Massoni o Cavalieri

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Romegas » martedì 15 gennaio 2013, 17:55

Dove non si parla di religiosità della massoneria, ma di ateismo e illuminismo. [king.gif]
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda nicolad72 » martedì 15 gennaio 2013, 18:19

Perché l'ateismo non è una scelta religiosa?

Questione da me già posta ma da te ignorata.

Come ti ho detto qua si parla di rapporti tra massoneria e cavalleria (ed il libro da te indicato - è evidente che non l'hai letto - non mi pare accenni alla questione)
Quindi hai riportato l'argomento OT. Io ho replicato solo per correggere il tuo errore, che rischia di traviare l'ignaro lettore che può essere ingannato dalla tua falsa dottrina.

Come ho già scritto...

nicolad72 ha scritto:Ora l'OT è durato davvero troppo,come al solito perché non vuoi stare al tuo posto e vuoi aver ragione anche e soprattutto nel torto...


Secondo ed ultimo avvertimento!
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda gnr56 » martedì 15 gennaio 2013, 23:38

"Negli Statuti dei Liberi Muratori, tratti dagli Statuti Generali editi all’Oriente di Napoli nel 1820, si afferma che “l’Ordine dei Liberi Muratori appartiene alla Classe degli Ordini Cavallereschi: ha per fine il perfezionamento degli uomini ed il bene della Patria e dell’Umanità”. Affermazione che, però, l'autore confuta nel suo saggio assegnandole più il valore di Cavalleria "spirituale" [/i]( fonte: saggio [i]"Liberi Muratori e Cavalleria" di Alessio Nisticò visionabile su http://www.fuocosacro.com/pagine/artico ... ratori.htm)
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 16 gennaio 2013, 12:49

Chiesa e massoneria: l’uomo tra verità e potere

di S.E. Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

La massoneria è all'interno del laicismo moderno e contemporaneo e ne condivide la
grande preoccupazione di costruire un mondo come se Dio non esistesse; magari non
formalmente contro Dio, ma come se Dio non esistesse…
La Massoneria ha una radice cristiana. Secondo il filosofo francese Jean Guitton, nel
suo volumetto Il Cristo dilacerato, questa radice è situata là dove si trova la madre di
tutte le eresie: nella gnosi.
La gnosi, che ricompare ciclicamente, consiste nel tentativo di leggere l'evento cristiano
all'interno di una struttura culturale e filosofica, anziché accettare che l'evento di Cristo
giudichi la ragione e quindi moduli la conoscenza in maniera diversa.
Dentro le radici di quella che modernamente è apparsa come la Massoneria sta questa
fermentazione radicale della gnosi. La gnosi fa pensare ad alcuni di essere illuminati,
vale a dire di possedere l'interpretazione adeguata del cristianesimo. Il quale non
sarebbe più un evento, ma un messaggio; dunque, come tale, essenzialmente
interpretabile. La verità del cristianesimo, poi, secondo l'eresia gnostica, consiste nella
verità dell'interpretazione, e su di essa si radica una progettualità di tipo moralistico, che
i Catari e i Valdesi hanno continuamente riproposto nel cuore della cristianità
occidentale. Questa immagine gnostica e quindi moralistica del cristianesimo segna
tutta la storia della cristianità, anche occidentale. La segna in maniera minoritaria: è una
realtà che non riesce a forzare l'unitarietà della cultura e della civiltà cattolica del
Medioevo, perché essendo un fenomeno di tipo sostanzialmente intellettuale e religioso,
nel senso stretto della parola, non ha la forza di diventare un'alternativa alla grandiosità
del processo cattolico di inculturazione della fede, di creazione di una civiltà come
quella medioevale. Civiltà che è fortemente unitaria riguardo alla fede ma, allo stesso
tempo, variegatissima riguardo alle realizzazioni culturali, sociali e politiche. C'è poi un
secondo passaggio: ad un certo punto, la Massoneria esce allo scoperto. Diventa un fatto
esplicito, palese, polarizzante. Un fatto propulsivo nella cultura e nella società
dell'Occidente. Essendo la società dell'Occidente leader della società mondiale, la
Massoneria diventa un fattore promuovente un certo tipo di scristianizzazione della vita
sociale, tanto nella vecchia Europa quanto nel Nuovo Mondo. Chi ha dimorato in
America Latina si rende conto agevolmente che i processi che in Europa hanno
significato le grandi rivoluzioni liberali, borghesi e massoniche del diciannovesimo
secolo hanno la loro conferma puntuale nell'America del Sud. Garibaldi, l'eroe dei due
mondi, dimostra la capacità di questa forza nuova di assumere una responsabilità
contemporaneamente nell'Occidente europeo e nell'America del Sud.
L'antropologia
adeguata si rivela definitivamente nell'avvenimento di Cristo e diventa esperienza
dell'uomo solo nel riconoscimento e per il riconoscimento di Cristo. L'uomo vero ci è
donato, la verità profonda del nostro essere ci è donata. L'uomo rimane un essere
incomprensibile, la sua vita è priva di senso se non incontra Gesù Cristo (questa è
l'affermazione sostanziale dell'enciclica di Giovanni Paolo II Redemptor hominis al n.
10). Cristo rivela all'uomo tutta la verità su di lui. Questa è l'antropologia cristiana:
nasce dall'avvenimento di Cristo che è grazia e si consegna alla libertà, perché la grazia
si riferisce alla libertà, considera la libertà come la grande destinataria della sua
presenza e quindi la grazia sollecita la libertà. Ci dispiace per Lutero e per tutti i suoi
seguaci... ma la grazia non elimina la libertà, piuttosto la promuove, esattamente come
l'abbraccio del padre e della madre, anche naturalmente, non spengono la personalità dei
figli, ma la sollecitano a diventare responsabile. Questa è l'antropologia cristiana,
dunque un'antropologia che non ha bisogno di negare il male che non ha bisogno di
negare il bene, che non ha bisogno di sottolineare l'aspetto pervasivo delle strutture in
cui l'uomo vive la sua vita e che certamente lo condizionano, ma che vede l'uomo
emergere nel suo essere figlio di Dio, perché questa affiliazione da Dio è rivelata e resa
esperienza nell'avvenimento di Cristo riconosciuto e per l'effusione del Suo Spirito.
Abbiamo dunque visto per secoli, in atto dentro la tradizione cattolica dell'Occidente, la
realizzazione di questa antropologia adeguata, che non è una santificazione del
Medioevo - non c'è niente nella storia che possa essere santificato e reso perfetto - ma è
certamente una grande esperienza di presenza missionaria che ha determinato una
grande capacità creativa dei singoli, delle persone o dei gruppi.
La Massoneria riprende o si assume una responsabilità enorme, dal punto di vista
culturale e sociale, quando muta radicalmente lo scenario dell'antropologia; quando
all'antropologia della verità sostituisce l'antropologia del potere.
L'antropologia della
verità trova il suo compimento nella rivelazione cristiana e il suo ambito di educazione e
di esperienza nell'appartenenza al popolo di Dio che è la Chiesa, fonte della
maturazione delle singole personalità: infatti la Chiesa ha come obiettivo supremo non
l'allargamento della sua struttura istituzionale ma la crescita del popolo cristiano,
"sacramenta propter homines" dicevano i nostri antichi maestri scolastici: nella loro
grevità ontologica dicevano che la Chiesa è per l'educazione dell'uomo, perché l'uomo
poi, maturato nella sua identità cristiana, si assuma la sua precisa responsabilità di
essere missionario nel mondo, di fronte a Cristo e di fronte agli uomini. Questo è anche
il grande grido che viene dalla Novo millennium ineunte di Giovanni Paolo II.
All'antropologia della persona, che è persona perché appartiene a Cristo nel Suo popolo,
si sostituisce l'individuo che ha già valore in sé per sé. Il cuore del massone è nella
modernità e la modernità è la costruzione di un mondo senza Dio. Per costruire un
mondo senza Dio si può ancora parlare di Dio, si deve anche parlare di Dio, perché
sarebbe assolutamente spropositato, indebito, strategicamente scorretto parlarne subito
male o dire che non esiste. Ma evidentemente sul piano del diritto, sul piano teorico, sul
piano dell'impostazione filosofica e antropologica, l'uomo è concepito come alternativa
a Dio. La Massoneria si radica in questo nuovo ambiente nel quale matura in sinergia
con i filoni razionalisti e illuministi, che saranno più rigorosamente anti-deisti e anticattolici,
e dove non c'è posto per una concezione religiosa della vita che radichi l'uomo
nella domanda di senso, di verità, di bellezza e di giustizia, perché questo tipo di
domande sono sostanzialmente alienanti.
La Massoneria è dunque all'interno del laicismo moderno e contemporaneo e ne
condivide con il laicismo moderno la grande preoccupazione di costruire un mondo
come se Dio non esistesse; magari non formalmente contro Dio, ma come se Dio non
esistesse. Credo che siano questi gli elementi del confronto. Credo che tutti noi abbiamo
il diritto di essere quello che siamo, di scegliere le nostre opzioni, di essere coerenti con
i nostri principi, di realizzare nella vita sociale una espressione anche pubblica delle
nostre convinzioni, ma è necessario che sappiamo la posta in gioco. La posta in gioco è
un'alternativa sul piano dell'antropologia:
o c'è l'uomo della verità o c'è l'uomo del
potere
, dal punto di vista della definizione ultima.

+ S.E. Mon. Luigi Negri
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Duilio Verzelli » mercoledì 16 gennaio 2013, 15:15

Chiara ormai, a mio modo di vedere per quanto avete scritto, quale dovrebbe essere la posizione degli Ordini Cavallereschi, che si rifanno e/o derivano da quelli medioevali, nei confronti dei massoni, mi piacerebbe però capire quale potrebbe essere la questione nel caso dell'OMRI.
C'e' compatibilità o no?
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Lupo » mercoledì 16 gennaio 2013, 15:49

Duilio Verzelli ha scritto:mi piacerebbe però capire quale potrebbe essere la questione nel caso dell'OMRI.
C'e' compatibilità o no?


Non c'è assolutamente incompatibilità.
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Pantheon » mercoledì 16 gennaio 2013, 17:11

Ah ! Se ci fosse l'incompatibilità anche con l'OMRI: apriti o cielo.... [surprise.gif]
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Accademista » giovedì 17 gennaio 2013, 12:52

Duilio Verzelli ha scritto:Chiara ormai, a mio modo di vedere per quanto avete scritto, quale dovrebbe essere la posizione degli Ordini Cavallereschi, che si rifanno e/o derivano da quelli medioevali, nei confronti dei massoni, mi piacerebbe però capire quale potrebbe essere la questione nel caso dell'OMRI.
C'e' compatibilità o no?


non vedo come possa esserci incompatibilità: lo Stato italiano, fino a prova contraria, è laico.

cordialmente
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 17 gennaio 2013, 13:03

Accademista ha scritto:non vedo come possa esserci incompatibilità: lo Stato italiano, fino a prova contraria, è laico

ma purtroppo sempre più ... laicista
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda gnr56 » giovedì 24 gennaio 2013, 17:21

Nel suo "Massoneria smascherata", in cui l'autore indaga sulla presenza degli Illuminati nelle Chiese Evangeliche, Giacinto Butindaro avverte il lettore

" ....(bisogna) tenere bene a mente da subito le seguenti parole dette da un Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, 33° Grado del Rito Scozzese: 'Un uomo che, pur non essendo massone, condivide ed appoggia i nostri principi, è già un massone senza grembiule', confermate da Albert Pike*, pure lui un massone del 33° del Rito Scozzese, che disse:'Si incontrano molti Massoni che non si sono mai sottoposti all'iniziazione" e da Licio Gelli, ex capo della Loggia massonica segreta P2, che ha affermato:"Ci sono più «fratelli senza grembiule» che non nei templi"

(da Avvertimento, pag.3, terzo capoverso della pubblicazione di G. Butindaro - Massoneria Smascherata - dicembre 2012 in pdf sulla rete)

* Albert Pike (Generale, avvocato, scrittore e massone americano) è l'autore di una lettera a Mazzini, datata 1871, in cui preveggeva il verificarsi di 3 Guerre Mondiali per l'affermazione del potere degli Illumminati.

Sono affermazioni forti che dovrebbero farci riflettere nell'escussione del tema oggetto del presente 3d.
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 25 gennaio 2013, 0:02

Direi che , a questo punto, sia utile recuperare l'essenziale :
Non c'è possibiltà di coesistenza seria e consapevole tra cavalleria cristiana ( cattolica ) e massoneria.
Ogni eventuale connivenza è deputata ad un tradimento più o meno conscio ma non per questo meno colpevole della propria missione, imputata ad ignoranza o sottovalutazione dei pseudo-valori massonici assunti a livello di "princìpi" .

Fedeltà e coerenza , con è richiesto altro.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Duilio Verzelli » venerdì 25 gennaio 2013, 8:01

GENS VALERIA ha scritto:Direi che , a questo punto, sia utile recuperare l'essenziale :
Non c'è possibiltà di coesistenza seria e consapevole tra cavalleria cristiana ( cattolica ) e massoneria.
Ogni eventuale connivenza è deputata ad un tradimento più o meno conscio ma non per questo meno colpevole della propria missione, imputata ad ignoranza o sottovalutazione dei pseudo-valori massonici assunti a livello di "princìpi" .

Fedeltà e coerenza , con è richiesto altro.


Di conseguenza niente massoni negli Ordini Cavallereschi. [nono.gif]
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda nicolad72 » venerdì 25 gennaio 2013, 10:14

Il concetto è chiaro... ma non basta esternare un precetto per applicarlo... se così fosse i tribunali e i giuristi non avrebbero ragione di esistere perché la tutela dei diritti sarebbe assicurata esclusivamente dall'esistenza di una norma.
Non facciamo i finti candidi... quello della presenza di massoni negli ordini di cavalleria è un problema serio legato più all'ipocrisia all'egoismo alla vanità e alla immanente incoerenza degli stessi che a cospirazioni internazionali (a dirla tutta). Ipocrisia, egoismo, vanità e incoerenza che è riscontrabile anche in altri ascritti agli ordini cavallereschi cattolici: vogliamo parlare di chi vive situazioni familiari irregolari? di chi accaparra ricchezze indiscriminatamente senza il minimo rispetto di regole etiche di giustizia sociale? di chi ha una vita sessuale disordinata ed innaturale? di chi predica e pratica dottrine lontane da quella cattolica? ed altri esempi potrei addurre.

La selezione dei candidati va fatta bene e all'inizio... chi propone dovrebbe essere responsabile del proposto e se questo non fosse idoneo il proponente ne dovrebbe rispondere anche con le dimissioni (in molti club funziona così... perché non farlo anche negli ordini di cavalleria?)
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda gnr56 » venerdì 25 gennaio 2013, 11:08

nicolad72 ha scritto:La selezione dei candidati va fatta bene e all'inizio... chi propone dovrebbe essere responsabile del proposto e se questo non fosse idoneo il proponente ne dovrebbe rispondere anche con le dimissioni (in molti club funziona così... perché non farlo anche negli ordini di cavalleria?)


Epperò se la condizione ostativa del proposto è celata e sconosciuta al proponente e si appaselasse casualmente solo dopo la nomina, oggettivamente, perchè dovrebbe pagare con le dimissioni quando già è gravato dalla "pena morale" di aver proposto una persona non degna e che ha mancato, in primis, verso la persona del proponente per aver taciuto la sua condizione presente o passata?
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Re: Massoni o Cavalieri

Messaggioda Duilio Verzelli » venerdì 25 gennaio 2013, 11:20

gnr56 ha scritto:Epperò se la condizione ostativa del proposto è celata e sconosciuta al proponente e si appaselasse casualmente solo dopo la nomina, oggettivamente, perchè dovrebbe pagare con le dimissioni quando già è gravato dalla "pena morale" di aver proposto una persona non degna e che ha mancato, in primis, verso la persona del proponente per aver taciuto la sua condizione presente o passata?


Data la buona fede del proponente, nulla. Sarebbe, invece, da allontanare subito il proposto che in mala fede, poiché consapevole, celò il vero dimostrandosi di fatto un indegno cavaliere.
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