LETTURA DI UN PUNZONE

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LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda lor.masche » domenica 12 agosto 2012, 13:51

Buongiorno a tutti,
vorrei sapere se qualcuno è in grado di interpretare una punzonatura che ho trovato impressa su di un turibolo d'ottone in una chiesetta a Zanica (BG).
Raffigura un albero fiancheggiato da due lettere, S a sinistra e D a destra.
Penso che l'oggetto possa essere datato al XVII secolo circa.
Grazie.

Aggiungo un'immagine:Immagine
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Re: LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 12 agosto 2012, 18:56

Lieto di rivolgerti un caro saluto di benvenuto, cerco almeno di inquadrare la questione.
Il punzone presenta un albero e delle lettere.
Bene!
Potrebbe trattarsi di un punzone di derivazione araldica, cioè l'albero potrebbe essere la figura (principale o unica) di uno stemma che potrebbe essere quello del committente o donatore.
Le lettere potrebbero essere delle iniziali se non addirittura - ammettendo l'ipotesi di derivazione araldica - provenire anche esse da uno stemma.
Tanto per rimanere in zona, alcuni Vescovi di Bergamo negli ultimi due secoli hanno adottato nella composizione della loro arma (completando quella della propria famiglia) l'immagine del Patrono della Diocesi accompagnata dalle lettere S e A (Sant'Alessandro).
Detto questo di chi è lo stemma dal quale deriva il punzone, sempre ammesso che di derivazione araldica stiamo parlando?
La risposta in mancanza di altre fonti è tutt'altro che facile fornirla.
Se quelle lettere fossero state una S e una P avrei pensato alla famiglia Gozzi, originaria di Bergamo e poi trapiantata a Venezia (secondo quanto affermato dal Crollalanza nel suo Dizionario Storico-Blasonico; cfr C. De Gherardi Camozzi Vertova, Stemmi delle Famiglie Bergamasche), e innalzante una quercia sormontata da una colomba, e con una lista caricata del motto SIGNUM PACIS, attraversante in fascia sul tronco.
D'altra parte, scegliere fra gli alberi provenienti da stemmi di famiglie bergamasche non è facile, visto che tali figure vegetali sono tutt'altro che rari nell'araldica di quella zona.
Se poi allarghiamo la ricerca oltre i confini del luogo di ritrovamento del turibolo (ammettendo ad esempio l'ipotesi che l'oggetto sia stato realizzato da tutt'altra parte, o l'eventuale donatore o committente fosse di tutt'altra provenienza), le cose si complicano ancor di più...
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TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda MAX08 » domenica 12 agosto 2012, 19:33

Buonasera,

un aiuto potrebbe essere la consultazione del libro (veramente eccezionale) di Pietro Pazzi, "Dizionario aureo". Lo studioso ha raccolto e catalogato i punzioni degli orefici, argentieri, lavoratori di avorio etc. attivi sul suolo della Repubblica Veneta. Posso dire che, dopo averlo consultato per alcuni miei studi, è un libro veramente utile e la cui consultazione è irrinunciabile.
quod homines de Cenedese, Belluno, et Feltre erant liberi homines et nobiles (a.D. 1179) - Massimo Della Giustina

http://www.ascenedese.it
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Re: LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda lor.masche » domenica 12 agosto 2012, 22:57

Antonio Pompili ha scritto:Lieto di rivolgerti un caro saluto di benvenuto, cerco almeno di inquadrare la questione.
Il punzone presenta un albero e delle lettere.
Bene!
Potrebbe trattarsi di un punzone di derivazione araldica, cioè l'albero potrebbe essere la figura (principale o unica) di uno stemma che potrebbe essere quello del committente o donatore.
Le lettere potrebbero essere delle iniziali se non addirittura - ammettendo l'ipotesi di derivazione araldica - provenire anche esse da uno stemma.
Tanto per rimanere in zona, alcuni Vescovi di Bergamo negli ultimi due secoli hanno adottato nella composizione della loro arma (completando quella della propria famiglia) l'immagine del Patrono della Diocesi accompagnata dalle lettere S e A (Sant'Alessandro).
Detto questo di chi è lo stemma dal quale deriva il punzone, sempre ammesso che di derivazione araldica stiamo parlando?
La risposta in mancanza di altre fonti è tutt'altro che facile fornirla.
Se quelle lettere fossero state una S e una P avrei pensato alla famiglia Gozzi, originaria di Bergamo e poi trapiantata a Venezia (secondo quanto affermato dal Crollalanza nel suo Dizionario Storico-Blasonico; cfr C. De Gherardi Camozzi Vertova, Stemmi delle Famiglie Bergamasche), e innalzante una quercia sormontata da una colomba, e con una lista caricata del motto SIGNUM PACIS, attraversante in fascia sul tronco.
D'altra parte, scegliere fra gli alberi provenienti da stemmi di famiglie bergamasche non è facile, visto che tali figure vegetali sono tutt'altro che rari nell'araldica di quella zona.
Se poi allarghiamo la ricerca oltre i confini del luogo di ritrovamento del turibolo (ammettendo ad esempio l'ipotesi che l'oggetto sia stato realizzato da tutt'altra parte, o l'eventuale donatore o committente fosse di tutt'altra provenienza), le cose si complicano ancor di più...


La chiesetta in cui il turibolo si trova sorge in una frazione storica del comune di Zanica detta "Padergnone".
Questa frazione ha origini antichissime e risale a prima dell'anno mille. La proprietà del luogo passò nelle mani di diverse nobili famiglie bergamasche, tra cui i Poncino, gli Albani, i Sonzogni, i Sottocasa e i Carrara; ma gli stemmi di queste casate sono assolutamente diversi dal simbolo in questione.
Aggiungo però questo particolare: il turibolo ha un suo "gemello", leggermente più grande, il quale è marchiato con un'altra punzonatura, nella quale mi pare di intravvedere un fiore. Che si tratti della rosa canina dei Riario, il cui motto (hoc opus sic perpetuo, di Raffaele Riario) è raffigurato in un affresco della Villa del Padergnone? Forse alla luce di questo le due lettere del primo punzone assumono un altro significato.
Grazie per la collaborazione
Ecco una foto del secondo punzone Immagine
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Re: LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda C.Quaratesi » martedì 14 agosto 2012, 8:30

Buongiorno!
Personalmente seguirei il consiglio di Max e darei un'occhiata ai repertori dei marchi e dei punzoni degli ottoni e dei bronzi, anche quelli di luoghi fuori d'Italia, perche' a quel tempo gran parte del materiale metallico di questo tipo proveniva da paesi oltralpini (famosa la citta' di Dinant, ad esempio). Sempre, tuttavia, che si tratti del marchi di bottega o di garanzia imposti dalle Corporazioni delle varie citta'. A volte sugli oggetti liturgici s'incontrano anche "segni' di riconoscimento impressi dai committenti o dai patroni, ma raramente sono simili per dimensione e posizione a quelli di garanzia (quelli dei committenti sono molto piu' grandi e in bella vista). Utile sarebbe avere l'immagine intera degli oggetti ( in modo da confrontarli con altri simili presenti nei repertori e appurarne cosi' l'area di diffusione e provenienza).
A presto!
Caterina
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Re: LETTURA DI UN PUNZONE

Messaggioda Tilius » martedì 14 agosto 2012, 20:05

Seguendo quanto suggerito già da Max e Caterina, batterei la strada del punzone dell'artigiano/bottega che ha fabbricato il pezzo.
É altissimamente improbabile che detti punzoni abbiano una valenza araldica propriamente tale (stemmi di famiglia) perché semplicemente (punto 1) non hanno alcun sembiante propriamente araldico e (punto 2) tipicamente il punzone é il marchio del fabbricante (o la garanzia del titolo del metallo). Uno stemma é riconoscibile (qui non lo é) e tipicamente viene inciso, non punzonato (ché, a differenza del bollo dell'artigiano, non ha una ripetitività tale da rendere conveniente la realizzazione di un punzone).
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