendo creato Pontefice Clemente XI di Casa Albani, aveva questi in Rimino una sua carnale Cugina, moglie del sig. Domenico Tingoli, onde arrivato alla medes. corriero con tale Novella, fu subito, da' medes. signori in segno di alegrezza aperta una cantina, nella quale entrano il popolo a discrezione diedero in poco tempo il Sacco a molte bottiglie di vino, furono poi susseguentemente fatte per tre sere sontuose e magnifiche alegrezze dispensando in quelle tre sere, e gran quantità di zambelle con una copiosa fontana di vino, e non poca somma di denaro, e molta quantità di Sonetti e varie composizioni in lode di Sua Santità e de' medes. suoi Parenti. Nelle tre sere diedero li su detti Signori nobili e copiosi rinfrenschi; furono poi in breve tempo rinnovate le dette alegrezze per la promozione dell'Emo Olivieri, fratello di detta Signora e Cugino carnale altresì ancor Lui della Santità Sua.

Domenico Tingoli (+ 1716) aveva sposato Maria Francesca (degli Abati) Olivieri, sorella di Fabio degli Abati Olivieri (1658-1738), creato cardinale proprio dal cugino nel 1715. Entrambi erano cugini primi di Giovanni Francesco Albani, in quanto figli di Gian Andrea degli Abati Olivieri e di Giulia Albani, sorella di Carlo Albani (1623-1684), padre del futuro Pontefice.

un saluto ;)
Luca
Ultima modifica di bardo il martedì 5 novembre 2013, 20:42, modificato 2 volte in totale.
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