Strana acquisizione titolo primogenita femmina

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Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda GiusyL » domenica 1 luglio 2012, 17:50

Gentilissimi buonasera,
forse il troppo caldo, ma comincio a dare i numeri.
Chiedo Vostra gentile opinione, e al fine di evitare stupidi errori, vista la mia poca dimestichezza in materia, metto all'attenzione l'esempio pratico di ciò che è il mio quesito:
Siamo in Sicilia verso la fine del 1500.
Giovanni e Angela (sposi) sono baroni del feudo di Pullicarini.
Hanno due figli - primogenita Maria e secondogenito Antonio.
Per donazione della madre Angela, il feudo e suoi marcati, passano a Maria primogenita - e al secondogenito Antonio NULLA.
Mi chiedo: quali possone essere stati i motivi che spinsero i genitori a donare il feudo alla primogenita femmina e NON al maschio ???
Inoltre: il secondogenito Antonio, vista la nobiltà dei genitori, poteva fregiarsi del titolo N.H. dei baroni di Pullicarini ???
Grazie mille a chi mi vorrà dare lumi.
Giusy
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 1 luglio 2012, 20:25

GiusyL ha scritto: (...)
Hanno due figli - primogenita Maria e secondogenito Antonio.
Per donazione della madre Angela, il feudo e suoi marcati, passano a Maria primogenita - e al secondogenito Antonio NULLA.
Mi chiedo: quali possone essere stati i motivi che spinsero i genitori a donare il feudo alla primogenita femmina e NON al maschio ???
Inoltre: il secondogenito Antonio, vista la nobiltà dei genitori, poteva fregiarsi del titolo N.H. dei baroni di Pullicarini ???
Grazie mille a chi mi vorrà dare lumi.
Giusy

Non entrando in merito alla singola famiglia citata
Antonio ,forse caduto in disgrazia o non ritenuto idoneo alla responsabilità baronale, sarà stato messo da parte.

Ad Antonio spettava comunque il trattammento di Nobile dei Baroni. ( N.H. ovvero Nobil Homo, nel XVI Sec. in Sicilia non era in uso , N.H. in quanto dal XVIII Secolo era proprio dei Patrizi Veneti).
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda Delehaye » domenica 1 luglio 2012, 22:20

FALANGA

"Famiglia nobile di Castrogiovanni; ed il Minutoli le da per ceppo un Melchiorre Falanga. Commendansi Bartolomeo castellano di Castrogiovanni e Noto 1454; altro Melchiorre castellano, segreto e capitano di Castrogiovanni 1552; ed un Giantommaso, barone di Pullicarini.
Arma: d'azzurro, con un castello merlato d'oro, aperto e finestrato del campo; sinistrato da un leone d'oro.
Corona di barone."

"Antica,nobile e illustre famiglia di Castrogiovanni, riportata dalle tradizionali fonti bibliografiche conservate negli archivi d’Araldis che comprovano come tale famiglia, con le loro cariche, titoli e azioni, abbia lasciato traccia di se nel tempo. Il fatto che del ceppo Falanga sia nota l’origine, indicata dai testi in Sicilia, rivela come si sia sentita l’esigenza di legarsi ad una datazione dell’origine storica, al fine di perpetuare il fasto, le gesta ed il valore di tale famiglia, confermando come ci si trovi di fronte ad un casato che seppe legittimamente innalzare per diritto la propria arme.
Lo storico Minutoli da per ceppo alla dinastia Falanga un Melchiorre che ha dato alla luce un Bartolomeo castellano di Noto e Castrogiovanni (1454), avo di altro Melchiorre castellano, segreto e capitano di giustizia di detta città (1552). A quest’ultimo, con giuramento avvenuto a Messina il 7 Agosto 1558, fu concesso da Agata la Cappera, per donazione agli atti di Not. Mariano la Perna di Castrogiovanni (4 Agosto 1578), il feudo di Scarpello situato in Val di Noto, territorio di Lentini, che apparteneva per antico possesso a Blasco Alagona. Di tale investitura si accenna nei documenti storici che Giovanni Paolo la Cappera, quale marito di detta Agata, prese possesso del feudo agli atti di Not. Giacomo Meli di Lentini il 29 maggio 1552. Melchiorre da Castrogiovanni ebbe un figlio, Giovanni Tommaso Barone di Scarpello e successivamente I Barone di Pollicarini, che contrasse matrimonio nel 1581 con Angela Milano Baronessa di Pollicarini. Tale feudo fu donato ad Angela Milano in Falanga dal Magnifico Nicolò, suo fratello, investendosi il 7 Febbraio 1583. Da quest’unione nacque Maurizia o Maria Falanga che si investì del feudo di Pollicarini e suoi marcati il 18 Marzo 1586, per donazione fattele dalla madre Angela. Si reinvestì nel territorio di Lentini il 24 Marzo 1601 per la morte di Filippo II e successione di Filippo III. Qualche mese dopo, il 26 Giugno 1601 nel territorio di Lentini, si investì del feudo di Scarpello quale erede universale del fu Melchiorre Falanga di lei avo paterno, in vigore di testamento agli atti di Not. Giovanni Domenico Variano (23 Luglio 1587). Questa contrasse matrimonio, portando detti feudi secondo le procedure di investitura del Regno, con Massimiano Petruso figlio ultrogenito di Giacomo, Barone di Bombetta da Castrogiovanni (1591). Da tale unione nasce Giovanni Tommaso e Francesco Petruso, che s’investì quale figlio primogenito degli spettanti titoli, il 26 Gennaio 1622 per la morte della madre Maria Falanga in Petruso e per il passaggio della corona da Filippo III a Filippo IV. Con Maria Falanga la stirpe di tale famiglia sembra cadere in un oblio ingiustificato, ma lasciando dietro di se sino ad oggi un’arme elevata al rango di Baroni".

Fonti prese da: "Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia"- San Martino De Spucches -vol. VI pag.50;
Fonti private famiglia Falanga da Messina.
da: http://www.famiglia-nobile.com/links.asp?CatId=637

Immagine
Ultima modifica di Delehaye il domenica 1 luglio 2012, 22:33, modificato 1 volta in totale.
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda Delehaye » domenica 1 luglio 2012, 22:22

FALANGA di Castrogiovanni

Titoli: barone di Castrogiovanni, Pullicarini e Scarpello, marchese della Rocca e Sperlinga

Dimora: Castrogiovanni, Noto, Messina

Famiglia originaria di Castrogiovanni la cui casata può vantare la "nobiltà di razza" ossia quel rango di cui non si conosce la data esatta della sua comparsa. Si da per capostipite un JOACCHINO Falanga. Nel 1432 si hanno notizie certe con MELCHIORRE nobile di Castrogiovanni. Il figlio BARTOLOMEO fu castellano di Castrogiovanni e Noto nel 1454. Dominus SIGNORELLO dottore in legge e “il magnifico” MELCHIORRE primo barone di Scarpello nel 1578, castellano, segreto e capitano di giustizia di Enna 1552, procuratore del collegio di S. Francesco di Assisi di Castrogiovanni. GIOVAN TOMMASO barone di Scarpello e primo barone di Pollicarini. MICHELANGELO barone di Scarpello e tesoriere del monastero della Repentite di Enna. GIOVANNI, barone di Scarpello, cavaliere dell'ordine Gerosolimitano di Enna, capitano di giustizia di detta città nel 1680. GIOVAN ANTONIO, barone di Scarpello, marchese di Sperlinga. GIUSEPPE procuratore Helarianis di Messina e con i titoli di marchese di Sperlinga, barone di Scarpello, proconservatore e giurato nobile di Enna nel 1724, gran ufficiale dell'ordine Gerosolimitano di detta città. GIOVAN MICHELE investito dei feudi di Sperlinga e Scarpello, signore di Enna e Noto, rappresentante e ambasciatore della consulta Araldis, giudice proconservatore di Messina, con lui cominciò l'epoca d'oro della famiglia, sia per le parentele contratte che per i servigi resi al Regno. Il casato attualmente stabilito in Messina (aggiornamento censimento 1778 - Messina ). GIUSEPPE nobile proprietario terriero, marchese di Sperlinga e della Rocca, il figlio MICHELE (1865), unico erede della casata ritenuto “nobile poeta” per le sue opere scrittorie.

Arme: di rosso, al castello merlato d’oro aperto e finestrato nel campo, sinistrato da un leone rampante d’oro.

Immagine

da: http://www.ilportaledelsud.org/cognomi_f1.htm
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda Delehaye » domenica 1 luglio 2012, 22:35

Delehaye ha scritto:FALANGA
Tale feudo fu donato ad Angela Milano in Falanga dal Magnifico Nicolò, suo fratello, investendosi il 7 Febbraio 1583. Da quest’unione nacque Maurizia o Maria Falanga che si investì del feudo di Pollicarini e suoi marcati il 18 Marzo 1586, per donazione fattele dalla madre Angela.


possibile che era una clausola di Nicolò Milano?
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 2 luglio 2012, 8:18

GENS VALERIA ha scritto:
GiusyL ha scritto: (...)
Hanno due figli - primogenita Maria e secondogenito Antonio.
Per donazione della madre Angela, il feudo e suoi marcati, passano a Maria primogenita - e al secondogenito Antonio NULLA.
Mi chiedo: quali possone essere stati i motivi che spinsero i genitori a donare il feudo alla primogenita femmina e NON al maschio ???
Inoltre: il secondogenito Antonio, vista la nobiltà dei genitori, poteva fregiarsi del titolo N.H. dei baroni di Pullicarini ???
Grazie mille a chi mi vorrà dare lumi.
Giusy

Non entrando in merito alla singola famiglia citata Antonio ,forse caduto in disgrazia o non ritenuto idoneo alla responsabilità baronale, sarà stato messo da parte.

Ad Antonio spettava comunque il trattammento di Nobile dei Baroni. ( N.H. ovvero Nobil Homo, nel XVI Sec. in Sicilia non era in uso , N.H. in quanto dal XVIII Secolo era proprio dei Patrizi Veneti).



Dimenticavo una possibile spiegazione :
l'ingresso di Antonio in un ordine religioso.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda GiusyL » mercoledì 4 luglio 2012, 11:42

Grazie a tutti delle utili risposte.
Escludo l'ingresso di Antonio in ordine religioso, poichè mi risulta che esistano eredi diretti di questo.
Certamente la motivazione è che lo stesso Antonio, non sia stato ritenuto idoneo al conferimento del titolo - mi sapreste indicare i motivi più comuni di eventuale decisione nell'escluderlo dal titolo/feudo.
Mille grazie ancora.
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda Delehaye » venerdì 6 luglio 2012, 21:44

"La perdita del feudo
Quando nel feudo si verificava la mancanza di successibili secondo l’atto di concessione, il feudo ritornava alla corona.
Il feudo si perdeva anche per fellonia, cioè delitti del feudatario verso il signore, o delitto comune, nel quale era compreso l’ingiusto trattamento dei sudditi.
Nell’antico diritto feudale la nobiltà si perdeva qualora il feudatario si fosse dedicato al commercio e non alle armi. Successivamente, quando i traffici ed i commerci si svilupparono ed il mestiere delle armi decadde, e i commercianti con le loro ricchezze poterono procurarsi un titolo, l’alto commercio e la tenuta di un banco o del cambio non furono più reputati causa di perdita della nobiltà (7) . L’esercizio delle arti meccaniche era causa di perdita temporanea della nobiltà per colui che le esercitava, ma non la perdevano i successibili. Ma ciò non era uniforme per tutti gli stati. Anche per alcune professioni liberali, quali la chirurgia, la farmacia, il notariato, si discusse se l’esercizio di esse avesse fatto perdere la nobiltà, ed alcune leggi napoletane stabilirono che esse fossero incompatibili con la dignità di nobili.
Nella dottrina comune si ritenne che il feudo non potesse perdersi per prescrizione, né acquistarsi per usucapione, per cui il lungo possesso di un titolo o di un feudo costituiva soltanto una presunzione che ci fosse stata la relativa concessione.
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7 - STOLFI, op. cit., pag. 348 e seg.; SALVIOLI, op. cit., pagina 314. - Il commerciante non poteva diventare nobile se non dopo 30 anni dacché aveva cessato dal commerciare. Solo nel XVIII secolo (Lombardia 1760) si tolse questa eccezione pei commercianti all’ingrosso in seta e lana ed a Napoli nel 1757 venne nobilitato chi aveva esercitato da due generazioni siffatto commercio. Ad Ancona con bolla di Papa Urbano VIII del 7 giugno 1644 venne consentito l’esercizio dell’arte della lana e della seta ed il commercio di certe merci senza pregiudizio della nobiltà. La bolla è pubblicata sul Boll. Uff. della Consulta Araldica, 1933, n. 42, pag. 36-37. Colla costituzione 15-3-1671 di Papa Clemente X fu permesso ai nobili dello stato pontificio di esercitare il commercio senza pregiudizio della nobiltà. Il regolamento della nobiltà per le province toscane del 31 luglio 1750 decise che il commercio all’ingrosso, le grandi industrie della seta, della lana e della banca, la medicina, avvocatura, magistratura e le arti belle, scultura, pittura, architettura, non toglievano la nobiltà, ma che degradavano l’esercente e la discendenza sua il vendere al minuto, la chirurgia, la farmacia, il notariato e le professioni meccaniche. A Bologna in base al breve di Pio VII del 26 settembre 1820 qualunque esercizio di arti liberali e di commercio, purché gli esercenti non vendessero in nome proprio, non faceva perdere né acquistare la nobiltà. Erano esclusi dalla nobiltà coloro che personalmente e i loro padri avessero, almeno 30 anni addietro, esercitato un’arte meccanica. Nel Ducato di Milano per parere della Consulta al Senato del 1662 la condotta delle imposte camerali non pregiudicava la nobiltà; la prammatica 13 dicembre 1682 di Carlo II di Spagna stabiliva non essere contrario a nobiltà tenere fabbriche di seta, panni, tela, ecc.; la prammatica 28 giugno 1713 dichiarava che la mercatura nobilmente esercitata non si opponeva alla nobiltà richiesta per l’ammissione al Collegio dei nobili giurisperiti; il dispaccio 29 maggio 1760 di Maria Teresa dichiarava che l’esercizio di setifici e di lanifici non derogava a nobiltà."


fonte: Da un sito commerciale ( n.d. Mod. )
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Re: Strana acquisizione titolo primogenita femmina

Messaggioda GiusyL » lunedì 9 luglio 2012, 16:28

Grazie anche al gentilissimo Delehaye.
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