da Antonio Pompili » martedì 23 ottobre 2012, 23:17
La rappresentazione grafica dello stemma è - mi permetto di dire - di gusto un po' psichedelico... In generale la resa degli smalti non è proprio quella delle migliori consuetudini araldiche. In particolare, poi, la fodera del cappello di quel 'porpora' (così dovrebbe essere definito quello smalto, vista la tonalità) poteva pure essere evitata.
Quanto alla composizione in sé non mi pare male. Un po' ricorda lo stemma carmelitano (degli Scalzi).
La barca con la rete pure non è originalissima in uno stemma ecclesiastico di nuova creazione, né lo è l'associazione alle parole del motto, desunte da Lc 5,5. Ma mi pare una bella soluzione simbolico-raffigurativa, più che accettabile per una dignitosa composizione araldica. Il fatto che la barca poggi sul secondo pezzo dell'ondato non mi pare il massimo, ma può passare.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)