da Morello » mercoledì 12 giugno 2013, 9:21
Scusatemi il titolo troppo lungo e affatto esaustivo. Non sapevo neppure se inserire l'argomento in "Ordini cavallereschi" o "Bibliografia". Lo spunto mi è venuto acquistando il volume di Marrocco Trischitta "La Croce Ottagona". A proposito, bel titolo, me ne viene in mente un altro sempre riferito ai Cavalieri di Malta, "La Croce e la spada". Se pubblicassi un volume sull'OESSG e fossi un copione, penserei a "La Croce di Gerusalemme", "La Croce di Goffredo", "La Croce di Buglione". Col sottotitolo: Sette secoli di Storia dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Ma veniamo a noi. Il volume reca una scritta in cui, mi sembra di aver capito, l'Ordine Giovannita prende le distanze da alcuni aspetti del contenuto del volume. Insomma specifica che la responsabilità del testo è soltanto dell'autore, tra l'altro scomparso e Cavaliere di Malta, dichiarando la storia contenuta nel volume, come quella non ufficialmente riconosciuta dall'Ordine.
Ebbene, ecco il punto, su cui chiedo un Vostro illuminante parere. Facciamo una ipotesi. Un membro di un Ordine Cavalleresco, decide di ricercare notizie storiche sul prorprio Ordine. Vi pongo quindi una serie di domande:
1) Occorre chiedere l'autorizzazione all'Ordine? Nel nostro Paese non è costituzionalmente tutelata la libertà di stampa e di pensiero? Ammettiamo che si tratti di un gesto di rispetto o cortesia nei confronti del proprio Ordine, lo si dovrebbe fare anche se si tratta di un articoletto sul un foglio locale?
2) Ammettiamo che l'Ordine (ma è raro) neghi all'autore (suo membro) la pubblicazione (magari anche a sue spese), del libro o opuscolo che sia, costui potrebbe pubblicarlo con uno pseudonimo?
3) C'è una differenza, secondo Voi, tra la pubblicazione a proprie spese di un opuscolo da distribuire gratuitamente solo tra i Confratelli e un volume pubblicato e pagato dall'Ordine e posto in vendita?
4) Quesito finale (forse il più importante). Perchè un Ordine potrebbe vietare la pubblicazione di un volume su di esso? Tra l'altro senza spendere un soldo? E' tutto a carico dell'autore o degli autori o degli sponsors! Per il contenuto! Infatti può nascere un conflitto diciamo tra coscienza e scienza nell'autore. Facciamo finta che si tratti di uno storico che sa il fatto suo. La storia si fa sui documenti e non sulle favole e sulle leggende. Assodato che ormai sull'origine dei vari Ordini si va facendo luce e chiarezza, l'autore (storico e membro dell'Ordine) potrebbe trovarsi costretto a scegliere tra realtà storica (esempio classico l'appartenza ai vari Ordini cavallereschi, di personaggi del passato o recenti non proprio adamantini (per usare un eufemismo!) e voluta omissione. L'autore potrebbe uscire da questo travaglio interiore, pubblicando solo i nomi di coloro che secondo lui hanno onorato l'Ordine, non citando i personaggi sospetti, che cmq nulla aggiungerebbero alla storia dell'Ordine.
Ammetto che ho messo troppa carne sul fuoco, come si suol dire, ma aspetto veramente le Vostre considerazioni a riguardo. Grazie.
Cordialmente.
Morello
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS