Elenco nobiliare siciliano

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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda nicolad72 » domenica 23 dicembre 2012, 14:10

La decadenza è una situazione di fatto. Basta che si verifichi una delle tante situazioni incompatibili con lo status nobiliare e ciao ciao nobiltà... che era (oggi in italia è impossibile divenire nobile o essere riconosciuto tale) difficile da conseguire ma che è facilissimo perdere.... il problema è che chi perde tale status non lo accetta facilmente e reagisce con una indignazione tanto finta e feroce quanto immotivata
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda Claudio di Renda » sabato 29 dicembre 2012, 21:28

Per quanto riguarda l'elenco nobiliare siciliano credo si possa riferire a due documenti:
- L'elenco nobiliare ufficiale dei titolati della regione siciliana redatto negli anni 20' del 900'. Molte delle famiglie che comapiono in questo elenco si ritrovano nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
-Oppure ad un elenco che se non ricordo male fu compilato dal CNI siciliano di edizione più recente (ma non credo del 2004)

Purtroppo questi dati li divulgo contando sulla mia memoria ma potrei sbagliarmi. Per cuiriosità qual è il cognome delle famiglie di cui cerca?
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda terranova » martedì 8 gennaio 2013, 21:22

Gentili membri del Forum
Non disponendo della versione cartacea del Nobiliario di Sicilia, mi domando se l’autore Mango di Casalgerardo menzioni le sue fonti.
È già capitato infatti di ritrovare lo stesso stemma per famiglie apparentemente non legate tra loro su diverse fonti on-line e cartacee di grande valore (ad esempio l’Enciclopedia Storico-Nobiliare dello Spreti). Incrociare le informazioni diventa quasi impossibile se non è possibile risalire e/o verificare la fonte originaria.
Grazie in anticipo per il vostro input.
G&L&LA&MM
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda Branca » mercoledì 9 gennaio 2013, 23:02

nicolad72 ha scritto:La decadenza è una situazione di fatto. Basta che si verifichi una delle tante situazioni incompatibili con lo status nobiliare e ciao ciao nobiltà... che era (oggi in italia è impossibile divenire nobile o essere riconosciuto tale) difficile da conseguire ma che è facilissimo perdere.... il problema è che chi perde tale status non lo accetta facilmente e reagisce con una indignazione tanto finta e feroce quanto immotivata

Ciò fa pensare, perché di conseguenza, se non interpreto male il Suo ragionamento, la Nobiltà in Italia, nel significato comune del termine, è destinata ad una forse lenta, ma inesorabile, progressiva estinzione.
Inoltre, mi chiedo quali possono essere, al giorno d'oggi, le situazioni incompatibili con lo status nobiliare che ne determinano ipso facto la decadenza e chi può avere oggi, nel nostro Bel Paese, l'autorità di decretare tale decadenza.
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decadenza dalla nobiltà

Messaggioda leone passante » domenica 27 gennaio 2013, 21:20

nicolad72 ha scritto:La decadenza è una situazione di fatto. Basta che si verifichi una delle tante situazioni incompatibili con lo status nobiliare e ciao ciao nobiltà... che era (oggi in italia è impossibile divenire nobile o essere riconosciuto tale) difficile da conseguire ma che è facilissimo perdere.... il problema è che chi perde tale status non lo accetta facilmente e reagisce con una indignazione tanto finta e feroce quanto immotivata


Su questa decadenza dalla concessione nobiliare per sopravvenuta perdita dei requisiti di status economico e sociale avrei dei seri dubbi.
Nella mia isola, la Sardegna, stirpi decadute economicamente e financo al limite della miseria hanno sempre goduto del privilegio nobiliare, non solo a livello normativo ma anche nella pubblica considerazione, salvo casi rarissimi di decadenza per indegnità, a seguito di sentenza e in genere per reati molto gravi quali fellonia e lesa maestà.
Famiglie di cavalieri e nobili, financo rami cadetti di stirpi feudali, quali Santa Cruz e Dedoni, i cui membri spesso e volentieri erano delinquenti abituali (rapine, furti, omicidi, grassazioni in bande armate) finivano sul patibolo senza mai perdere i privilegi del foro riservato e della decapitazione. E' emblematico il caso di don Cosimo Santa Cruz di Selegas che prima di essere giustiziato fu agghindato in rispetto del suo rango con l'abito di spada e calze in seta che il poveretto in vita sua non aveva mai potuto permettersi.
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Re: decadenza dalla nobiltà

Messaggioda egometta » lunedì 28 gennaio 2013, 0:56

leone passante ha scritto:Su questa decadenza dalla concessione nobiliare per sopravvenuta perdita dei requisiti di status economico e sociale avrei dei seri dubbi.
Nella mia isola, la Sardegna, stirpi decadute economicamente e financo al limite della miseria hanno sempre goduto del privilegio nobiliare, non solo a livello normativo ma anche nella pubblica considerazione, salvo casi rarissimi di decadenza per indegnità, a seguito di sentenza e in genere per reati molto gravi quali fellonia e lesa maestà.

Il problema non era mica la povertà, anzi, quella magari in qualche realtà riceveva anche sussidi o poteva contare su istituti ad hoc (posti stipendiati da funzionario di Stato, case pubbliche, Fraglie e confraternite dei poveri vergognosi, ecc.)... spesso non era neanche la propensione al crimine (salvo casi particolarmente gravi, conclamati e colti in flagrante)... era invece l'eventuale esercizio di commercio al minuto, osteria, chirurgia, o altra attività 'meccanica' (cioè manuale), secondo casistiche e tipologie molto variabili nel tempo e sioprattutto nello spazio (Stato che vai vil meccanica che trovi, si potrebbe dire). Decadeva dallo stato nobile (e dalle relative funzioni e prerogative) chi per mantenersi si metteva a lavorare "col sudore della sua fronte", non chi si impoveriva e poi viveva di pubblica assistenza (o di pubblico stipendio in attività 'di concetto').
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda leone passante » lunedì 28 gennaio 2013, 1:01

Ribadisco, nella mia isola niente di tutto ciò. Nell' Elenco Prefettizio del 1822 sono riconosciuti per nobili e cavalieri ereditari dei soggetti che svolgevano la professione di pastore, agricoltore e bùttero, come qualificati espressamente.
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 28 gennaio 2013, 10:35

La decadenza poteva essere regolamentata o "morale" a seconda delle coordinate spazio/temporali delle varie nobiltà italiche.
Scusate se mi ripeto su una realtà statuale che conosco di più ... la Serenissima ha sempre tutelato i propri nobili in difficoltà economica (c.d. Barnabotti ).

Riporto quanto da me già postato in un interressante topic
viewtopic.php?f=6&t=10383&hilit=

Per Gian Carlo Jocteau (Nobili e nobiltà nell’Italia unita ) :
"Prima e dopo l’unificazione non è dato di ritrovare una sola nobiltà italiana, seppure, come ovunque, stratificata al suo interno. Ne esistono invece diverse, definite dalle varie estrazioni statuali o comunali del passato, con tradizioni irriducibili, ruoli sociali ed economici estremamente differenziati”

Legiucchiando qua e là ho trovato negli statuti pre-unituarie alcune “perle” che confermano quanto fosse variegata per non dire pazza ( vedi la citazione del “Dottor volgare”) la consuetudo loci nel caratterizzare le nobiltà civiche.

Se prendiamo in esame consuetudini e statuti di cinquantacinque città nei primi anni del Settecento ( delle quali ben 33 appartenevano ai domini pontifici ) e consideriamo le professioni più “bersagliate” in proposito di nobiltà: medicina , notariato e mercanzia vediamo come
la professione di medico pregiudica la nobiltà in 17 località , non pregiudica in 28 , dipende dalle circostanze in 6.

Quella del notaio pregiudica in 28 , non pregiudica in 16 , dipende dalle circostanze in 8.

Quella di mercante pregiudica nobiltà in 33 città ,non pregiudica in 15 , dipende caso per caso in 5 località.

A complicare la situazione ci sono varie sfumature, ad esempio a Como prima del 1600 , mercanzia e notariato non pregiudicavano ma un secolo dopo la situazione era mutata sia perché l’esercizio nel notariato era abbracciato da gente di bassa condizione, sia perché l’arte della lana era decaduta. A Rimini la mercatura( tutta ) era aborrita oltre dai nobili anche dai semplici cittadini ( Ho citato “L’idea della nobiltà in Italia , Secoli XIV-XVIII” di C. Donati ).

Riguardo il rapporto ricchezza / nobiltà (...)
Ciò che caratterizzava (o almeno avrebbe dovuto caratterizzare) la nobiltà era l’espressione del comune senso di collocazione tra “uomini ben qualificati”: la dignità , la reputazione ovvero l’onore .

Un’adeguata disponibilità economica ( discreta , ostentata con pudore in rarissime occasioni ) era condizione per poter sostenere in modo degno la propria condizione nobiliare ovvero il census a supporto dello status , ma spesso i rapporti risultavano e risultano invertiti : il titolo nobiliare dapprima agognato ed in seguito ottenuto e trasmesso quale suggello di una ricchezza becera e sfacciata .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda leone passante » lunedì 28 gennaio 2013, 14:12

A mio sommesso avviso, si può affermare che quella del patriziato cittadino era una condizione nobiliare de facto che veniva riconosciuta e tutelata a posteriori con le serrate e dunque su di essa l'esercizio di arte liberale, di arte meccanica o della mercatura avrà avuto senz'altro una maggior influenza. Nella nobiltà di concessione sovrana occorreva invece un provvedimento espresso di revoca o decadenza dai privilegi proveniente dall'autorità regia o quantomeno da suprema magistratura.
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 28 gennaio 2013, 14:56

leone passante ha scritto: (...) Nella nobiltà di concessione sovrana occorreva invece un provvedimento espresso di revoca o decadenza dai privilegi proveniente dall'autorità regia o quantomeno da suprema magistratura.

Quindi in assenza di regole statuarie codificate , applicate ma, soprattutto, fatte rispettare, era la società civile , nobile o/e popolana che ( di fatto ) accettando o meno la condizione nobiliare di una determinata famiglia o , meglio , il perdurare del
more nobilium della stessa, "stabiliva" l'appartenenza di una famiglia ad una élite.
L'esempio della nobiltà titolata sarda sembra accreditare questa affermazione.
L'insieme delle famiglie nobili , di fatto poteva respingere , come "corpo estraneo" la presenza della famiglia , considerata non più gradita.
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda leone passante » lunedì 28 gennaio 2013, 17:14

Nell'esempio da me fatto dei Dedoni e Santa Cruz è certo che gli stessi, perduti i feudi, abbandonata la capitale e presa residenza in svariate ville infeudate, spesso spinti dalla necessità al delinquere, non riuscirono più a contrarre nozze con esponenti della nobiltà feudale ma procacciarono matrimoni con ricche ereditiere di provincia, a volte appartenenti a famiglie di cavalieri e nobili rurali ma più spesso borghesi di stirpe notarile.
Ma non so quanto tutto ciò fosse determinato da una consapevole volontà delle famiglie feudali e quindi del loro ceto di origine di espungerle dalla loro cerchia.
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Re: Elenco nobiliare siciliano

Messaggioda Messanensis » lunedì 28 gennaio 2013, 20:07

terranova ha scritto:Gentili membri del Forum
Non disponendo della versione cartacea del Nobiliario di Sicilia, mi domando se l’autore Mango di Casalgerardo menzioni le sue fonti.


La risposta è affermativa: nella versione online non sono riportate le note presenti nell'originale cartaceo.
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