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Sì, quasi:Tilius ha scritto:Coro di Pierantonio Dell'Abate (XV secolo, da cui l'ultima di cui sopra).



. Non immaginavo che tal Gherardo avesse ricoperto ruoli di questo prestigio (seppur per meno di un anno...), e siccome anche il suo stemma comprende l'acquila bicipite, mi chiedevo che se la stessa rappresentasse una relazione tra la famiglia e il sacro romano impero, in quanto (si suppone) la famiglia sia scesa in Italia dalla Germania al seguito di Enrico II. Inoltre il casato sembra insignito dei titoli di conti di Rolo e conti di Casteldaldo, che poi vennero suddivisi rispettivamente al ramo di Reggio Emilia, e al ramo di Vicenza, al seguito del conflitto causato dal diritto di successione sui beni di un ramo estinto nel XVI secolo. Dopo qualche ricerca, non sono riuscito a venire a capo di questi quesiti: quando (e da quale imperatore) furono inizialmente conferiti i titoli di conte? E poi, visto che il ramo vicentino si suddivide a sua volta in tre rami e che il titolo puo' essere proprio di un solo esponente della famiglia, ho comunque riscontrato alcuni conti in ognuno dei tre rami, dove a rigor di logica, suppongo che il titolo spetti al primo ramo, in quanto discendente dal primogenito. E' possibile? Mi scuso per la prolissita' e ringrazio immensamente chi abbia la pazienza di rispondermi Gabardo89 ha scritto:Salve a tutti,
non vorrei apparire come il guastafeste della discussione, ma l'appartenenza di Gherardo Sessa alla famiglia da Sesso è in verità assai contestata. Essa è stata sostenuta per secoli per il chiaro prestigio avuto dalla famiglia da Sesso nei secoli successivi, ma a rigore è poco verosimile: il Giulini nelle sue ''Memorie'' (tomo 9, pag. 71) illustra bene le ragioni per cui il predetto cardinale non può essere appartenuto a quella famiglia: nel XIII° secolo (e non solo in quel secolo) gli arcivescovi di Milano potevano venire scelti ESCLUSIVAMENTE tra rampolli di famiglie appartenenti alla nobiltà patrizia di Milano. La famiglia da Sesso non figura tra le famiglie nobili di Milano, mentre la nobile famiglia SESSA sì (si veda la Matricula Nobilium di Ottone Visconti del 1277, dove compaiono i casati nobili della città dai quali si dovevano trarre i canonici ordinari). La Consulta Araldica, che riconobbe spettare alla famiglia SESSA di Daverio il titolo di nobile (mf) nel 1902, considerò fra le prove di di nobiltà presentate dai richiedenti l'appartenenza di Gherardo Sessa, arcivescovo di Milano, alla loro famiglia. Questo riconoscimento è notificato anche dalla Rivista del Collegio Araldico (anno 1907, n°5, pag. 486), quando si dà una descrizione sommaria della nobile famiglia Sessa.
Manu62 ha scritto:... visto che il ramo vicentino si suddivide a sua volta in tre rami e che il titolo puo' essere proprio di un solo esponente della famiglia, ho comunque riscontrato alcuni conti in ognuno dei tre rami, dove a rigor di logica, suppongo che il titolo spetti al primo ramo, in quanto discendente dal primogenito. E' possibile? Mi scuso per la prolissita' e ringrazio immensamente chi abbia la pazienza di rispondermi .
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