In realtà si trovano tre declinazioni del nome di questa famiglia che a lungo guerreggiò con i Calboli per il controllo di Forlì, nel XIII secolo: Orgogliosi, Argogliosi e meno frequentemente Argugliosi. Dante cita il famoso Marchese (o Nerio) degli Orgogliosi:
Vidi messer Marchese, ch’ebbe spazio
già di bere a Forlì con men secchezza,
e sì fu tal, che non si sentì sazio. [Purgatorio, XXIV, vv. 31-33]
Propongo un breve estratto dagli
Atti e memorie - Deputazione di storia patria per le provincie di Romagna del 1953, p. 449.
Dato che si parla di un sigillo di cui purtroppo non possiamo sapere altro, proverò a cercare il numero della rivista alla Biblioteca Gambalunga, per reperire ulteriori informazioni.
La famiglia Argogliosi o Orgogliosi contese a lungo a quella dei Calboli la signoria di Forlì sullo scorcio del sec. XIII: v. su essa MARCHESI,
Supplemento istorico dell'antica città di Forlì, ivi, libri IV-VI. Rambertuccio, capitano del popolo a Bologna nel 1312 usa stemma con tre montanti d'argento, posti 2 e 1, in campo rosso e il capo d'Angiò; il sigillo di Guillinuccio di Superbo, conservato nella collezione Corvisieri (Coll. ital., n. 741) reca "3 fiordalisi in testa a tre montanti nel resto posti 2 e 1" (
Inventario, rit.. p. 143). La mancanza del capo d'Angiò nel nostro sigillo potrebbe far supporre una datazione anteriore all'epoca di re Roberto: ma un breve esame ai caratteri della leggenda e all'ornato intorno allo scudo induce ad escludere senz'altro un'età così antica. E' più facile che, come vuole il Frati, sia del secolo XV.
Bisogna anche considerare che Sigismondo Marchesi, nell'opera sopra citata, attribuisce alla famiglia in questione il seguente stemma:

un saluto

Luca