Egregio sig. Avilius,
la ringrazio per le gentili parole
Se diamo un'occhiata all"Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922, troviamo:
le famiglie
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Barbieri: Patrizio di Modena (m.), Nobile di Mirandola. (nessun riferimento al feudo di Salasco)
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Estense Tassoni: Marchese di Castelvecchio, m. Conte di Levizzano, Debbio e Saltino, mpr. Patrizio di Ferrara, m. Nobile, mf. Patrizio di Modena, m. Signore di Medelano, Parasacco e Rovereto, mf.
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Tassoni Estense: Nobile, pers. Dei Marchesi di Castelvecchio, pers. Dei conti di Levizzano, Debbio e Saltino (ecc. tutti i titoli precedenti riconosciuti a Guglielmina Tassoni Estense come titoli personali)
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Canera: Conte di Salasco, mpr.
Come può vedere ne' per i Barbieri, ne' per i Tassoni vi è alcun riferimento al feudo di Salasco (1922)
Se consultiamo il Patriziato Subalpino di Antonio Manno, troviamo:
Bartolomeo CANERA (Nato Pinerolo, S. Donato, 12 ottobre 1606); testò (1680, 8 giugno).
Venne in Torino acquistandovi ricchezze con traffichi ed appalti. Il Claretta (Cronistoria di Giaveno 270, 272, 288), tratteggia foscamente questo banchiere fortunato, ma non cita fatti. Eccone alcuni: nel 1653 fece società per fornire il pane all’esercito francese in Italia che era comandato dal piemontese tenente generale conte Broglia direttamente interessato nell’affare e rappresentato dal capitano Spirito Donaudi. Partecipavano al grosso appalto il conte Bianco di San Secondo, il referendario Marchisio e Bartolomeo Falcombello; un Bersanino maneggiava l’azienda. Ucciso in battaglia (1654), il generale Broglia (che ha il mausoleo in S. Carlo di Torino) sorsero gravi contestazioni per la liquidazione e ne nacque una gran lite decisa con sentenza senatoria del 23 giugno 1687, relatore il Richelmi.
Fu poi anche avveduto banchiere della Corte (così per le doti della Principessa Margherita fu richiesto di trovare prontamente 20 mila scudi d’oro e li radunò, mediante pegni di gioie e promessa di restituzione fra un anno coll’interesse al 7% (1660, 28 aprile; Patenti, 69, 121).
Acquista Salasco (1600, 29 dicembre) dal Marchese Ercole Estense Tassoni e ne fu investito (1661, 21 marzo, 3 settembre) riducendo il titolo di marchesato in Comitato. Sposa (Torino, S. Teresa, 8 febbraio 1642) Maria Lucrezia, del celebre 1° presidente Gianfranco Bellezia.
(Il Manno è uno storico importante, ma non è quel mostro sacro che si crede, il suo maggior limite sta nella spocchia rancorosa che lo contraddistingue come ho verificato di persona: ad un personaggio di un ramo collaterale della mia famiglia attribuisce un "negozio di pizzicagnolo", citando documenti dell'ottocento e riferendoli ad una persona vissuta 150 anni prima! Peraltro il pizzicagnolo non è neanche presente nell'albero genealogico

)
Confronti anche l'Enciclopedia Storico Nobiliare dello Spreti, qualche spunto potrebbe trovarlo. Credo che abbia ragione il Manno, semplicemente il feudo di Salasco è stato venduto ai Canera, e questi, non volendo spendere per l'attribuzione del marchesato si sono accontentati del comitato.
La ricerca all'Archivio di Stato di Torino può essere fatta anche on line. Le consiglio di controllare anche gli archivi di Stato di Vercelli, Novara ed eventualmente Modena.
Cordialmente.
A. Prasca.