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Veniamo a noi.
La medaglia in questione non è trascrivibile per diverse ragioni.
La questione è regolamentata dalla circolare
M_D GMIL III 10 3 0329481 del 17 luglio 2009 che stabilisce i criteri oggettivi e i criteri sostanziali perché una decorazione non nazionale possa essere oggetto di autorizzazione a fregiarsi (espressa - ossia a seguito di provvedimento esplicito o tacita che sia ossia per la quale non serve alcun provvedimento esplicito di autorizzazione).
Tali criteri sono
1) devono essere ufficialmente adottate dalla nazione che le ha rilasciate (e non da singoli enti, società, reparti, organismi della nazione);
2) devono costituire sia motivo di orgoglio per chi le indossa sia lustro per la Forza armata di appartenenza;
3) devono essere conferite per particolari servizi resi, per comportamenti degni di lode tali da divenire esempio da emulare per gli altri militari e, pertanto, non possono essere riconducibili alla mera partecipazione ad attività, missioni, operazioni ecc.
Relativamente al punto 1) ossia l'adozione ufficiale da parte della nazione che le ha rilasciate. Tra le varie onorificenze CRI le uniche che soddisfano questo requisito sono solo le decorazioni al merito (Gran Croce, medaglie d'oro, argento e bronzo, ed il diploma) e la croce d'anzianità, poiché vennero istituite in periodo monarchico con Regio Decreto. Non soddisfano invece tale requisito le altre decorazioni CRI ossia le medaglie di Benemerenza, le altre medaglie commemorative e l'ultima Croce Commemorativa. (Ricordo che l'atto di approvazione deve essere adottato dalla nazione e non da singoli enti, società, reparti o organismi vari, quindi devono provenire dall'ente che agisce in forza di poteri sovrani che al tempo della monarchia, per quanto riguarda i segni d'onore, era il Re ed oggi è il Parlamento attraverso lo strumento della Legge o degli altri atti avente tale forza).
Relativamente al punto 2) ossia il fatto che i segni debbano costituire motivo d'orgoglio sia per chi li indossa sia per la forza armata di appartenenza presuppone che le condotte poste in essere godano di quei requisiti di straordinarietà ed eccezionalità (un comportamento ordinario non è sicuramente motivo di orgoglio né per l'uno né per l'altra e rischierebbe di trasformarsi in un elogio della mediocrità ossia l'esatto opposto del fine ultimo di una decorazione) della condotta e quindi riconducibili esclusivamente ai segni disciplinati dall'art. 2 del Regolamento CRI in forza di quanto statuito dall'ultimo comma dello stesso.
Relativamente al punto 3) le decorazioni devono essere conferite per
particolari servizi resi ovvero per
comportamenti degni di lode tali da divenire esempio da emulare per gli altri militari (comportamenti di ordine positivo ossia ciò che deve necessariamente essere fatto per poter essere autorizzati all'uso del segno d'onore) e
non possono essere riconducibili a mera partecipazione ad attività, missioni, operazioni ecc.
Il Nabuccodonosor come "confidenzialmente" viene chiamata questa medaglia non risponde a questi requisiti e quindi non è autorizzabile, tant'è che proprio
nell'allegato a detta normativa a pagina 2 alla voce C.R.I. Missione int.le in Iraq si specifica che tale segno non è autorizzabile.