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T.G.Cravarezza ha scritto: le Società nazionali degli altri stati svolgono questo duplice scopo: ausilio alle Forze Armate nazionali durante i conflitti armati (o anche per le missioni di pace) e ausilio alla sanità pubblica. Cioè, sono ancora in essere entrambi gli obiettivi per le altre Società nazionali? Come svolgono il servizio a sostegno delle Forze Armate? Esistono altri Corpi militari CR o il servizio è svolto solo in ambito civile?
gnr56 ha scritto:Senza creare uno spin-off dalla discussione, per una mia curiosità, puoi rispondermi ad una domanda ma senza risposta.
Atteso che lo SMOM intrattiene rappporti con la quasi totalità degli Stati da cui in maggioranza viene riconosciuto, atteso che, quindi, è presente con sue associazioni nazionali in questi paesi, atteso che in Italia ha un Corpo Militare di Sanità Militare ausiliario dell'Esercito, ha lo SMOM in altre nazioni in cui è presente analoghi corpi militari ausiliari dell'Esercito o delle FF.AA.?
T.G.Cravarezza ha scritto: Per questo sarebbe interessante capire come svolgono il servizio di ausilio alle forze Armate le Società nazionali di Croce Rossa degli altri stati, sempre che lo svolgano ancora oggi.

Il Servizio della Croce Rossa è composto da cittadine svizzere assegnate all’esercito in qualità di professioniste del settore sanitario – ai sensi delle Convenzioni di Ginevra – per «migliorare la sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna», per curare i feriti e i malati e per assumere diversi altri compiti del servizio sanitario.
Il 6 ottobre 1903 il Parlamento posava la prima pietra del Servizio della Croce Rossa. Da allora un numero incalcolabile di donne ha prestato servizio a favore di soldati malati, rifugiati, disabili e persone bisognose di cure. All’estero i membri del SCR hanno compiuto missioni segnatamente in Namibia, nel Sahara occidentale e in Kosovo. Oggi il Servizio della Croce Rossa conta circa 300 donne, tutte professioniste che hanno assolto una formazione medica, paramedica o medico-tecnica. Esse assumono degli incarichi principalmente negli Stati maggiori o nelle formazioni ospedaliere o sanitarie dell’esercito, ma anche nell’ambito delle scuole reclute e dei corsi per quadri e in seno a diverse commissioni tecniche e gruppi di lavoro del servizio sanitario dell’esercito. Alcuni membri del SCR coadiuvano peraltro il dipartimento Cooperazione internazionale della CRS nell’ambito dei suoi interventi in caso di catastrofe. Senza le loro competenze, numerose missioni non sarebbero realizzabili.
Dei membri del SCR appositamente formati e reclutati hanno inoltre l’incarico di promuovere il diritto internazionale umanitario e i Principi fondamentali della Croce
Rossa in seno all’Esercito svizzero (diffusione).
Volpegrigia72 ha scritto:L'unica Società Nazionale di C.R./M.R. dotata di un corpo militare (che veste uniformi del tutto identiche, anzi le stesse, a quelle in dotazione ad una delle FF.AA. nazionali) è senza alcun dubbio quella italiana. Ciò, anche se è inutile che mi ripeta, ha creato e crea a tutt'oggi non pochi imbarazzi in ambito internazionale, tanto che più volte la nostra Associazione è stata sollecitata da Ginevra a provvedere in qualche modo a mutare questo stato di cose o attraverso lo scioglimento di questo ente oppure almeno con il cambio di uniforme in favore di una combinazione di vestiario tale da permettere di distinguere il personale C.R.I. dall'Esercito Italiano. Il che per palesi ragioni di confusione tra due categorie di personale nettamente distinte che possono trovarsi ad operare in modo contiguo in un territorio in cui si sta svolgendo un conflitto armato:
1) il personale del C.M. C.R.I.;
2) il personale civile/volontario del C.I.C.R. oppure di una o più Società Nazionali.
[/quote][/quote]P.S.: la Croce Rossa ha davvero contribuito a scrivere pezzi della la storia militare (appunto... della storia)... purtroppo o fortunatamente (il dibattito è aperto) le pagine del libro che ha contribuito a scrivere sono terminate ormai da svariati decenni, perchè non siamo noi a dover far più parte di tale tipo di storia. I militari facciano i militari... i volontari di C.R./M.R. ecc. ecc.... il che per evidentissime questioni etiche e deontologiche.
Cordialità
Volpegrigia72 ha scritto: ritornando a questioni del tutto italiane, a livello associativo centrale pare (ma quasto è solo ciò che ho udito e sulla cui veridicità non garantisco ma non ho neppure ragione di dubitare) non sia proprio del tutto gradito che componenti del Corpo Militare partecipino sovente ad attività addestrative non direttamente pianificate e gestite dal medesimo ed a competizioni del tipo: gare di tiro, gare di pattuglia ecc., indossando l'uniforme corredata delle insegne C.R.I., per la ragione che, come previsto dalle CC.G., il personale di C.R., impegnato in operazioni di soccorso nel corso di conflitti armati viene dotato del solo armamento personale a scopo di autodifesa e di protezione dei feriti, dei mezzi, dei materiali e delle installazioni a loro affidati. Nel ribadire, comunque come sia assolutamente lecito e sacrosanto che tale personale venga adeguatamente addestrato all'uso di tale tipo di armamento... ma non di altro, traspare come attività militari di tipo prettamente più aggressivo rispetto a quelle previste dalle CC.G. non vengano viste granchè di buon occhio dagli attuali vertici associativi
e
altrimenti diventa becera autocelebrazione e molto altro.Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti