da steffyna » giovedì 26 luglio 2012, 18:49
dalle mie ricerche su la vita di annibale de Leo e sul suo fondo risulta che abbia ricevuto donazioni da alcune famiglie .....
Il raro ed unico patrimonio librario
• I manoscritti
Il fondo manoscritti comprende 230 codici la cui importanza non è limitata a particolari epoche o ambienti circoscritti. Interessano il meridione e il settentrione d’Italia, la storia del sacro romano impero e la storia della chiesa, le scienze fisiche e l’astronomia, la letteratura latina, greca, italiana e vernacola, il diritto, la filosofia, la geologia, l’agricoltura, l’araldica, la storia dell’arte. Importante è questo fondo perché ad esso hanno attinto in varie epoche studiosi anche stranieri, celebri come il Kehr, Lenormant, Gregorovius.
Tra i manoscritti occorre necessariamente far menzione del Codex Diplomaticus Brundusinus, compilato da Annibale de Leo in tre volumi più un’appendice con documenti che vanno dal 492 al 1499 e di cui sono stati editi, ad oggi, solo due volumi, il primo a cura di Gennaro Maria Monti, il secondo di Michela Pastore Doria.
Fra i codici pergamenacei paiono di rilevante interesse il Decretum Gratiani, redatto fra XIII e XIV secolo; le Postillae super Ysaiam di Alessandro di Hales, attribuibile al XIV secolo, opera mai stampata di cui esistono due soli altri esemplari conservati all’Ambrosiana di Milano e ad Oxford. Il codice D/6 è fondamentale per la storiografia brindisina, è infatti il manoscritto originale dell’Epistola Apologetica indirizzata nel 1567 da Giovan Battista Casmiro a difesa di Brindisi a Quinto Mario Corrado, di cui nel ms. D/1 è una raccolta di lettere e nel ms. D/10 la biografia. Il codice A/5, scritto nel 1470 dall’olandese Petrus de Trajecto contiene le lettere apocrife di Falaride; l’A/6, scritto nel 1473 da Gabriel Finalis, è una ricca miscellanea umanistica, gemella del codice 671 della Riccardiana di Firenze, con tre opuscoli rarissimi del sarzanese Antonio Ivani. Essenziali per la comprensione della civiltà giuridica del Mezzogiorno sono l’opera di Bartolomeo Chioccarello Magni archivi scripturam pro regali jurisdictioni regni Neapolis, in 18 volumi e l’altra di Gaetano Argento, Consulte giurisdizionali, in 24 volumi e per la storia del pensiero scientifico sono altrettanto importanti i manoscritti del matematico Raffaele Rubini.
• Incunaboli
La biblioteca conserva 17 incunaboli, tra i quali il libro di maggior pregio secondo Dennis E. Rhodes, direttore della British Library di Londra, è il Confessionale Defecerunt, di Sant’Antonino arcivescovo di Firenze, stampato in Italia nel 1472 di cui si conoscono solo altri 15 esemplari. Raro è anche il De Situ Orbis di Zacharias Lilius stampato a Napoli nel 1496, le Quaestiones de potentia Dei di San Tommaso d’Aquino e il De re militari del Vegetius.
• Cinquecentine
Le edizioni del XVI secolo, con circa 267 unità, comprendono studi antiquari e filologici, di diritto e amministrazione dello Stato ed infine i classici italiani, latini e greci.
Vito Bozzi ha evidenziato l’importanza delle cinquecentine di contenuto geografico, mentre il Rodhes ha segnalato come dell’edizione italiana della Syntaxis linguae grecae di Jean Varen, sia qui conservato l’unico esemplare insieme ai più antichi materiali tipografici brindisini ossia i primi libri stampati in Brindisi nel corso del XVII secolo: da Lorenzo Valeri nel 1627 e da Tommaso Mazzei nel 1699 e 1700.
• Le legature
Ricca la presenza di legature di pregio: 9 risalgono ai secoli XV-XVI, 25 al secolo XVII, 58 al secolo XVIII, 17 del secolo XIX. Come ha rilevato Piccarda Quilici, le legature dell’Ottocento sono quasi esclusivamente italiane, il che sta a significare che gli acquisti, rivolti spesso in campo europeo da mons. de Leo, si sono poi orientati essenzialmente al mercato nazionale e più propriamente centromeridionale. Fra le legature d’Oltralpe vi sono testimonianze della produzione olandese del XVII-XVIII secolo; fiamminga con una legatura dell’officina di Anversa del Plantin, forse del 1607; tedesca, in pelle di scrofa impressa a secco, con decorazioni a rullo, di argomento biblico o mitologico fra cui è da segnalare quella, forse eseguita a Praga, sul finire del XVI secolo; francese, di Lione e Parigi. Fra le legature pugliesi del Settecento ve ne sono di orientaleggianti secondo la moda allora imperante delle persianerie e delle indianerie.
• Le donazioni
Dalla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso si sono susseguite importanti donazioni a favore della Biblioteca De Leo: il senatore Vitantonio Perrino, Cosimo Di Nunzio, mons. Giacomo Perrino di Brindisi, famiglia Tanzarella-Panese di Ostuni, Marangio, Panico-Sarcinella, Ruggiero, Titi, Passante, Briamo, Braccio e Peveri di Brindisi, Argentina, Teofilato e Palumbo di Francavilla Fontana, Alfieri di Latiano, Andriani di Roma, Borraro e Cocchinone di Salerno, Stano-Stampacchia e Forastiere di Lecce, del dottore dell’Ambrosiana Carlo Marcora ed infine, solo in ordine cronologico, dell’on. Carlo Scarascia Mugnozza.
questo è tutto quello che so del fondo annibale de leo... ho provato anche ad associare la storia del fondo alle famiglie che hanno contribuito ad far aumentare i libri all'interno della biblioteca....