da egometta » lunedì 21 ottobre 2013, 0:24
Ne esistono sì, nella misura in cui le fonti (per lo più manoscritte, ma anche a stampa) su cui i repertori si basano li riportavano o li descrivevano e nella misura in cui il compilatore del repertorio ne ha tenuto conto. Per es., Morando-Verona (1976) riporta parecchi cimieri disegnati da lui e ripresi dalle descrizioni testuali di Cartolari 1854, mentre Morando-Venezia cita come fonte il Codice dei Cimieri del Correr ma non ne riproduce neanche uno. Il Codice, a sua volta, è ben lungi dall'essere sistematico ed esaustivo rispetto alla casistica riscontrabile su pietra, tela, pergamena, ecc.
Il cimiero, specie se antico, è la parte più personale/individuale dell'arma e quindi, se noto e riconosciuto, permette di identificare con buona esattezza il titolare di un certo stemma. Ma altrimenti, se lo stemma familiare è rovinato o ignoto, o se il cimiero individuale è sconosciuto, rischia che l'informazione recata dal cimiero resti solo potenziale (v. appunto i 'cani mascherati'). Meno numerosi, più noti, ma meno significativi e spesso tardivi, sono i casi di cimieri 'fissi' e ereditari per tutta la famiglia.
Recentemente ho avuto a che fare con una serie di stemmari ufficiali portoghesi: il più antico (1506-09) segnala che certi stemmi (dei capifamiglia, con esempi di brisure solo per la casa reale) comportavano un cimiero, ma non indica quale.
Il successivo (1521-22) per scrupolo di completezza rappresenta tutti gli stemmi (ancora dei capifamiglia) con un cimiero, ma l'autore si premura di dire che dove esso era assente, ignoto o perduto, ne ha inventato uno lui "secondo le insigni regole del blasone", cioè riprendendo il motivo dello scudo (e in certi casi ampliandolo: per es. dalle ghiande alla quercia) o ideandone uno "conforme al cognome", cioè parlante. Ma siccome non è dichiarato quali cimieri siano certi e quali frutto di creazione arbitraria, la loro attendibilità e utilità può essere verificata solo per via contrastiva rispetto a quelli noti per altra via o fonte.
Quello ancora successivo (XVII sec.) riporta tutti gli stemmi (stavolta di famiglia) con il loro cimiero, spesso diverso da quello del 1521-22, segnalando che quanto rappresentato (e blasonato in una coeva edizione a stampa) era frutto di lunga e laboriosa ricerca e si configurava quindi come autentico, senza margini di arbitrarietà e necessità di ulteriori indagini e speculazioni (ma appunto era ormai fissato per tutti i membri del casato e quindi in certo senso ridondante rispetto allo scudo, almeno in sincronia).