Successione femminile

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Successione femminile

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 13 aprile 2012, 17:48

Sarebbe interessante conoscere meglio questo istituto. Secondo il Barbolani di Montauto era legato alla proprietà feudale e quindi superato e da sopprimere dopo la scomparsa della realtà che lo giustificava; ma si sarebbe dovuto procedere diversamente e non, secondo lui ed altri, incostituzionalmente. In Italia sicuramente presente nel Napolitano, in Sicilia e...? Chi ne sa qualcosa di più?
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Re: Successione femminile

Messaggioda contegufo » venerdì 13 aprile 2012, 20:11

Salve

la materia è articolata e "infestata" e pure di difficile discussione, riporto quindi un link per meglio aggiornarsi sulla faccenda:

http://www.araldicaduesicilie.eu/index. ... &Itemid=31

Aggiungo che fra i titoli cosiddetti Umbertini trovo qualcosa del genere: 12 luglio 1982 - da PRATO Conte Aldo, concessione trasmissib Conte alla figlia Ilaria Michela sposata con Roberto IPPOLITI e poi (mpr)

Saluti
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Re: Successione femminile

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 aprile 2012, 11:37

fabrizio guinzio ha scritto:Sarebbe interessante conoscere meglio questo istituto. Secondo il Barbolani di Montauto era legato alla proprietà feudale e quindi superato e da sopprimere dopo la scomparsa della realtà che lo giustificava; ma si sarebbe dovuto procedere diversamente e non, secondo lui ed altri, incostituzionalmente. In Italia sicuramente presente nel Napolitano, in Sicilia e...? Chi ne sa qualcosa di più?


Più che un istituto , in altre zone d'Italia non influenzate dalla legge salica dei Franchi,Venezia , Sardegna ( oltre a Puglia , Calabria, Basilicata, Sicilia) nei Secoli IX , X , XI era una consuetudine di ripiego in assenza di eredi maschili, ritenuta valida dall'impalcatura legislativa bizantina.
Attraverso la famiglia si trasmettevano ricchezza, posizione ed eventuale prestigio sociale, tradizione di partecipazione alla vita pubblica e a quella politica, in altre parole un’aspettativa di affermazione per i discendenti, che spetta ai singoli, certo, realizzare di volta in volta .
A differente da quella di concezione franco-imperiale, la nobiltà ereditaria che si stava formando nelle società sotto l'influenza culturale e legale bizantina era di due tipi :
una di fatto determinata dal possesso di latifondi ,
l’altra derivante dall’esercizio delle cariche pubbliche o dallo svolgimento di incarichi di corte, contemporaneamente legate ad un concetto di famiglia dalla quale si discendeva sia per via maschile sia femminile.

“ La nobiltà della provincia imperiale bizantina della Venezia altomedievale era associata alla ricchezza terriera e alla presenza negli uffici, tra il Secolo X ed il XI il concetto di nobiltà ereditaria si andava formando e consolidando”.
( H. Ahrweiller , in "Bureaucracy in Traditional Society" )

Nello stesso periodo non si era ancora diffuso, sia in Oriente che in Occidente, il sistema di trasmissione del nome secondo la linea paterna:

”Ciò che noi chiamiamo “cognome” poteva provenire o dal padre o dalla madre, o persino dalla nonna secondo la linea materna (…) inoltre gruppi di individui apparentai da un unico nome di famiglia rimanevano comunque in relazione reciproca anche se non formavano un lignaggio patrilineare: in questo caso i loro legami erano bilaterali ( e cioè patrilineari e matrilineari), e la loro separazione di cognati e agnati non era nettamente tracciata. Nella coscienza sociale bizantina del XI e XII Secolo il concetto di “genos” ( stirpe, lignaggio ) era applicato ad essi non meno di quello di famiglia patrilineare.
Salvo rare eccezioni possiamo a buon diritto considerare gli individui che portano lo stesso nome di famiglia come appartenenti ad un lignaggio, comprendenti cognati ed agnati."

( Da Alexander P. Kazhdan e Silvia Ronchey, “L’aristocrazia bizantina )

Con il Secolo XIII ma soprattutto XIV a Venezia fu sviluppata una severissima legislazione nobiliare di successione strettamente maschile.
Ultima modifica di GENS VALERIA il domenica 15 aprile 2012, 10:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Successione femminile

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 14 aprile 2012, 14:46

Quindi, carissimo Sergio, una conseguenza a Venezia del passaggio dal greco San Teodoro(divenuto copatrono) al romano San Marco(Repubblica di San Marco), dal genos al ritorno in auge della gens. L'abrogazione in Italia è avvenuta con il Regio Decreto 16.8.1926 n.1489 e successive varianti e rettificazioni del Regio Decreto 16.6.1927 n. 1091, ma il Montauto pur approvandone la sostanza ci rammenta che le norme in oggetto per quanto concerne la forma dovevano essere prese con Legge espressamente derogante al dettato dell'articolo 79 dello Statuto e non con Decreto. Vi fu un conflitto in merito fra la Corona e la Magistratura ed il Consiglio di Stato diede ragione al Re(sbagliando, afferma il Montauto). Carissimo Contegufo, occhio amico mio il potere di sanatoria, oltre a quello di nuovi conferimenti, era prerogativa(in passato, prima della recente Unità politica, oltre agli Stati italiani preunitari potevano anche Comuni nobili e Feudatari) del Re d'Italia, titolo risalente al V secolo dopo Cristo(Giulio Nepote Cesare Augusto). Penso che solo esempi concreti potrebbero farci(perlomeno farmi!) comprendere tale tipologia di successioni senza confonderle con la nobiltà cosiddetta uterina ed il potere di sanatoria da fons honorum in assenza di eredi diretti. Un'ultima considerazione: un legale mi ha detto che per la Disposizione costituzionale relativa ai Savoia(esilio per soli maschi) sono stati soppressi solo gli effetti, non la Norma. Per la nostra attuale Costituzione le femmine Savoia ed i loro figli non sono eredi di alcun diritto, non fanno parte degli "avversari" della repubblica(sarebbe incostituzionale). Questo per la famiglia italiana numero uno, quella reale(non - regnante) d'Italia, figuriamoci per le altre casate. Ciao,
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Re: Successione femminile

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 aprile 2012, 22:27

Caro Fabrizio, non ci fu ritorno al passato , a Venezia, bensì l'organizzazione del regime aristocratico , organizzazione che si concluse qualche decennio dopo la Serrata del Maggior Consiglio del 1297, tale impianto, con qualche aggiustamento delle magistrature , rimase pressoché immutato per mezzo millennio.



Un autorevole e buon amico mi ha fatto notare

da http://www.cnicg.net/umberto.asp

una quantità di provvedimenti nobiliari di Umberto di Savoia che riguardano successioni femminili e rinnovazioni di titoli ai discendenti di donne, ultime della loro famiglia, con l’implicita concessione ex novo di nobiltà.

I grandi dubbi :
Successione ex-foemina, sanatoria , provvidenziale coincidenza o fortunato appiglio ?
L'altra metà del cielo ( e della legge salica ) :D

Ciao!


23 novembre1945 - GALEAZZI Enrico Pietro, concessione Conte trasmissibile alla figlia Maria Luisa (mpr) ed in difetto di discendenza ai discendenti del fratello Riccardo Galeazzi Lisi (mpr)
22 maggio 1946 - SACCHI Contessa Vittorina in MARGARUCCI, estensione trasmissibile Conte (mpr) alla figlia Bianca Maria in ITALIANI
24 maggio 1946 - CELLA Franco, concessione Conte e predicato "di Rivara" sul cognome, trasmissibile alla figlia Adriana e da lei (mpr)
25 maggio 1946 - CASTELLANI Aldo Conte di Chisimajo, concessione Marchese trasmissibile alla figlia Jacqualine e da lei (mpr)
24 maggio 1955 - TRAVAGLIO Umberto, concessione Conte di Bossolasco trasmissibile alla figlia primogenita Gabriella (mpr) ed in caso di mancanza discendenza maschile, alla figlia secondogenita Adriana (mpr)
15 settembre 1960- MANFREDI Goffredo, concessione Conte trasmissibile alla figlia primogenita Anna Maria (mpr)
15 settembre1961 - CASTELLANI, Conte di Chisimajo Aldo, Marchese (trasmissibile alla figlia Jacqueline), conferma stemma e motto
21 giugno 1967- MARCHETTI LONGHI Marchese Giuseppe, estensione trasmissibile Marchese, in mancanza di suoi discendenti, al cugino ex matre Carlo SERVENTI LONGHI (mpr)
28 dicembre 1967 - BONORA Francesco, concessione Conte trasmissibile a suo figlio Guglielmo (mpr) e poi alla figlia di Guglielmo, Laura, e quindi (mpr)
18 dicembre 1968 - REISOLI MATTHIEU di Pian Villar Enrico, concessione Conte (mpr) con trasmissibilità alla figlia
18 dicembre 1968 - MELOTTI Franco, concessione Barone (mpr) con trasmissibilità alla nipote Maria Pia Melotti
16 febbraio 1969 - BETTINI PROSPERI Ermanno Nobile di Recanati, concessione Nobile (mf) con trasmissibilità alle figlie Margherita ed Eleonora e alla loro discendenza maschile
3 marzo 1969- TORELLI MASSINI Nobile Lelio, concessione Marchese (mpr) con trasmissibilità alla figlia Maria Elena, coniugata con Camillo FRE'
14 luglio1973 - SAMPAOLI Guido, concessione Nobile (mf) ai discendenti delle figlie Paola, Vittoria e Patrizia
12 maggio1974 - PEZZANA dei Baroni Donna Maria Adelaide, nata dei Marchesi CAPRANICA del GRILLO, Patrizia romana, concessione Marchesa con autorizzazione all'uso di detto titolo di Marchese maritali nomine al marito Nobile Aldo dei Baroni PEZZANA, e poi (mpr)
15 dicembre 1975- GONZALES de ANDIA y TALLEYRAND PERIGORD Don Manuel, rinnovazione del titolo di Duca di Dino (mpr), trasmissibile in difetto di discendenti maschi, alla figlia Maria Luisa, maritata a Don Luis de Villegas y Urzaiz (mpr)
25 giugno 1978 - d'ALBERTIS Conte Vittorio, concessione Conte esteso alla figlia Maria Pia, coniugata con Leopoldo MAZZETTI, e trasmissibile ai due figli Giuseppe Mazzetti d'Albertis (mpr) e Vittorio Mazzetti d'Albertis (mpr)
26 giugno 1978- GINEX Giuseppe, concessione stemma di cittadinanza trasmissibile alla figlia Imperia sposata Luigi MALANGONE
6 dicembre 1978 - ARLOTTA Amalia, figlia di Margherita Tortora Brayda, coniugata con Edoardo COLETTI PERUCCA, concessione Marchese di Gagliati
30 giugno1979 - ACTON Barone Don Ferdinando Principe di Leporano, concessione Conte di Picerno (mpr), Duca di Spezzano trasmissibile alla figlia Donna Maria Eleonora con l'uso maritali nomine al marito Nobile Pier Luigi Taccone dei Marchesi di Sitizano e poi (mpr)
20 settembre1979 - CAPRANICA del GRILLO dei Marchesi Donna Maria Sveva, Patrizia romana, rinnovazione di Marchesa di Santa Cristina di Gubbio trasmissibile al nipote ex sorore e figlio adottivo Don Francesco Maria dei Marchesi PEZZANA Capranica del Grillo e poi (mpr)
2 maggio 1980- von LOBSTEIN barone Franz, concessione Conte, trasmissibile al cugino ex matre Diego VIVARELLI (mpr)
2 maggio1980 - CAPASSO delle Pàstene Torre dei Conti delle Pàstene Donna Beatrice in SCIPLINO, abilitazione a succedere Conte delle Pàstene (mpr), e CAPASSO delle Pàstene Torre dei Conti delle Pàstene Donna Clementella in PRETE, abilitazione a succedere Conte di Caprara, ed entrambe a trasmettere il trattamento di Don e l'uso del titolo maritali nomine, nonche trasmissibile per linea primogeniale femminile "una tantum"; il tutto in difetto di discendenza del Conte Don Vincenzo CAPASSO
24 maggio1980 - di LEVETZOW LANTIERI Barone Carlo Ermanno, concessione Conte esteso alle figlie Carolina e Clementina e da esse (mpr), nonché l'uso dei predicati Barone di Shonhaus, Signore di Rifembergo, Vipacco e Panmkirchenthurm
16 febbraio1982 - AFAN de RIVERA COSTAGUTI Marchese Achille Belloso e ai fratelli Francesco e Ferdinando, Reale Assenso per la successione ai discendenti di Donna Maria Costaguti e Pietro Afan de Rivera di: Marchese di Sipicciano (mpr), Marchese di Roccalvecce (mpr), Marchese di Sant'Angeìo (m), Conte Palatino (m), trattamento di Don e Donna
27 marzo1982 - CLEMENTI di SAN MICHELE Contessa Elena, concessione che la figlia Carla, maritata a Pietro CAZZOLA HOFMANN succeda nel titolo di Conte di San Michele (mpr) con uso al marito maritali nomine
12 luglio1982 - da PRATO Conte Aldo, concessione trasmissib Conte alla figlia Ilaria Michela sposata con Roberto IPPOLITI e poi (mpr)
15 ottobre 1982- COLONNELLO BERTINI FRASSONI Roberto, nipote ex matre del Conte Raoul Bertini Frassoni e da lui adottato, rinnovazione Conte (mpr)
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Re: Successione femminile

Messaggioda contegufo » domenica 15 aprile 2012, 21:11

Salve

Quanto abbiamo notato è una realtà tangibile susseguente alla caduta della monarchia e una considerazione che non sfugge all'attenzione del fons honorum ovvero la nobiltà sta finendo con lo spegnersi delle antiche famiglie.
L'operazione di sua Maestà Umberto II credo che fosse il frutto di quanto predetto in un tentativo disperato di salvare il salvabile ovvero rinnovando per via femminile quanto per via maschile era destinato alla conclusione.
In fondo il ragionamento sarebbe pure corretto in mancanza di nuovi titolati nonostante che l'idea di base non fosse propria delle latitudini piemontesi........

Saluti
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Re: Successione femminile

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 8 giugno 2012, 15:24

Carissimi, errata corrige da parte mia! Successione femminile feudale è il titolo corretto per il topic. Dal Palazzolo Drago: "s.s. successibilità siciliana, cioè che la figlia femmina succede al titolo, quando il possessore di esso non ebbe figli maschi". Trattando di cose siciliane, purtroppo nulla dice della comunque citata successibilità napolitana. In un collegamanto indicato da contegufo, si parla di usarle in ambito Italia meridionale, ritengo per le case che non sono state oggetto di provvedimenti dello Stato del Regno d'Italia. Lo Jocteau(un grazie a Sergio per avercelo segnalato) dice trattarsi di una normativa(legislazione, costumanza etc.) anomala, abrogata perchè non accolta nel resto d'Europa. Il medesimo autore afferma che era una simpatica usanza dei Savoia nobilitare i borghesi che sposavano delle nobili, ma che era necessario un atto ad hoc. Una domanda pratica, non teorica; nulla di male se associazioni private locali usino come privato regolamento gli ex - diritti nobiliari del nostro incantevole Mezzodì, ma appunto mi domando: come? Un esempio: mettiamo che i Pignatelli di Cerchiara non abbiano provveduto a farsi riconoscere il titolo di principe di Cerchiara maschio primogenito ed il nobile dei principi maschi/femmine, la primogenita(tutte figlie femmine) del primogenito sposa Strabotti - Bon, il figlio primogenito viene iscritto alla privata associazione come Strabotti - Bon di Cerchiara. Ma poi? All'anagrafe il di Cerchiara(non predicato nobiliare ma secondo cognome, poichè(abbiamo ipotizzato) non riconosciuto durante la Monarchia) permane diritto dei soli Pignatelli, quelli da sempre noti con quel toponimo, cosa cambia?
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Re: Successione femminile

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 8 giugno 2012, 16:16

fabrizio guinzio ha scritto:(...) Un esempio: mettiamo che i Pignatelli di Cerchiara non abbiano provveduto a farsi riconoscere il titolo di principe di Cerchiara maschio primogenito ed il nobile dei principi maschi/femmine, la primogenita(tutte figlie femmine) del primogenito sposa Strabotti - Bon, il figlio primogenito viene iscritto alla privata associazione come Strabotti - Bon di Cerchiara.

Ma poi? All'anagrafe il di Cerchiara(non predicato nobiliare ma secondo cognome, poichè(abbiamo ipotizzato) non riconosciuto durante la Monarchia) permane diritto dei soli Pignatelli, quelli da sempre noti con quel toponimo, cosa cambia?


Siamo nel campo delle ipotesi , campo minato nell'inesistente diritto nobiliare italiano contemporaneo.

Volendo considerare il titolo nobiliare nella privata sfera storica e morale ( unico approccio serio e scientifico) il mio personale pensiero è che sia più onesto ed opportuno applicare le leggi di successione nobiliare in vigore nel luogo e nel tempo nel quale il titolo fu concesso .

In questo caso, suppongo che all'epoca della concessione del titolo al quale ti riferivi, senza entrare in merito alle singole famiglie, in caso di mancanza di discendenza maschile, vigesse la successione femminile.
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Re: Successione femminile

Messaggioda Andrea Molle » venerdì 8 giugno 2012, 17:10

Mi unisco al dibattito con una provocazione. Visto il carattere storico e morale della materia. Sarebbe possibile, lecito, in assenza di un pertinente quadro legale l'ipotesi di una successione decisa dalla famiglia stessa? Per esempio 'lasciare' il titolo alla storica di famiglia, al figlio piu' amato, al nipote piu' di successo?
Mi riferisco naturalmente al caso ideale in cui si abbia accordo pieno nella famiglia e tale decisione sia accettata all'esterno.

cordialmente,
Andrea
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Re: Successione femminile

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 8 giugno 2012, 21:04

Carissimo Andrea no, totalmente impossibile. Anche da parte di private associazioni sociali e come privati regolamenti ci si attiene in primis al diritto nobiliare nazionale italiano ed in secundis eventualmente a quelli italiani pre - unitari. Secondo una specifica casistica connessa al tipo di status storico e quant'altro. Gli eventuali predicati dei titoli nobiliari fanno parte dei cognomi in base alla vigente legislazione repubblicana. Per quello numero uno, d'Italia e relativa ex - corona reale, la nostra Costituzione recita a tutt'oggi:"... discendenti maschi..."; norma con effetti sospesi ma tuttora in vigore. Se sposando una Savoia d'Italia la prole non acquisisce costituzionalmente alcun diritto come pensare che sposando una Pignatelli una Caracciolo una...etc., anche se figlia di primogenito titolare, si acquisisca un titolo(privatamente) ed un predicato(pubblicamente, all'anagrafe)? E' questo che mi domando! Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il venerdì 15 giugno 2012, 21:41, modificato 1 volta in totale.
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Re: Successione femminile

Messaggioda Andrea Molle » domenica 10 giugno 2012, 5:24

Caro Fabrizio, La ringrazio per la risposta.
Aggiungo che se comprendo le ragioni legali e di prudenza tuttavia ritengo che il diritto -sebbene non debba seguire gli 'umori del popolo'- dovrebbe piegarsi e modificarsi alle ragioni della storia e del buon senso. Nel caso estremo di un'ipotesi di estinzione di una famiglia o anche del suo ricordo e dignita' non trovo disdicevole che in mancanza di fons honorum (vuoto legislativo e assenza di autorita') sia la stessa a decidere del proprio destino in base al principio che cio' che non viene espressamente vietato dall'ordinamento giuridico e' logicamente concesso. Fatti salvi limiti alle aggiunte anagrafiche, per le quali l'eventuale domanda puo' essere respinta o accolta dallo Stato in funzione anche della conservazione di un nome storico, e in assenza di prerogative di diritto nobiliare non vedo ragioni per negare in linea teorica questa possibilita' alle singole famiglie. Si tratta in buona sostanza di proteggere un patrimonio e dovrebbe essere permesso di salvaguardarlo in qualche modo.
AM
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Re: Successione femminile

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 12 giugno 2012, 13:13

Carissimi, il titolo del post è completamente sbagliato(mea culpa)! Le successibilità siciliana e napolitana(feudale, femminile) non avvenivano in totale assenza di eredi maschi, gli ultrogeniti ed i loro figli erano esclusi se il maschio primogenito aveva solo figlie femmine il titolo passava al marito della figlia primogenita ed al loro maschio primogenito(se ho capito bene, altrimenti correggetemi!). Dovrebbe essere questa la vexata quaestio. Per il resto sono sostanzialmente d'accordo con te, Andrea(con l'esclusione di decisioni di singoli privati, totalmente estranee all'ambito nobiliare e ovunque giuridicamente vietate o socialmente non accettate) e con Sergio. Se il Regno delle Due Sicilie dopo il 1848 fosse rimasto uno Stato costituzionale come quello di Sardegna nel mutato contesto sociale i Borbone avrebbero dovuto prendere provvedimenti in merito. Perchè? Lo Jocteau segnala che all'anno 1926 oltre metà dei titoli nobiliari di area duosiciliana(di elevatissimo livello e con predicati su amene località dell'Italia meridionale), a parte poche eccezioni, erano passati a casati borghesi. Ne sorsero proteste da parte dei magna nomina(le grandi famiglie) contro i "parvenù" e conseguentemente la legislazione, correttiva, di quell'anno. Se è passato un sufficiente lasso di tempo non sarebbe possibile conoscere il numero ed i cognomi delle famiglie a cui è stato tolto il titolo/predicato per restituirlo ai casati originari?
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