da smn » giovedì 18 aprile 2013, 16:46
Gentile gmastrota88,
mi spiace ma posso aiutarla solo riguardo ai Vacchiano da lei citati, che credo siano il ramo papasiderese della mia famiglia, originaria di Cicciano (NA) e diramata, principalmente, a Napoli ed a Madrid. Sfortunatamente so molto poco di questo ramo in particolare: ebbero un palazzo a Papasidero, costruito nel 1816, e si rammenta un D. Domenico Vacchiano, ricco possidente e donatore di laute somme all' Ospedale locale, vissuto nella seconda metà del XIX sec. se non vado errato.
Se può esserle utile qualche informazione riguardo alla casata in genere le allego questa sintetica descrizione:
"Antica famiglia notabile (forse nobile) presente a Cicciano (NA) almeno dalla seconda metà del XV secolo, dove fu da sempre annoverata tra le "egregiae familiae" del luogo, ricoprendo spesso le più alte cariche cittadine ed imparentandosi con altre nobili casate (da cui, ad esempio, i "de Stefano Vachiano" o i "de Rosa Vachiana") . Si rammentano: Magn. GIOVANNI ANGELO, Baiulo (balivo) della Commenda gerosolimitana di Cicciano nel 1572, FELICE, Eletto dell' Universitas di Cicciano dal 1702, NICOLA ed AGOSTINO, Procuratori dell' Universitas e Deputati ai conti ed alla censita, rispettivamente dal 1740 e dal 1783, Don BARBATO e VINCENZO, Decurioni di Cicciano rispettivamente dal 1833 al 1844 e dal 1856 al 1860, e RAFFAELLO, Regia guardia dal 1870.
Agli inizi del XVII secolo diramò a Napoli, di questo ramo si ricordano: i Magn. PAOLO e JACOPO, Gran partitari del ferro e Capitani cum mero et mixto imperio di 1/2 Terra di Stilo, rispettivamente dal 1636 al 1644 e dal 1654 al 1675, Don GIULIO, Maggiordomo e giudice del Vescovado di Melfi dal 1646, Magn. GIOV. BATTISTA, "magnificus notarius Curiae Episcopi", Don RAFFAELE, Mutuatore della Corona, Don FRANCESCO MARIA, Ufficiale di 1° classe dell' Intendenza Generale del Regio Esercito, Magn. Don LORENZO, celebre avvocato e ricco possidente e Don SALVATORE, Ufficiale di 1° classe, che, vicino al nob. Giuseppe Napoleone Ricciardi dei Conti di Camaldoli, prese parte all' "Anticoncilio" napoletano nel 1869.
In seguito all' annessione del Regno delle Due Sicilie all' Italia, dopo una strenua resistenza all' invasore (si rammentino LUIGI e DOMENICO, arrestati come ribelli) ed un tentativo di fortuna nell' esercito (in particolare con d. FRANCESCO, Tenente commissario delle Regie Armate, ed d. ALFONSO, Tenente della Milizia territoriale, 231° battaglione Napoli), entrò in decadenza.
In questo periodo alcuni suoi membri, probabilmente a causa degli attriti col neonato Regno d' Italia, si trasferirono a Madrid, in Spagna, dove si imparentarono con le nobili famiglie dei Vargas e dei Tejada. Del ramo spagnolo si rammentano: Sr. D. CIRO, Sr. D. FRANCISCO e Sr. D. HIPOLITO, Canonici della Cattedrale di Madrid, e l' Ill.mo Sr. D. HIPOLITO Vacchiano Garcia, Commendatore dell' Ordine di Alfonso X il Saggio e Presidente dell' Istituto di Sant' Isidoro per l' istruzione degli orfani di guerra.
Questa casata, almeno nei rami napoletano e spagnolo, ebbe diritto ad innalzare delle armi gentilizie (ad oggi registrate presso il Rey de Armas): "d' argento ai tre olmi sradicati al naturale posti uno in capo e due in punta".
Cordiali saluti,
E.V.
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smn il sabato 6 luglio 2013, 10:43, modificato 12 volte in totale.