Questa discussione sta diventando interessante.
Allora...personalmente quoto tillius l'unica via è archivio, archivio ed ancora archivio. La foto non dà modo di capire che stemma è, in nessuna maniera. Inoltre non è detto che la famiglia che ha portato/donato il quadro alla Chiesa fosse stanziale in Modica. E poi perchè proprio una famiglia? Non potrebbe essere stato un qualsiasi canonico? Ricordo, potrà sembrare strano, la mobilità all'epoca era piuttosto alta.
La tela è dunque nel secondo altare a destra, bene, ma questo altare/cappella era di beneficio per qualche famiglia o confraternita? Nello stesso si ritrovano sepolcri? (nella cappella non nel dipinto). In chiesa vi sono sepolture con qualche stemma o con nomi? (insisto su questo punto potrebbe essere importante)
Paladini: nel 1604 lavora per la tela "Madonna dell'Itria" a Caltagirone, 1605 "Martirio di Sant'Agata" a Catania, 1612-13 ciclo di pitture in Enna, 1610 San Francesco Stigmatizzato per i Cappuccini di Messina...insome si muoveva moltissimo ed ovviamente i Branciforte non erano gli unici committenti ma solo dei protettori. Il Paladini mantenne contatti con mercanti e banchieri fiorentini trapiantati in Sicilia, lavorò per i Domenicani, i Cappuccini ed i Benedettini in varie parti dell'isola, e mantenne strettissimi rapporti con l'Ordine di Malta.
Ecco il link che mi "Asinovolante" ha gentilmente postato in risposta ad un mio post:
http://www.lasiciliainrete.it/RAGUSA/CO ... iorgio.htm "Sotto l’altare, una cripta, murata all’epoca della costruzione del pavimento in marmo (1878), custodiva i corpi di molti illustri modicani, fra cui - si dice - lo stesso Manfredi I Chiaramonte e Tommaso Campailla. Nel transetto, a destra, il sepolcro di fra’ Francesco Lorefice (morto nel 1671), cavaliere dell’ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, poi divenuto Sovrano Ordine Militare di Malta; a sinistra, quello di Tommaso Rosso, morto nel 1656."Al Museo di Palazzo Bellomo in Siracusa sono conservati due taccuini di disegni preparatori per alcune opere tra cui il ritratto di Donna Giovanna d'Austria e Branciforte.
E siamo sempre lì, archivio, archivio, archivio....prima magari quello diocesano consultando il fondo capitolo della cattedrale, vedendo se vi sono invetari composti dai parrocci etc. ma soprattutto Archivio di Stato e Notai. Aggiungo non è detto che l'atto di committenza sia stato rogato in Modica ma magari anche fuori. Infine mi domando; conoscendosi la parternità del ritratto ed essendo stato fatta una mostra è mai che nessuno abbia notato quello stemma e, di conseguenza, non si sia posto delle domande?? Non è stata fatta una scheda, dei raffronti con altre opere? Ed ancora il testamento di Filippo Paldini non si è mai trovato? (Pare che sia morto in Palermo nel 1616 circa..), forse prima di archivio, archvio ed ancora archivio è meglio biblioteca, biblioteca, biblioteca

Un caro saluto!!