Stemmi introvabili

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Messaggioda da Fiore » martedì 19 dicembre 2006, 22:12

Frà Eusanio ha scritto:
Peccato, era il punto più divertente...


...Fossi scema...

...parrebbe invece un capo "riveduto e corretto" dei Domenicani veri e propri...


In effetti la dipintura del capo sembrerebbe un intervento successivo, magari voluto da qualche vescovo recente domenicano...

saluti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 19 dicembre 2006, 22:16

da Fiore ha scritto:
...parrebbe invece un capo "riveduto e corretto" dei Domenicani veri e propri...

In effetti la dipintura del capo sembrerebbe un intervento successivo, magari voluto da qualche vescovo recente domenicano...
saluti
Marilisa


Può essere.

Ma dubito :? sull'intervento diretto del presule: vedrei meglio una libertà esecutiva...
:roll:
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Messaggioda da Fiore » martedì 19 dicembre 2006, 22:24

Cercherò di sapere di più circa il libero esecutore

saluti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 19 dicembre 2006, 22:28

...se può esserti utile, le figure ivi contenute sono quelle tipiche del capo domenicano, mentre gli smalti sono gli stessi spesso usati per il capo francescano... :wink:

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Re: Stemmi introvabili, LOPES

Messaggioda vigi » sabato 1 giugno 2013, 17:50

Lopes in albanese significa Vacca, e i Lopes albanesi non sono assolutamente (anche se può sembrare) di origine spagnola, è una delle stirpi più importanti stabilitesi nell'Arberia Calabrese. Lo stemma dei lopes infatti, posto sul portone del palazzo di San Demetrio Corone (CS), è una testa di vacca. Non ne conosco i colori
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Re: Stemmi introvabili

Messaggioda veneziano » domenica 2 giugno 2013, 16:21

Per quanto riguarda la famiglia Baffo ho trovato queste due immagini, di cui una diversa dalla usuale rappresentazione.

http://imageshack.us/photo/my-images/850/00514814.jpg/

http://imageshack.us/f/43/insigniavenetorumnobili.jpg/

E così ne parla il Tassini (Curiosità Veneziane) :
"a S. Ternita. Appellasi negli Estimi «Ramo di Ca' Baffo» dalla patrizia famiglia di questo cognome. Un «Lorenzo Baffo de m. Alvise» da S. Ternita trovasi nel ruolo dei confratelli patrizii in una delle «Mariegole» della scuola Grande di S. Maria della Misericordia, che incomincia col 1308, ed arriva al 1499. E nei Necrologi Sanitari: «Adì 17 Xbrio 1593. Il chl.mo s. Mateo Bafo fo del chl.mo s. Zan Alvise, de ani 25, da eticho, mesi 6. — S. Ternita».
I Baffo vennero da Parma a Mestre, e poscia a Venezia nell'827. Edificarono nel 1034 la chiesa, ora distrutta, di S. Secondo in isola, e nel 1222 quella di S. Maria Maddalena, nella qual contrada vuolsi che possedessero un castello, detto Castel Baffo. Rimasti nel 1297 del Consiglio, produssero uomini distinti. Una donzella di questa casa, fatta col padre prigioniera dei Turchi, divenne moglie di Amurat III, e nel 1568 madre di Maometto III. Esercitò costei un lungo dominio sopra Amurat, e conservollo sopra Maometto, né lo perdette che sotto Acmet, il quale la relegò nel vecchio serraglio. Un Lodovico Baffo, valoroso Sopracomito di galera, operò nel 1650 azioni ardite contro i Turchi, si diportò bene nella conquista delle fortezze di S. Todero e Turlulù nel regno di Candia, nel 1656 trovossi alla battaglia dei Dardanelli, e nel 1657, come direttore della galeazza capitana Morosina, intervenne alla vittoria sopra le galere barbaresche a Scio. Di lui congiunto fu quel Giorgio, nato nel 1694, e morto nel 1768, che va celebre fra noi per le sue poesie in dialetto veneziano. Con Giorgio andò estinta la famiglia."

Saluti.
civis Veneciarum sum
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