Questo è il fatto, che nulla muta per lo SMOM, ma non piace all'OESSG che si vede in fronte,ora, una bella sfumatura cilestre...
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Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72
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Luca Luigi Valdesi ha scritto:Caro Equitem,
Questo è il fatto, che nulla muta per lo SMOM, ma non piace all'OESSG che si vede in fronte,ora, una bella sfumatura cilestre...
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Luca Luigi Valdesi ha scritto:Caro Equitem,
Questo è il fatto, che nulla muta per lo SMOM, ma non piace all'OESSG che si vede in fronte,ora, una bella sfumatura cilestre...
), di problemi relativi a precedenze, ove fra l’altro l’OESSJ non credo proprio abbia in tal senso a che temere....![hmm [hmm.gif]](./images/smilies/hmm.gif)


Boissel ha scritto:Si va oltre il necessario.![]()
Rimango perplesso anche io su una tacita ma di conseguenza chiara estromissione di fatto dell'OSSML, ma in Italia lo Stato è sovrano e la legge non ammette ignoranza ...anche per la L. 178/51
T.G.Cravarezza ha scritto:Di seguito la famosa nota:
Come è stato scritto, nel Paese delle interpretazioni e dei cavilli, la nota non è chiarissima e purtroppo lascia il fianco scoperto.
Ci possono essere due interpretazioni.
1) Viene ribadito che la Santa Sede riconosce solamente SMOM e OESSG e di conseguenza si può intendere che nessun altro ordine cavalleresco possa organizzare cerimonie, messe, investiture in chiese cattoliche italiane (la circolare è emanata dalla CEI).
La seconda parte della nota che fa riferimento alla legge 178, la si può intendere come rafforzativo, cioè il divieto di far celebrare cerimonie di "ordini non riconosciuti" (ma questo "non riconosciuti" è da intendersi riguardo la prima parte del testo, e quindi dalla Santa Sede, o alla seconda parte del testo, e quindi in riferimento alla 178?)
2) Prendendo spunto dall'indicazione riguardante la legge 178, si potrebbe accettare l'interpretazione che siano consentite le cerimonie degli ordini riconosciuti da suddetta legge.
Io interpreto la disposizione in senso restrittivo e quindi quel "non riconosciuti" lo potrei collegare al riconoscimento della Santa Sede e non dello Stato Italiano (quindi qualsiasi ordine che non sia SMOM e OESSG). E' ovvio, comunque, che la nota sarà interpretata dai singoli Vescovi e alle loro disposizioni ci si dovrà attenere.
L'aspetto sicuramente molto positivo della nota è che, al di là della questione SMOCG, Santo Stefano et similia, l'unica certezza è che i fantaordini, adesso, non hanno più alcun appiglio, fatto salvo il parroco di provincia poco obbediente o preparato in materia.
Quindi l'unico dubbio che permane riguarda appunto agli ordini autorizzati dalla Repubblica Italiana.
Riguardo a quanto espone il signor ValdesiRicordo comunque che l'Ordinario Diocesano e' pure sempre probabilmente un cittadino italiano e sul suolo italiano non puo' andare in contrasto con le leggi in vigore.
concordo con Nicola. All'interno della chiesa non c'è legge italiana sugli ordini cavallereschi che tenga. Quindi l'Ordinario può tranquillamente vietare l'ingresso in abito ai membri dell'Ordine della Santissima Annunziata come ai membri dello SMOCG. Ciò non vuol dire che il bravo cattolico appartenente all'Annunziata, al Toson d'Oro o allo SMOCG non possa più partecipare ad una santa Messa, ma semplicemente che non può organizzare una cerimonia in chiesa con tutte le insegne dell'ordine di appartenenza.
A questo punto servirebbe una nota della nota che spieghi la corretta interpretazione da fornire alla prima nota

Tilius ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:Di seguito la famosa nota:
Come è stato scritto, nel Paese delle interpretazioni e dei cavilli, la nota non è chiarissima e purtroppo lascia il fianco scoperto.
Ci possono essere due interpretazioni.
1) Viene ribadito che la Santa Sede riconosce solamente SMOM e OESSG e di conseguenza si può intendere che nessun altro ordine cavalleresco possa organizzare cerimonie, messe, investiture in chiese cattoliche italiane (la circolare è emanata dalla CEI).
La seconda parte della nota che fa riferimento alla legge 178, la si può intendere come rafforzativo, cioè il divieto di far celebrare cerimonie di "ordini non riconosciuti" (ma questo "non riconosciuti" è da intendersi riguardo la prima parte del testo, e quindi dalla Santa Sede, o alla seconda parte del testo, e quindi in riferimento alla 178?)
2) Prendendo spunto dall'indicazione riguardante la legge 178, si potrebbe accettare l'interpretazione che siano consentite le cerimonie degli ordini riconosciuti da suddetta legge.
Io interpreto la disposizione in senso restrittivo e quindi quel "non riconosciuti" lo potrei collegare al riconoscimento della Santa Sede e non dello Stato Italiano (quindi qualsiasi ordine che non sia SMOM e OESSG). E' ovvio, comunque, che la nota sarà interpretata dai singoli Vescovi e alle loro disposizioni ci si dovrà attenere.
L'aspetto sicuramente molto positivo della nota è che, al di là della questione SMOCG, Santo Stefano et similia, l'unica certezza è che i fantaordini, adesso, non hanno più alcun appiglio, fatto salvo il parroco di provincia poco obbediente o preparato in materia.
Quindi l'unico dubbio che permane riguarda appunto agli ordini autorizzati dalla Repubblica Italiana.
Riguardo a quanto espone il signor ValdesiRicordo comunque che l'Ordinario Diocesano e' pure sempre probabilmente un cittadino italiano e sul suolo italiano non puo' andare in contrasto con le leggi in vigore.
concordo con Nicola. All'interno della chiesa non c'è legge italiana sugli ordini cavallereschi che tenga. Quindi l'Ordinario può tranquillamente vietare l'ingresso in abito ai membri dell'Ordine della Santissima Annunziata come ai membri dello SMOCG. Ciò non vuol dire che il bravo cattolico appartenente all'Annunziata, al Toson d'Oro o allo SMOCG non possa più partecipare ad una santa Messa, ma semplicemente che non può organizzare una cerimonia in chiesa con tutte le insegne dell'ordine di appartenenza.
A questo punto servirebbe una nota della nota che spieghi la corretta interpretazione da fornire alla prima nota
Chissà se questa scelta "drastica" non possa porre degli interrogativi a coloro che hanno il governo dell'Ordine nel continuare o meno l'azione di sostegno - attraverso oblazioni caritatevoli spesso molto consistente - alle iniziative in atto della Santa Sede.
Quando riportato pone un interrogativo, a mio modesto avviso. E' la Chiesa (cattolica) universale?
gnr56 ha scritto:Chissà se questa scelta "drastica" non possa porre degli interrogativi a coloro che hanno il goveno dell'Ordine nel continuare o meno l'azione di sostegno - attraverso oblazioni caritatevoli spesso molto consistente - alle iniziative in atto della Santa Sede.

aristarco ha scritto:Chissà se questa scelta "drastica" non possa porre degli interrogativi a coloro che hanno il governo dell'Ordine nel continuare o meno l'azione di sostegno - attraverso oblazioni caritatevoli spesso molto consistente - alle iniziative in atto della Santa Sede.
Quando riportato pone un interrogativo, a mio modesto avviso. E' la Chiesa (cattolica) universale?
gentile gnr56, si rende conto della gravità di quanto scritto?
Si giunge addirittura a mettere in dubbio l'effettiva "universalità" di Santa Romana Chiesa e ad invocare un "boicottaggio" delle sue iniziative umanitarie e caritatevoli, solo alla luce di un provvedimento che, mi consenta di rilevarlo, riveste ben poca importanza rispetto ad altre problematiche che la Santa Sede deve quotidianamente affrontare...
Ma credo che il contenuto di un post come questo possa offrire materia di riflessione per un altro topic aperto di recente...
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