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pierfe ha scritto:(...) Contrariamente a quanto si pensa le dignità del patrimonio premiale di Case già sovrane nel Regno di Spagna NON sono riconosciute ufficialmente dal Regno di Spagna, salvo per un trattamento di cortesia nel passato; questo avveniva per S.A.R. Don Carlos quando non era Infante di grazia di Spagna, e a quel tempo per S.A.R. don Pedro come Duca di Noto (tali dignità erano attribuite nei documenti di identità e passaporto).
Non dimentichiamo che la Spagna riconosce la Repubblica Italiana e quindi non può riconoscere ufficialmente qualcosa che rappresenta una dignità non accettata dalla Repubblica. ( ... )
Pier Felice degli Uberti
GENS VALERIA ha scritto:pierfe ha scritto:(...) Contrariamente a quanto si pensa le dignità del patrimonio premiale di Case già sovrane nel Regno di Spagna NON sono riconosciute ufficialmente dal Regno di Spagna, salvo per un trattamento di cortesia nel passato; questo avveniva per S.A.R. Don Carlos quando non era Infante di grazia di Spagna, e a quel tempo per S.A.R. don Pedro come Duca di Noto (tali dignità erano attribuite nei documenti di identità e passaporto).
Non dimentichiamo che la Spagna riconosce la Repubblica Italiana e quindi non può riconoscere ufficialmente qualcosa che rappresenta una dignità non accettata dalla Repubblica. ( ... )
Pier Felice degli Uberti
Per completezza devo aggiungere che il titolo di Duca di Capua sarà in futuro attribuito a tutti i primogeniti maschi del Duchi di Noto.
Creando così fuori dal trono un nuovo titolo distintivo della Real Casa e Famiglia delle Due Sicilie, dimostrando così anche che il matrimonio dei genitori è riconosciuto e la leggitima del primo nato anche se venuto al mondo quando il matrimonio non esisteva.
Questo atto è molto importante per le possibili discussioni sull'argomento in futuro.
Secondo il Diritto Internazionale ( che si studia tutt'ora negli atenei italiani ) viene giudicato ininfluente e non pertinente ogni tipo di ingerenza nei confronti degli ordini dinastici e familiari da parte di entità statuali subentrate al governo di uno stato ed il capo di casa già regnante che non abbia rinunciato spontaneamente alla sovranità e mai debellata conserva un piccolo ma validissimo “quid” di Jure Sanguinis che gli consente di esercitare, come meglio crede, le proprie prerogative in campo cavalleresco e nobiliare all'ambito di propria pertinenza dinastico-familiare.
Questa affermazione nei fatti oggi è andata in disuso almeno da quasi 50 anni e non viene rispettata dalla maggioranza delle Nazioni compresa oggi la Santa Sede (tuttavia è validissima per l'ICOC e gli studiosi della materia).
Sotto questa luce , secondo me, vanno considerati tutti gli attuali provvedimenti di Grazia e di Giustizia da parte del Capo della Real Casa Borbone Due Sicilia , l'Infante di Spagna Don Carlos.
Penso che la luce a cui ti riferisci non è stata eterna... questo vale ripeto per l'ICOC alcuni organismi che si occupano di queste "cose" e per gli studiosi della materia.
Il Capo della Real Casa di Spagna nel 1987 ha voluto riconoscere, senza alcun dubbio, il Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie dopo aver incaricato il le massime autorità del settore per mezzo della
Publicación que recoge una serie de informes emitidos por:
El Ministerio de Justicia del Reino de España.
La Real Academia de Jurisprudencia y Legislación.
El Ministerio de Asuntos Exteriores.
El Instituto Salazar y Castro (C.S.I.C.).
El Consejo de Estado.
A petición de la Casa de S.M. el Rey.
Relativos al Título de Jefe de la Casa Real de Borbón Dos Sicilias y al Gran Maestrazgo de la Sagrada Militar Orden Constantiniana de San Jorge.
A quell'epoca mi interessavo del problema ed ho aiuto l'Istituto Salazar y Castro a quel tempo (C.S.I.C.) ed emettere quei pareri e poi li ho fatti tradurre in italiano (quel libretto è stato tradotto dai traduttori presi su consiglio dell'Ufficio Studi dell'allora Banca Commerciale Italiana, e so benissimo cosa dicono.
Ma per onesta culturale dobbiamo dire che sono pareri "informes" e restano come tali, sebbene emessi dai più alti organismi del Regno di Spagna.
A questi pareri non è seguito nessun provvedimento concreto (ed aggiungo dal 2012 l'ordine costantiniano di San Giorgio non è più fra gli ordini permessi sulle divise militari... ma questo atto lo stesso non significa nulla).
Al contrario quando il Duca di Calabria divenne Infante di Spagna si parlò per anni su quale trattamento dovesse essere indicato sul decreto di concessione.
Ma il Consiglio di Stato di Spagna scrisse chiaramente che nel decreto non doveva essere indicato il trattamento per cortesia di Duca di Calabria per rispetto alla Repubblica Italiana (pensiero che non condivido con il Consiglio di Stato), del resto l'Infante Don Carlos, Duca di Calabria è infante di grazia non certo perchè si ritenesse il Capo della Real Casa e Famiglia delle Due Sicilie ma solo perchè suo padre l'Infante Don Alfonso, Duca di Calabria nacque Principe di Spagna, e per la legge spagnola il figlio del Principe di Spagna è Infante... quindi tutto è molto chiaro.
Mi sembra evidente che il Capo della Real Casa di Spagna , riconoscendo le prerogative quale capo della Real Casa nell'Infante Don Carlos non possa smentirsi né contraddirsi.
Il Capo della Real Casa di Spagna come lo chiami qui tu, ovvero il Re di Spagna chiese ed ottenne un parere per capire una disputa dinastica, e non prese alcun provvedimento in merito.
Ricordati che l'Infante Duca di Calabria, dal 1964 era considerato per cortesia Duca di Calabria ed i suoi documenti erano S.A.R. Don Carlos de Borbon y Borbon, Duque de Calabria!
Nel 1982 io stesso ho sentito il Re di Spagna in pubblico chiamare il cugino proprio S.A.R. Don Carlos Duque de Calabria!
L'equivoco, se di equivoco si tratta , sta nel fatto che è il Governo del Regno di Spagna, il quale non coincide affatto ( Dio ce ne scampi ) con la Real Casa di Spagna , a non riconoscere“ ufficialmente qualcosa che rappresenta una dignità non accettata dalla Repubblica”.
Non comprendo cosa vuoi dire, nei fatti il Re di Spagna è il risultato di una instaurazione monarchica la cui dinastia inizia ufficialmente nel 1975, e i cui successori sono i discendenti di Don Juan Carlos I e basta!
L'atto di cessione dinastica da parte di S.A.R. il Conte di Barcellona a favore del figlio ha carattere e validità di un atto carico di valore morale e basta, e la prova è che la legge successoria al trono non ne tiene conto.
Come mi sono espresso in passato, in Italia, tutta la nobiltà italica ed estera, ha un mero riconoscimento di cortesia.
Detto ciò, è mia opinione che eventuali riconoscimenti nobiliari ( privati in Italia) possono sussistere o no a seconda delle situazioni. contingenti.
[b]In un Paese dove la nobiltà non è riconosciuta come ho già detto altre volte, tutto quello che ha a che fare con la nobiltà riveste sempre carattere privato, nel caso di Paesi dove la nobiltà è riconosciuta la dignità, il titolo riveste l'identificativo della persona.
Ed ora pensiamoci bene Don Jaime de Borbon Landaluce dove vuoi che usi il suo Duca di Capua? Certamente non nella vita privata della Spagna di oggi, ma forse solo all'interno di quelle corporazioni ed ordini ai quali deciderà di far parte.
Del resto o con titolo o senza titolo Don Jaime è sempre il primogenito giuridicamente riconosciuto di quella che fu la Dinastia che regnò sul Regno delle Due Sicilie... http://www.youtube.com/watch?v=sSPnz2cu7O0
Pier Felice degli Uberti
Mi aiuto con un esempio:
un matrimonio concordatario, celebrato in chiesa è riconosciuto sia dalla Chiesa che dallo Stato
un matrimonio civile, celebrato in comune è riconosciuto dallo Stato ma non dalla Chiesa
un matrimonio religioso ( “ di coscienza”) è riconosciuto dalla Chiesa ma non dallo Stato
Un matrimonio non celebrato non dovrebbe essere considerato da alcuno, anche se a volte sembra non sia così...
Una questione di prospettiva , di opportunità , di tradizione consolidata.
Cordialmente
Sergio de Mitri Valier
robyn ha scritto:Qundi dr Degli Uberti,seguendo l'esempio sopra scritto,anche S.M. Re Umberto II conferendo il titolo di Principe di Venezia, al nipote Emanuele Filiberto,riconobbe e accettò il matrimonio del figlio Vittorio Emanuele.Cordiali saluti.

contegufo ha scritto:Salve
Il Governo Italiano (Gov. Berlusconi) allorché permise il rientro in patria degli eredi di Casa Savoia fino allora confinati all'estero di fatto riconobbe nella persona di Vittorio Emanuele il legittimo discendente di SM Umberto II.
Se il matrimonio con una Sig.ra di non pari grado l'avesse automaticamente escluso dalla linea di successione non sarebbe stato oggetto del provvedimento governativo.
Saluti

pierfe ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:pierfe ha scritto:(...) Contrariamente a quanto si pensa le dignità del patrimonio premiale di Case già sovrane nel Regno di Spagna NON sono riconosciute ufficialmente dal Regno di Spagna, salvo per un trattamento di cortesia nel passato; questo avveniva per S.A.R. Don Carlos quando non era Infante di grazia di Spagna, e a quel tempo per S.A.R. don Pedro come Duca di Noto (tali dignità erano attribuite nei documenti di identità e passaporto).
Non dimentichiamo che la Spagna riconosce la Repubblica Italiana e quindi non può riconoscere ufficialmente qualcosa che rappresenta una dignità non accettata dalla Repubblica. ( ... )
Pier Felice degli Uberti
Per completezza devo aggiungere che il titolo di Duca di Capua sarà in futuro attribuito a tutti i primogeniti maschi del Duchi di Noto.
Creando così fuori dal trono un nuovo titolo distintivo della Real Casa e Famiglia delle Due Sicilie, dimostrando così anche che il matrimonio dei genitori è riconosciuto e la leggitima del primo nato anche se venuto al mondo quando il matrimonio non esisteva.
Questo atto è molto importante per le possibili discussioni sull'argomento in futuro.
Secondo il Diritto Internazionale ( che si studia tutt'ora negli atenei italiani ) viene giudicato ininfluente e non pertinente ogni tipo di ingerenza nei confronti degli ordini dinastici e familiari da parte di entità statuali subentrate al governo di uno stato ed il capo di casa già regnante che non abbia rinunciato spontaneamente alla sovranità e mai debellata conserva un piccolo ma validissimo “quid” di Jure Sanguinis che gli consente di esercitare, come meglio crede, le proprie prerogative in campo cavalleresco e nobiliare all'ambito di propria pertinenza dinastico-familiare.
Questa affermazione nei fatti oggi è andata in disuso almeno da quasi 50 anni e non viene rispettata dalla maggioranza delle Nazioni compresa oggi la Santa Sede (tuttavia è validissima per l'ICOC e gli studiosi della materia).
Sotto questa luce , secondo me, vanno considerati tutti gli attuali provvedimenti di Grazia e di Giustizia da parte del Capo della Real Casa Borbone Due Sicilia , l'Infante di Spagna Don Carlos.
Penso che la luce a cui ti riferisci non è stata eterna... questo vale ripeto per l'ICOC alcuni organismi che si occupano di queste "cose" e per gli studiosi della materia.
Il Capo della Real Casa di Spagna nel 1987 ha voluto riconoscere, senza alcun dubbio, il Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie dopo aver incaricato il le massime autorità del settore per mezzo della
Publicación que recoge una serie de informes emitidos por:
El Ministerio de Justicia del Reino de España.
La Real Academia de Jurisprudencia y Legislación.
El Ministerio de Asuntos Exteriores.
El Instituto Salazar y Castro (C.S.I.C.).
El Consejo de Estado.
A petición de la Casa de S.M. el Rey.
Relativos al Título de Jefe de la Casa Real de Borbón Dos Sicilias y al Gran Maestrazgo de la Sagrada Militar Orden Constantiniana de San Jorge.
A quell'epoca mi interessavo del problema ed ho aiuto l'Istituto Salazar y Castro a quel tempo (C.S.I.C.) ed emettere quei pareri e poi li ho fatti tradurre in italiano (quel libretto è stato tradotto dai traduttori presi su consiglio dell'Ufficio Studi dell'allora Banca Commerciale Italiana, e so benissimo cosa dicono.
Ma per onesta culturale dobbiamo dire che sono pareri "informes" e restano come tali, sebbene emessi dai più alti organismi del Regno di Spagna.
A questi pareri non è seguito nessun provvedimento concreto (ed aggiungo dal 2012 l'ordine costantiniano di San Giorgio non è più fra gli ordini permessi sulle divise militari... ma questo atto lo stesso non significa nulla).
Al contrario quando il Duca di Calabria divenne Infante di Spagna si parlò per anni su quale trattamento dovesse essere indicato sul decreto di concessione.
Ma il Consiglio di Stato di Spagna scrisse chiaramente che nel decreto non doveva essere indicato il trattamento per cortesia di Duca di Calabria per rispetto alla Repubblica Italiana (pensiero che non condivido con il Consiglio di Stato), del resto l'Infante Don Carlos, Duca di Calabria è infante di grazia non certo perchè si ritenesse il Capo della Real Casa e Famiglia delle Due Sicilie ma solo perchè suo padre l'Infante Don Alfonso, Duca di Calabria nacque Principe di Spagna, e per la legge spagnola il figlio del Principe di Spagna è Infante... quindi tutto è molto chiaro.
Mi sembra evidente che il Capo della Real Casa di Spagna , riconoscendo le prerogative quale capo della Real Casa nell'Infante Don Carlos non possa smentirsi né contraddirsi.
Il Capo della Real Casa di Spagna come lo chiami qui tu, ovvero il Re di Spagna chiese ed ottenne un parere per capire una disputa dinastica, e non prese alcun provvedimento in merito.
Ricordati che l'Infante Duca di Calabria, dal 1964 era considerato per cortesia Duca di Calabria ed i suoi documenti erano S.A.R. Don Carlos de Borbon y Borbon, Duque de Calabria!
Nel 1982 io stesso ho sentito il Re di Spagna in pubblico chiamare il cugino proprio S.A.R. Don Carlos Duque de Calabria!
L'equivoco, se di equivoco si tratta , sta nel fatto che è il Governo del Regno di Spagna, il quale non coincide affatto ( Dio ce ne scampi ) con la Real Casa di Spagna , a non riconoscere“ ufficialmente qualcosa che rappresenta una dignità non accettata dalla Repubblica”.
Non comprendo cosa vuoi dire, nei fatti il Re di Spagna è il risultato di una instaurazione monarchica la cui dinastia inizia ufficialmente nel 1975, e i cui successori sono i discendenti di Don Juan Carlos I e basta!
L'atto di cessione dinastica da parte di S.A.R. il Conte di Barcellona a favore del figlio ha carattere e validità di un atto carico di valore morale e basta, e la prova è che la legge successoria al trono non ne tiene conto.
Come mi sono espresso in passato, in Italia, tutta la nobiltà italica ed estera, ha un mero riconoscimento di cortesia.
Detto ciò, è mia opinione che eventuali riconoscimenti nobiliari ( privati in Italia) possono sussistere o no a seconda delle situazioni. contingenti.
[b]In un Paese dove la nobiltà non è riconosciuta come ho già detto altre volte, tutto quello che ha a che fare con la nobiltà riveste sempre carattere privato, nel caso di Paesi dove la nobiltà è riconosciuta la dignità, il titolo riveste l'identificativo della persona.
Ed ora pensiamoci bene Don Jaime de Borbon Landaluce dove vuoi che usi il suo Duca di Capua? Certamente non nella vita privata della Spagna di oggi, ma forse solo all'interno di quelle corporazioni ed ordini ai quali deciderà di far parte.
Del resto o con titolo o senza titolo Don Jaime è sempre il primogenito giuridicamente riconosciuto di quella che fu la Dinastia che regnò sul Regno delle Due Sicilie... http://www.youtube.com/watch?v=sSPnz2cu7O0
Pier Felice degli Uberti
Mi aiuto con un esempio:
un matrimonio concordatario, celebrato in chiesa è riconosciuto sia dalla Chiesa che dallo Stato
un matrimonio civile, celebrato in comune è riconosciuto dallo Stato ma non dalla Chiesa
un matrimonio religioso ( “ di coscienza”) è riconosciuto dalla Chiesa ma non dallo Stato
Un matrimonio non celebrato non dovrebbe essere considerato da alcuno, anche se a volte sembra non sia così...
Una questione di prospettiva , di opportunità , di tradizione consolidata.
Cordialmente
Sergio de Mitri Valier
fabrizio guinzio ha scritto:Mi ha colpito il "erroneamente pensando che in Spagna di principe ne esista solo uno, delle Asturie". Mi risulta esistere il titolo di principe di Girona, mentre non ho certezze su quello di Catalogna connesso a quello di conte di Barcellona. Trattandosi di titoli spagnoli su terre italiane duosiciliane non sarebbe auspicabile il mantenimento del grado storico italiano, per esempio conte di Caserta principe di Capua etc.?
Altro caso: i principi di Hohelohe-Langenburg che risiedevano in Spagna si sono fatti problemi a continuare a presentarsi come principi? Comunque capisco che esistano dei patti non scritti tra la Corte di Spagna e la casa dell'infante don Carlos: in generale, mi sembra di poter dire che questo ramo dei Borbone-Due Sicilie "subisce" molto la tutela dei cugini spagnoli (sbaglio?)Ammessa dunque la validità del riconoscimento ex post, mi sembra cosa che in potenza ha molto da far discutere l'ammissione nei diritti di un figlio naturale nato 8 anni prima del matrimonio dei genitori; in questo modo vengono introdotte due novità in un colpo solo: 1) non è più necessario un matrimonio uguale e 2) non è più necessario neppure il matrimonio. Un bel colpo alla tradizione (la intendo qui nel senso legittimante che, ad es. in Weber, ha per l'autorità tradizionale) per un'entità che ha la sua ragione ormai solo in quella (dato che, a differenza dei Borbone-Spagna, i Due Sicilie non regnano). La domanda è questa: ha ancora senso riconoscere un qualche significato (tradizionale? altrimenti di che altra natura?) a un'entità che ha ben poco ormai da spartire con la tradizione, e che sarà sempre più in balia del riconoscimento (e dei ricatti) dei seguaci (potrei fare es. concreti ma mi limito qui)?Oggi non ci sono dubbi sul pieno riconoscimento del matrimonio dei Duchi di Noto da parte del Capo della Casa.
. Tuttavia, da quel che so dagli studi sull'Ordinamento italiano in epoca monarchica, la materia dinastica non è mai spettata ad organi statali (né Parlamento, né tantomeno il Governo che, tra l'altro, non è praticamente neppure citato nello Statuto), ma era di mera competenza regia, salvo nel periodo del Gran Consiglio del Fascismo, unico organo statale ammesso a ingerirsi, ma solo in precise circostanze, di una materia altrimenti di competenza esclusiva della Corona. Per il problema della Alliaga (e se si vuole della dal Pozzo della Cisterna), il matrimonio fu autorizzato dal Re (non dalle Camere o dal Governo), quindi la condizione non uguale fu superata dall'atto regio. Quando l'ex Re di Spagna, Amedeo, venne riammesso con i suoi figli alla successione sabauda, non mi risulta (di questo non sono sicuro) che sia stato consultato il Parlamento, ma che si siano consultati esclusivamente gli altri membri della famiglia reale. (sbaglio?)Il sovrano per cancellare il figlio dalla successione al trono avrebbe avuto bisogno del Governo e del Parlamento
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