T.G.Cravarezza ha scritto:Concordo, ma con tale motivazione, il futuro Pontefice potrà optare per la tiara come per la mitra, perché entrambe le soluzioni sono identificabili senza dubbi.
Entrambe le soluzioni quindi rispettano sia la richiesta di identificabilità certa del possessore sia le esigenze storico/teologiche/araldiche, seppur con motivazioni differenti.
Vedo che su questo punto, che avevo espresso in precedente intervento, ci ritroviamo un po' tutti d'accordo.
E in fondo, non potrebbe essere diversamente. Alla fine lo stemma è un segno identificativo della persona: del suo nome, e della sua dignità; nel caso di un ecclesiastico, diremmo del suo nome e del suo grado gerarchico e/o ufficio.
La mitria usata da quasi otto anni come timbro dello stemma del Santo Padre Benedetto XVI ormai è nota al mondo intero.
Vogliamo per inciso parlare di quale grande aiuto possano dare oggi la televisione o internet alla diffusione della conoscenza di uno stemma? In passato lo stemma pontificio non poteva essere sotto gli occhi di tutti con la facilità e la immediatezza di oggi...
Per cui se ritroveremo uno scudo con quel timbro, non avremo dubbi.
A quel punto, quella mitria entrerebbe quasi certamente (e toglierei pure il quasi) nella tradizione dell'araldica pontificia.
Diverrebbe il timbro proprio degli stemmi dei Papi eletti nel Terzo Millennio (senza escludere nel corso dei secoli futuri nuovi cambiamenti...).
Il gusto personale potrà esserne deliziato o deluso.
Ma se dobbiamo fare una riflessione di carattere scientifico (e non sentimentale, come purtroppo su questo tema si rischia di fare), non ci sarebbe molto altro da fare se non prendere atto della cosa e anche della sua ragionevolezza. Ragionevolezza non esclusiva dell'altra possibile scelta, che pure sarebbe ragionevole.
La ragionevolezza delle due scelte non è in discussione, e non potrebbe esserlo.
Dobbiamo solo attendere la sovrana scelta del Titolare.