Famiglia Marullo

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 17 ottobre 2003, 19:19

Messanensis ha scritto:...(omissis)... Ben poche famiglie possono vantarsi con (quasi) certezza di discendere da famiglie consolari romane: tra queste mi vengono in mente quelle dei Ruffo e dei Marcello.
Correggetemi se sbaglio.


...no, caro collega, lei non si sbaglia affatto! La questione delle discendenze dalle famiglie consolari romane ha fatto la felicità dei genealogisti :twisted: "rampanti" :twisted: dei secoli passati, e di conseguenza la croce di noi :cry: moderni...

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fra' Eusanio da Ocre
 
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Messaggioda MMT » sabato 18 ottobre 2003, 0:57

Napoleone chiese al principe Massimo: "è vero che la sua famiglia discende dal romano Fabio Massimo?" e il principe sembra che gli rispose: " non c'è nulla che attesti il contrario!"

Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda omero » mercoledì 26 novembre 2003, 18:23

Egregi Signori,

riporto qui di seguito quanto da me trovato (e scansionato) nel volume IV° dell'opera di Vittorio Spreti – Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana, 1928-36.

MARULLO
Arma: troncato di rosso e d'oro, alla colomba di argento nel primo posata sulla partizione
Dimora: Messina, Milazzo, Furnari.

Il Galluppi nel suo Nobiliario di Messina a pag. 122 scrive: “Da tutti gli eruditi viene registrata la stirpe Marullo tra le più famose della città di Messina; però chi la vuole di origine romana, assegnandole capostipite quel Lucio Cornelio Merula, console di Roma; chi discendente da Marullo capitano delle guardie e consigliere di Tertullo, presidente di Sicilia per Decio imperatore nel 246 del Signore. Checchè ne sia è fatto ben certo che nell'epoca normanna essa era chiarissima, annoverando un Guglielmo Marullo rettore nella città di Taormina e un Martino Marullo, dei patrizi messinesi esiliati dall'imperatore Arrigo Svevo re di Sicilia, perchè partigiani dei Nor-manni, come osservasi nel diploma di quel sovrano segnato nell’anno 1194, 13° ind. ”.
Un Pietro fu scudiere dell’Imperatore Federico II; un Francesco nel 1286 era tra i gentiluomini di Messina deputati dal Senato per la fabbrica del tempio di S. Maria dell'Alto; un Pietro Andrea fu consigliere di re Ludovico; un Giacomo sotto i Martini governò la Sardegna, un Francesco, forse quello stesso che figura tra i cavalieri di Malta nell'anno 1463 acquistò da un Giovanni Barone di Francoforte nel 1484 la baronia di Calatabiano e morì senza figli; un Giovanni fu senatore di Messina negli anni 1460-61 1478-79 un Pietro tenne la stessa carica; un Tommaso che ebbe investitura della baronia di Calatabiano, fu barone di Calvaruso, conte di Condoianni, conte di Augusta per investitura del 28 gennaio 1517, fu stratega di Messina negli anni 1500-1501, 1516, 1529), fu uno dei fondatori della arciconfraternita della Pace e Bianchi di Messina e ne fu governatore nel 1550; un Francesco Marullo e Pollicino, figlio di Tommaso ebbe a 4 giugno 1509 investitura di Saponara e di Calvaruso e fu senatore di Messina negli anni 1521-22, 1524-25, acquistò il feudo Casalnuovo e ne fu investito a 11 agosto 1539 (Laura, sua figlia, fu investita a 9 aprile 1541 e sposò Pietro Antonio Sollima), un Giovanni conte di Condonianni figlio di Tommaso ebbe investitura di Augusta e di Calatabiano a 6 febbraio 1519, fu strategota di Messina negli anni 1528 1536 e sposò Francesca Moncada de Luna di Antonio conte di Caltanissetta; Vincenzo,figlio di Giovanni, fu investito a 5 marzo 1557 di Calatabiano e di Augusta a 21 settembre 1565, fu riconosciuto conte di Augusta, comandò la squadra dei venturieri contro i Turchi e prese parte alla battaglia di Lepanto, fu senatore di Messina 1608-09; un Cesare, (figlio di Girolamo, di Tommaso conte di Augusta, 15I7) fu cappellano di re Filippo II, vescovo di Girgenti, 1574, arcivescovo di Palermo 1578 nella quale città morì a 12 novembre 1588, meritando grandi lodi anche dal Mongitore che (Bibl. Sic. I, pag. 120) scrive: “nobilis messanensis, iuris utriusque doctor, vir a generis nobilitate morumque praestantia conspicuus. Philippi II Catholici Regis prinium Capellus, exinde sn. 1574 Episcopos agrigentinum electus est. Vix in Aprigentinae sedis possessionem immissus, pastorali so1icitudine prima Seminarii Clericorum fundamenta posuit, cui ex Episcopali mensa annuos proventus assignavit et aedificiorum magnificentia Cathiedralem Ecclesiam ac Episcopii aedes illustravit. Anno 1578 ad Panormitanam Archiepiscopalem sedem translatus, Ecclesiam hauc haud minori vigilantia rexit nam Pastorali fortitudine Ecclesiae jura, ac privilegia constanti pectore propugnavit Sacella Cathedralis, quae me-ridionali latere adhaerent magnifice extruxit, Archiepiscopale palatium ornavit. Clericorum Seminarium a fundamentis excitavit. Synodum Diocesanam an. 1586 coegit et in Sanctimonialium Gineceis collapsam disciplinam instauravit. An. 1578 et 1582 Regni Comitiis praefuit. Tandem editis pietatis ac sedulitatis argumentis, Panormi decessit 12 novembris 1588 et in Sacello Crucifixi Domini sepultus iacet, in cuius sepulcrho e marmore haec legitur inscriptio: D. Caesar ex illustri Marullorum genere eximia. integritate Pastor, cum Agrigentinam primum, Panormitanam postea rexisset Ecclesiam praeclarissime, Iustitiae, Pietatis, Liberalitatis, ac Vigilantiae relictis exemplis, annos agens LI, boni omnibus tantus Praesuli desiderio moerentibus, obiit pridie Idus Novembris MDLXXXVIII. De eo Ab. Pirrus, notit. Eccles. Panorm. pag. 984 et notit Eccl. Agrigent pag. 303 Placidus Samperius in Iconologia B. V. lib. I, pag. 99 Stephanus Mauros in sua Messana pag. 265. Petrus Carrera epigr. lib. I pag. 44. Leonardus Orlandinus Imag. lib. I. p. 71 et Vincentius Auria in histor Crucifìxi Panorm. pag. 21 et in chronol. Archiep. Panormit. eidem libro in tertia editione subiuncta pag. 215. Edidit: Constitutiones in Diocesana Synvdo promulgatas die XII mai anno MDLXXXVI Panormi, apud Franciscum, 1587 in 4°”.
Un Giovan Battista figlio di Vincenzo, fu investito di Calatabiano a 9 luglio 1572 e con lui pare che siasi estinto il ramo primogenito di Casa Marullo; un Cola, un Francesco e un Giacomo, furono ascritti alla mastra nobile del Mollica (lista III anno 1589; lista X anno 1596; lista XIX anno1605; liste VI, VIII, IX, XII, XV II, anni 1592, 1594, 1595, 1598, 1603); un Tommaso fu regio secreto di Palermo 1590, fu il fondatore di un legato di maritaggio di onze 6oo a favore delle sue consanguinee, sposò Ippolita Notarbartolo e fu padre di Ignazio che, con privilegio dato a 20 agosto 1626 esecutoriato a 10 agosto ottenne il titolo di marchese di Condagusta (quondam Agustae, in menuoria del possesso di Augusta avuto dai suoi antenati) e fu deputato del regno negli anni 1630, 1633; Antonino, vescovo di Manfredonia, fu erede del fratello lgnazio nel titolo di marchese di Condagusta e lo donò a Tommaso Marullo, di Francesco che fu secreto di Palermo, senatore clella stessa città nel 1600-1601; acquistò dalla R. Corte nel 1637 il feudo castello di Mola, sposò Anna La Rocca e Ansalone e morì senza figli lasciando erede il fratello Cesare che fu principe dell’ordine dei cavalieri della Stella e senatore di Messina negli anni 1641-42 1646-47 1662-63; un Placido che, essendo senatore di Messina nel 1648 nei tumulti accaduti in detto anno in detta città, prestò eminenti servizi alla causa della Monarchia e, con privilegio dato a 28ottobre 1648 esecutoriato a 7 agosto 1649, ottenne il titolo di duca di Giovan Paolo, fu governatore della compagnia dei Bianchi di Messina nel 1626 e sposò Ippolita Furnari, che a 8 settembre 1634 fu investita della gabella della decima di Agnelli e Pecore di Taormina, come fìglia di Pietro Andrea Furnari; Vincenzo, figlio di Placido, investito del titolo di duca di Giovan Paolo e di detta gabella a 13 novembre 1645, fu cavaliere dell'ordine della Stella, senatore di Messina negli anni 1661-62, 1665-66, ecc. e fu dichiarato ribelle nella rivoluzione di Messina, contro la. Spagna e morì in esilio a Parigi, dove erasi rifugiato; un Francesco di Cesare, fu marchese di Condagusta, barone di Mola per investitura del 24 marzo 1645 e fu dichiarato anche lui messinese ribelle; un Ortensia Marullo e Balsamo ebbe a 20 febbraio 1663 investitura della massaria di Patti o Critti; un Cesare, figlio di Francesco, ottenne restituzione del titolo di marchese di Condagusta e della terra e castello di Mola, e ne venne investito a 28 febbraio 1717 e a 27 gennaio 1705 e fu senatore di Messina nel 1720-21; sposò Caterina Balsanio e morì senza figli succedendogli lo zio Placido investito di Condagusta a 28 settembre 1723 (Eleonora Marullo, sorella di detto Placido, succedette in Condagusta e in Mola, e sposò Placido Castelli.
Un ramo della famiglia si era da tempo stabilito in Milazzo e a 10 settembre 1764 si trovano proposti tra i nobili da far parte della mastra nobile di detta città un Francesco e un Remigio. Tale ramo era stato originato da un Pietro, fratello di Tommaso, conte di Condoianni e di Augusta 1517. Detto Pietro sposò una Eleonora da Pactis e fu padre di Girolamo che, da Eleonora Marullo e Filingeri, ebbe Giovanni marito di Betulla de Amico e padre di Francesco. Questi sposò Lavinia Miano, che lo rese padre di Giovanni, marito i Favia Parra e padre di Francesco, Francesco Marullo e Parra sposò in prime nozze Fulvia Perdichizzi 1629 e in seconde nozze Giuseppa d’Alarcon 1640. Dal primo matrimonio venne Giovanni, dal secondo venne Antonino.
Ramo di Giovanni: Giovanni Marullo e Perdichizzi (figlio di Francesco e di Pulvia. Perdichizzi), sposò Anna, Maria Micale e fu padre di Francesco che dalla moglie Maria de Godoy ebbe Fortunato marito di Francesca Coppolino e padre di Francesco. Francesco Marullo e Coppolino sposò Anna Muscianisi dalla quale ebbe Antonino marito di Girolama. Bonaccorsi e padre di Nicolò che sposò Isabella de Amico e fu padre di Antonio. Antonino Marullo de Amico sposò Grazia Bonaccorsi e fu padre di Carlo nato in Milazzo a 22 luglio 1881, ricevuto nell’Ordine di Malta il 5 dicembre 1929 in qualità di cavaliere d'Onore e di Devozione, sposato in Furnari a 25 marzo 1906 con Concetta di Maria Giuffrida, nata a Basicò il giorno 8 dicembre 1882, riconosciuta col titolo di barone di Casalnuovo con RR. LL. PP. de11’8 luglio 1929. Sono figli di detti coniugi: Vittorio, n. in Milazzo a 29 novembre 1907 e Maria, n. in Palermo a 12 genn. 1916.
Ramo di Antonino: Antonino Marullo e d’Alarcon (figlio di Francesco e di Giuseppa d’Alarcon) fu rnarito di Chiara Beltrami e padre di Andrea che sposò Antonia. Lucifero che lo rese padre di Salvatore, marito di Giovanna Passalacqua 1754 e padre di Andrea Andrea Marullo e Passalacqua sposò 1778 Maria Ventimiglia. e fu padre di Salvatore e padre e figlio vennero reintegrati nella nobiltà messinese a 16 marzo 1807 e tutti e due sono ascritti alla mastra. nobile di Messina del 1798-1807. Salvatore Marullo e Ventimiglia fu governatore degli Azzurri in Messina, sposò Lavinia, figlia, unica del conte Diego, e fu padre di Giovanni e di Francesco. Giovanni Marullo sposò Rosalia Ruffo e Filangieri dei duchi di Bagnara e fu padre di Francesco Marullo e Ruffo, ricevuto a 2 maggio 1842 nell’Ordine di Malta in qualità di Cavaliere d’Onore e di Devozione, morto senza figli. Francesco Marullo e Marchese, governatore degli Azzurri, senatore di Messina, fu ricevuto nello stesso anno 1842 nell'Ordine di Malta come Cavaliere d’Onore e di Devozione, sposò Concetta Cumbo e fu padre di Salvatore cavaliere d’Onore e di Devozione dell’Ordine di Malta 1963 di Antonino; di PLACIDO; di Giuseppe, marito di Elvira Manganaro Cicala e di Lavinia moglie a Flaminio Proto. Salvatore Marullo e Cumbo sposò Anna Balsamo Viperano Avarna, dama di Palazzo della regina Margherita riconosciuta con D. M. i genn. 1879 nei titoli di principe di Castellaci e barone della Decima di agnelli e pecore di Taormina ed è padre di Francesco +; di Concetta in Fischer, di Giovanna in De Lisi, e di Giulia.
La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di principe di Castellaci, in persona di Salvatore Marullo di Francesco. Figlie: Giovanna Elisa (in De Lisi), e Giulia Maria.
Pier Carlo Omero Bormida
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Messaggioda Messanensis » mercoledì 31 dicembre 2003, 13:23

Segnalo il seguente sito, dove si trova interamente trascritto il libro di Don Carlo Marullo di Condojanni "La famiglia Marullo di Messina e le sue vicende" del 1956:

http://www.carlomarullodicondojanni.net/famiglia/

Questo è quanto scrive lo stesso autore sulle origini della sua famiglia:

"Quasi tutti gli storici ed araldisti che si occuparono della
famiglia Marullo di Sicilia, le assegnarono remotissime origini
romane dell’eta consolare e imperiale, facendola alcuni discen-
dere da Lucio Cornelio Merula, console nel 194 a. C., altri da
Marullo, consigliere dell’Imperatore Decio nel 260 di C., altri
ancora considerandola linea superstite della casa imperiale dei
Gordiani.
Certamente coloro che lasciarono nei loro scritti tali notizie,
e furono storici chiari e genealogisti di valore come l’Aprite,
l’Ansalone, il Villabianca. il Galluppi, il Candida Gonzaga ecc.
ecc., dovettero avere gli elementi necessari a sostegno delle loro
asserzioni, elementi che fino a me non sono giunti, e per questo
sono dolente di non essere in grado di soffermarmi su questo
punto.
Tuttavia le fonti cui mi è stato dato di attingere mi mettono
in grado di affermare che la famiglia di cui trattasi apparve
chiara fin dall’epoca normanna, e tra i principali personaggi
di essa si ricordano: Guglielmo, Rettore di Taormina alla fine
del regno di Ruggero; Martino, esiliato dall’Imperatore Arrigo
Svevo nel 1194 perché partigiano dei Normanni; Pietro, Scudie-
ro Maggiore di Federico II; Andrea, Regio Consigliere; Giacomo,
Governatore della Sardegna.
Ma quantunque l’esistenza di questi personaggi sia stori-
camente provata, non mi e stato possibile trovare la documen-
tazione che provi la comunità di origini tra tali uomini insigni
e la casata di cui mi occupo.
Tale carenza di atti mi obbliga a segnare come stipite di
questa genealogia Giovanni Marullo, vissuto dalla seconda metà
del ‘300 at 1434
"

Cordiali saluti ed auguri di buon anno a tutti!
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
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Messaggioda San Marco » lunedì 26 novembre 2007, 8:32

Lo Scorza nella sua opera, indica nel troncato, al contrario dello Spreti, nel 1° l'oro e nel 2° il rosso.
Arma: Spaccato d'oro e di rosso, il 1° ad una colomba d'argento.
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Messaggioda gutron72 » mercoledì 12 dicembre 2007, 17:52

omero ha scritto:Antonino Marullo de Amico sposò Grazia Bonaccorsi e fu padre di Carlo nato in Milazzo a 22 luglio 1881, ricevuto nell’Ordine di Malta il 5 dicembre 1929 in qualità di cavaliere d'Onore e di Devozione, sposato in Furnari a 25 marzo 1906 con Concetta di Maria Giuffrida, nata a Basicò il giorno 8 dicembre 1882, riconosciuta col titolo di barone di Casalnuovo con RR. LL. PP. de11’8 luglio 1929. Sono figli di detti coniugi: Vittorio, n. in Milazzo a 29 novembre 1907 e Maria, n. in Palermo a 12 genn. 1916.


A proposito di questa Concetta di Maria qualcuno ha notizie dei Baroni di Casalnuovo? cosa ne dice il San Martino de Spucches?
Grazie
Luigi
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