marco foppoli ha scritto:Caro Pierfelice, sono contento che Tu abbia ben compreso il senso delle mie osservazioni che sono strettamente tecniche, esecutive e stilistiche su un modello che, dato l'essere quello ufficiale, va inevitabilmente a porsi in confronto e in rapporto con il "prima" essendo parte di un percorso iconografico di quella che possiamo chiamare sbrigativamente "araldica papale".
Se poi la "semplicità" del Titolare dell'arme debba necessariamente tradursi araldicamente in "piattezza formale" e assenza di "stile", una "neutralità geometrica" che rimanda a stilemi grafici "da Wikipedia", si potrebbe anche discutere credo, ma sono considerazioni che mi riservo di sviluppare sul nostro periodico della Societè Suisse d'Héraldique, gli Archives Héraldiques Suisses, con un breve articolo dedicato allo stemma del nuovo pontefice, nel solco di quella memoria che il nostro sodalizio conserva con affetto all'opera dell'Arcivescovo e Nunzio Bruno B. Heim (che ne fu per tanti anni anch'esso Consigliere). In fondo anche le storie del semplicissimo Poverello di Assisi trovarono come narratore Giotto e furono pietra miliare dell'arte.
Come è sempre avvenuto, e grazie alla fortuna dell'araldica che, nel rigoroso rispetto del blasone, consente una pluralità di raffigurazioni differenti, dici bene; nel tempo non mancheranno raffigurazioni dello stemma realizzate da differenti artisti araldici, disegnatori e grafici che si affiancheranno a questa ufficiale. E questo è forse il bello di questa disciplina.
Ho apprezzato molto quello che scrivi perchè è coerente con la tua formazione araldica e quale continuatore dell'arcivescovo Heim; su Nobiltà come abbiamo fatto per lo stemma di papa Benedetto XVI apparirà la notizia con la spiegazione dello stemma di papa Francesco, in una visione attuale del linguaggio araldico che come dimostrano gli araldi del Canada e dei Sudafrica ha avuto una evoluzione.
La stessa cosa deve dirsi per l'araldica pontifica che ha subito un suo naturale cambiamento da quella che era al tempo dei papi del Rinascimento, del Barocco e dei secoli successivi.
Del resto l'araldica dei pontefici ha sempre subito variazioni (evoluzioni) e sino ad un certo tempo anche un ritorno al passato, basti pensare allo stemma di papa Paolo VI che utilizzò un suo particolare scudo (fuori dalla sua epoca contemporanea).
Penso poi che l'araldica sia un fatto marginale nella grandezza di un pontificato e del resto i papi ne hanno fatto a meno per 1200 anni quando non esisteva ancora, e non è detto che nel futuro non debba essere abbandonata per passare al logo più attuale e consono alla nostra epoca.
Un caro saluto
Pier Felice degli Uberti











