da Lorenzo_ » martedì 5 febbraio 2013, 19:29
La ringrazio per il suo intervento, ho trovato queste informazioni sui Catto, sono gli stessi sopracitati?
Casimiro Freschot nella sua " Nobiltà Veneta " asserisce che la famiglia Catti trasse i suoi natali dalla Germania e passò ad abitare a Venezia fino dal 1508 , attendendo al traffico con navi , ed al negozio dei panni di lana , avendo bottega sotto i portici di Rialto .
Fulcro Miari ne "Il Nuovo Patriziato Veneto" aggiunge che in un lungo corso di tempo accumulò molte ricchezze , delle quali godettero i fratelli Gio.Andrea , Gio.Gottardo , Gio.Francesco Catti , per chiedere il patriziato veneto mediante l'eborso di un contributo all'erario di 100.000 ducati , La loro supplica venne ballottata in Senato il18 novembre 1646 ed ebbe 149 voti favorevoli , uno contrario e nessuno non sincero ; indi portato al Maggior Consiglio il 25 detto mese ed anno ottenne 591 voti favorevoli ,59 contrari e 20 non sinceri per cui fu accolta la domanda e i membri vennero aggregati alla nobiltà veneta. Un Marc' Antonio Catti , figlio di Gio. Gottardo nel 1703 fu Camerlengo a Vicenza , nel 1707 Tesoriere ad Udine ,nel 1708 eletto alla Pace fu Provveditor , 1709 Podestà e Capitano a Mestre , nel 1712 Podestà di Malmocco , nel 1714 Signor di Notte al Civil e l'anno stesso creato Conte a Grado .
Gio.Andrea Catti , fratello di Marc'Antonio , nel 1706 fu Provveditor a Noale , nel 1708 Podestà a Serravalle e nel 1711 Provveditore agli Orzinuovi. Questa famiglia fioriva ancora nel 1797 , ed abitabva a S.Marziale.
La famiglia fece parte ininterrottamente del Gran Consiglio dal 1646 al 1797 anno della fine della Repubblica di S. Marco.
Secondo il Crollalanza , "Dizionario Storico Blasonico" invece la famiglia Catta o Catti di Orbetello , Ravenna ,e Venezia era originaria di Lendinara ( Rovigo ) nel 1339 si trova un Catta notaro e gran cancelliere alla corte di Obizzo d'Este Signore di Ferrara ; si divise questa famiglia in vari rami ed in varie città tra le quali , appunto ,Venezia
-Faber est suae quisque fortunae.
-Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit .
-In dubis abstine