pierfe ha scritto: (...) Vorrei sottolineare che la nobiltà è una dignità che per esistere deve avere un suo riconoscimento nell'ambito del diritto pubblico.
Al contrario se non viene riconosciuta dal diritto pubblico è ridotta solo ad un valore morale insito all'interno dell'individuo, una memoria storica a niente più.
Quindi la nobiltà non riconosciuta (nobiltà di cortesia) non ha nulla a che fare con quella che era la nobiltà del passato.
Pier Felice degli Uberti
pierfe ha scritto:(...)
Voglio solo aggiungere che per me oggi quando qualcuno entra in un ordine dinastico o sovrano (solo SMOM) in un ceto "nobiliare" pensa di avere riconoscita la propria nobiltà, ma questo è un concetto errato perchè se si tratta di ordine dinastico oggi è un riconoscimento improprio (come può riconoscere un gran maestro costantiniano - ad esempio - un titolo concesso da re Vittorio Emanuele II? Non può perchè è fuori dal suo diritto, quindi si tratta solo di un trattamento di cortesia e nulla più), se parliamo dell'ordine sovrano poi si tratterebbe di un riconoscimento nobiliare valido solo all'interno dell'ordine (ovvero un riconoscimento virtuale che vale solo fra le persone che fanno parte dell'ordine, e in contrasto con la Santa Sede che non riconosce più titoli nobiliari e un "riconoscimento" gestito con norme che possono essere diverse da quelle applicate (ora o un tempo) dall'autorità che l'ha concesso.
Questo per dire che la nobiltà intesa oggi come un onore (generalmente ereditatio) ha effetti e valenza solo in quegli stati dove permane la legislazione nobiliare.
Pier Felice degli Uberti
La mia posizione è conosciuta e non si è spostata di un millimetro :
1) Ho sempre affermato che in Italia tutti i titoli, onori, qualità nobiliari italiani ed esteri oggi hanno semplice valore morale e storico ( anche all'interno delle categorie nobiliari cavalleresche, anche se spesso tale riconoscimento morale è comune e pacifico, sancito dal diritto internazionale e ben recepito dalla I.C.O.C. http://www.icocregister.org/principi.htm ).
Sulla valenza ricognitiva degli Ordini cavallereschi il discorso è molto più complesso di quello che può sembrare ad una prima vista, essendo nobiltà di cortesia , si nota facilmente una assonanza ben maggiore rispetto a ciò che potrebbe essere ideologicamente immaginata, spesso si hanno appartenenze a più ordini e cortesemente non si negano affatto storici e cortesi trattamenti nobiliari.
2) Ho sempre affermato che la nobiltà esiste, in Italia "spesa" in ambienti distinti e privati e mi pare che questa affermazione sia stata accettata ( sugli effetti e valenza vedi punto 1. )
Mi pare di aver esposto le mie argomentazioni con un approccio scientifico , ben poco "romantico " mi resta da dire una cosa:
Si campa benissimo non accettando la nobiltà italiana , d'altra parte la "voglia di distinzione" italiana o straniera non è mai stata così concreta come ai nostri giorni ed è molto percepibile in chi lavora in questo sito , inoltra mi capita di avvertire sovente puzza di coda bruciata.
Sergio de Mitri Valier





