piero59 ha scritto:I De Magistris romani usavano due stemmi che non sono quì presenti. Bisogna ricordare che i Rasponi ebbero anche la nobiltà romana.
I De Magistris cui mi riferisco sono quelli di Sezze che assieme a quelli di Sonnino (passati poi a Tricarico) e di Anagni vantano la discendenza da quelli romani e cioè da Pietro dello Mastro (cfr. M. Pealez "Il memoriale di Paolo di Benedetto di Cola dello Mastro dello Rione Ponti" in "Archivio della Società Romana di Storia Patria" del 1893 p. 44). Che gli stemmi del ramo romano siano differenti è un aspetto araldico che spesso non deve necessariamente andare a coincidere con quello genealogico, specie se i trasferimenti da un posto all'altro sono avvenuti in un'epoca remota e magari antecedente al l'adozione di un'arma. In ogni caso a prescindere dalla discendenza romana lo stemma di cui stiamo trattando è quello di Ippolita De Magistris e di suo marito Vincenzo Boschi. Veda i matrimonialia scritti e conservati presso le biblioteche indicate nell'OPAC e vedrà che sono identici. Anzi per precisazione riporto che a Sezze i De Magistris hanno sempre alzato uno stemma troncato: nel 1' d'azzurro alla stella (8 ) d'oro, nel 2' d'argento alla rosa di rosso, con la serpe ondeggiante in fascia attraversante sulla partizione. Tuttavia questo stemma (testimoniato dal XVI sec) e usato sia da Ippolita che dallo zio Vescovo di Cirene non era usato dall'altro zio, Superio, che adottò il caduceo forse per ribadire i legami di parentela con il ramo di Sonnino e quello di Anagni.