da Sorante » giovedì 27 settembre 2012, 15:28
Credo non vi possa essere alcun dubbio sugli usi paraaraldici (o araldici?) delle cosiddette "curve". Mi confortano, come già ebbi modo di dire e come certamente è noto a tutti voi esperti, pareri autorevoli come quelli del Savorelli o del Foppoli, che concluse la presentazione della sua ultima fatica, nel Gennaio scorso, proprio con una splendida foto di una sbandierata eseguita nello stadio Rigamonti di Brescia.
L'aspetto che sottolineerei tra i molteplici, è l' agile disinvoltura (oserei dire: inconsapevole, ma di quella inconsapevolezza tipica delle stagioni "vive" e precedenti qualsivogliano codificazioni intellettuali) nell'uso, sulle bandiere o striscioni, delle brisure dello stemma cittadino, magari mantenendo le figure ma invertendo le cromie, ad esempio; oppure conservando queste ultime ma variando le figure. Penso all'uso del leone bresciano che da azzurro in campo argento, diviene "facilmente" argento in campo azzurro; o all'uso di scaglioni rovesciati, sempre d'argento in campo azzurro o viceversa, a richiamare la "V" della maglia della squadra bresciana, rispettivamente invertendo o mantenendo le cromie dell'arme cittadina, ma mutandone la figura. Insomma, possiamo storcere il naso finchè vogliamo di fronte a questo "svilimento" di figure e colori, emblemi di ben altre battaglie e di ben altre conquiste, ma se vogliamo "freddamente" analizzare la cosa, è (anche) in quest'aspetto della nostra società che possiamo ritrovare testimonianze di usi araldici spontanei e vividi, non ingessati da accademismi timorosi o peggio da intenti puramente burocratici.
Un caro saluto.
Se non in vita in morte