Buongiorno!

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Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » martedì 29 gennaio 2013, 14:23

Buongiorno,

sono nuova qui :) Mi chiamo Annalisa e sto tentando di scrivere un romanzo storico, ambientato nel Rinascimento Italiano. A questo proposito volevo delle informazioni.
Allora per un nobile in cattive acque vendere un feudo e il titolo collegato a questo feudo? Per esempio l'indigente barone di San Nicola può vendere il feudo di San Nicola con il titolo di barone annesso ad un altro nobile X? Quest'ultimo diverrà automaticamente barone del feudo e come avviene l'investitura?
Spero di essere stata chiara.
Grazie! :D
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Re: Buongiorno!

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 29 gennaio 2013, 15:26

Benvenuta nel forum, Annalisa .
Occorrerebbe sapere in quale Stato ambienti il romanzo , comunque di automatico non vi era nulla, era sempre il sovrano previa dettagliata e documentata richiesta, che stabiliva l'attribuzione o meno di un titolo nobiliare ( ed era ovviamente prevista relativa elargizione in denaro).
Spesso l'acquisto di un feudo comportava solo il titolo di Signore .
Sarebbe opportuno dare un'occhiata :
viewtopic.php?f=6&t=16164

Cordialmente
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » martedì 29 gennaio 2013, 15:38

La "compravendita" chiamiamola così, è nel Regno di Napoli nel 1555
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 29 gennaio 2013, 17:46

Una compravendita in quell'epoca non era cosa normale. Anzitutto i possessori di feudi erano solo grandi famiglie. "L'inflazione" dei titoli feudali verrà solo dopo la metà del XVII secolo. Dunque una grande famiglia piuttosto che vendere il proprio feudo e tornare al "nulla" era disposta a farsi uccidere! Vedere ad esempio le vicende dello stato feudale di Bisignano che nonostante il gravosissimo indebitamento non fu mai venduto e nemmeno smembrato nonostante fosse composto di diversi feudi! (Sull'argomento l'ormai classico: G.GALASSO, Economia e Società nella Calabria del Cinquecento). Anche lo stato feudale dei Marullo fu preferito farlo fallire nel 1585 piuttosto che venderne una parte. In casi davvero limite i feudi furono venuti ma esclusivamente con patto di retrovendita poichè tutti i venditori speravano di rientrare in possesso del feudo. Cosa che in alcuni casi successe.

Infine a volte le vendite erano in genere fatte anche nell'ottica di strategie di vasta scala: ad esempio Cosoleto che era appartenuto per tre generazioni ai Claver fu venduto nel 1540 da Cornelia Claver e Paolo Spinelli a Giovanni Ruffo che aveva sposato Isabella Claver. In questo modo oltre a una continuità Claver ci fu anche l'ingrandimento dello stato dei Ruffo che detenevano anche feudi confinanti.

Sulle strategie familiari dei Ruffo consiglio il libro del prof. Caridi, La seta, la spada e la croce.

PS
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » martedì 29 gennaio 2013, 18:59

Ho capito. Grazie, sei stato gentilissimo e molto esauriente nella spiegazione. [clapping.gif] Prenderò nota anche se ho già in mente una variazione che può far combaciare il tutto. Però il fatto che non era cosa normale, non è detto che fosse impossibile o sbaglio?

Ma perdona la mia ignoranza: cosa comporta la vendita con effetto di retrovendita? Grazie!
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 29 gennaio 2013, 19:20

In genere la vendita veniva fatta da chi non aveva eredi. E' difficile che a metà Cinquecento qualche famiglia con eredi venda un feudo e rimanga senza nulla.

Sulla retrovendita:
http://www.e-glossa.it/wiki/il_patto_di ... uisto.aspx

http://it.wikipedia.org/wiki/Vendita_co ... i_riscatto
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » martedì 29 gennaio 2013, 20:02

Perfetto. Merci beaucoup! [cool.gif]
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » martedì 29 gennaio 2013, 21:26

"Fu così che il 26 settembre 1563, Marcantonio Colonna – trionfatore sui turchi – vendette per 15.200 scudi il Castrum Ienzani a Fabrizio de’ Massimi, il quale a sua volta lo cedette l’anno seguente, per la stessa cifra, al Marchese di Civita Nova, Giuliano I Cesarini."

Questo l'ho tratto dalla storia del comune di Genzano di Roma... è per questo che mi era venuto il dubbio che, forse, tanto strano non era ;) Questa potrebbe essere un'eccezione che conferma la regola? :) Merci, merci beaucoup!!
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 29 gennaio 2013, 23:17

Per ordine sparso:

1) Genzano era Stato Pontificio e non Regno di Napoli
2) Marcantonio Colonna era duca di Paliano e conte di Tagliacozzo. La vendita di Genzano dunque non ha influito sui suoi titoli e sul suo prestigio.
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » mercoledì 30 gennaio 2013, 10:37

oook! [cheers.gif]
Bella figuraccia che ho fatto :P grazie della spiegazione!
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 30 gennaio 2013, 11:39

Non preoccuparti nessuna figuraccia. La vendita di un feudo necessariamente entrava nelle strategie familiari e queste nel Cinquecento sono un qualcosa di complesso che comprende non solo la situazione economica stricto sensu, ma anche molti altri aspetti che anche in un intero libro sarebbero difficili da spiegare o addirittura da codificare...
Come ti dicevo un libro sull'argomento che conosco e ho apprezzato è G. CARIDI, La seta, la spada e la croce. I Ruffo di Calabria dal XIII° al XIX° secolo, Falsea, Reggio Calabria, 1999. Dovrebbe essere ancora disponibile sul sito della Falsea http://www.falzeaeditore.it/index.php?o ... &Itemid=26
Sicuramente comunque ce ne sono molti altri che spiegano bene la mentalità e le strategie dell'uomo cinquecentesco.
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Annalisa » mercoledì 30 gennaio 2013, 21:52

Allora per ricapitolare:
Se un principe spagnolo, chiamiamolo principe di Cerron Puga, vende un suo feudo nel Regno di Napoli (feudo che non fa parte del suo principato) ad un altro nobile x così potrebbe andare? [sweatdrop.gif]
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Re: Buongiorno!

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 31 gennaio 2013, 15:19

Si potrebbe andare. Devi trovare il motivo di tale vendita.
Interessante anche la storia della Famiglia Carafa e di Giambattista Carafa http://www.treccani.it/enciclopedia/gio ... rafico%29/
Furono costretti a vendere alcuni feudi del loro vasto stato feudale alla metà del Cinquecento ma nel giro di 30-40 riuscirono a recuperare alcuni feudi che avevano venduto.
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