da petecciano » martedì 28 maggio 2013, 21:17
Una precisazione: il regime feudale è conosciuto da tutti ( con la traslazione del feudo al primogenito e nulla ai cadetti, salvo per quelle poche famiglie con moltissimi feudi, nessun diritto alle donne etc etc.).
Dopo l'abolizione del feudalesimo ( parlo del regno del sud ) Murat stesso, se non vado errato, creò un primo maggiorascato, replicato poi dal re Ferdinando II e rimasto in vigore sino all'unità.( se ne fa cenno anche nei Vicerè di De Roberto, mi ricordo)
Con la unificazione sotto i Savoia, con il codice civile del 1865 sparì il maggiorasco, ma fu abolito anche ( nella lotta del tempo contro la manomorta ecclesiastica e civile) il fidecommesso, reintrodotto poi dal codice del 1942 e completamente trasformato nello spirito e nei termini dalla riforma del 1975.
Il maggiorasco Ferdinandeo prevedeva come condizione una possidenza superiore a 4.000 ducati ( 16.000 òire dell'epoca) di rendita fondiaria - all'epoca il Catasto funzionava bene- e concedeva la possibilità, previa esibizione dei titoli di proprietà e rendita nonchè delle prove di nobiltà, di fondare un maggiorasco - inalienabile e procedente di primogenito in primogenito-di metà dell'intero, mentre l'altra metà doveva restare svincolato proprio per consentire ai cadetti e alle donne di non restare sul lastrico.
La mia famiglia ottenne il maggiorasco ma, prima della morte del fondatore del maggiorasco....la legge cambiò.
Il mio antenato non si perse d'animo: essendogli premorto l'unico figlio ed erede presunto, così divise i beni tra i tre nipoti ex filio ( tutti maschi).
Al primo la metà di tutti i beni ( come fosse il maggiorasco non più esistente)
al secondo un terzo
al terzo un sesto.
Ovviamente, liberi dal vincolo e liberi finalmente di viaggiare e conoscere il Nord e l'estero...il primo nipote rimase a secco dopo 20 anni; il secondo morì in povertà dopo aver per fortuna dotato il proprio unico figlio per le nozze; il terezo mantenne ( e gliene sono grato in quanto discendente da lui) buona parte delle proprietà perchè sposato a 18 anni subì il condizionamento della propria moglie.
Peggio avvenne all'unica famiglia feudale ancora esistente dalle mie parti:e ancora in possesso di beni ex feudali ( gli Acquaviva a metà 800 erano già economicamente provatissimi) l'ultimo discendente , alimentando leggende ..fondate, rimase in pessime condizioni a 50 anni e morì in una casa di riposo, senza eredi naturali e diretti.
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