Salve a tutti! Sono nuovo del forum. Volevo sottoporvi una questione che sto analizzando in questo periodo. Ho per le mani un sigillo su ceralacca rossa, posto su un reliquiario a medaglione, databile genericamente al XIX secolo, anche se alcuni elementi me lo fanno collocare tra l'immediata fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo. Eccone una foto:
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http://imageshack.us/photo/my-images/834/img07802.jpg/[/img]
Il dubbio è: sigillo prelatizio o episcopale? E a chi apparteneva?
Si tratta di un sigillo ovale (imensioni: 18 x 14 mm). Tipologia: sigillo araldico, essendovi presente in posizione subcentrale uno stemma.
DESCRIZIONE DELLO STEMMA:
1) campo di rosso (smalto indicato dalle linee verticali, parallele tra loro) alla torre (con porta aperta basale e poco sopra due finestre aperte in posizione simmetrica tra loro), torricellata di tre pezzi di cui quello mediano leggermente più alto;
2) al capo d’oro (smalto riconoscibile da alcuni puntini leggermente in rilievo sparsi qua e là, meglio visibili sul lato sinistro dello stemma) caricato da un’aquila monocipite uscente (forse “rivoltata”, perché sembra intravedersi il becco rivolto verso il lato sinistro dello scudo, anziché il destro come al solito; inoltre si nota una leggera curvatura del collo dell’aquila con la convessità rivolta pure verso il lato sinistro);
3) aquila coronata (la corona sarebbe identificabile nei tre piccoli tubercoli complanari situati poco più su della testa dell’aquila, nel punto il cui il profilo dello scudo gotico forma una punta; in tal caso la corona sarebbe tricuspidata, simbolo di dignità marchionale) .
Lo stemma così connotato corrisponde a quello della famiglia GIUSTINIANI, di cui riporto la blasonatura-tipo: di rosso alla torre esagonale, torricellata di tre pezzi, quello di mezzo più alto, il tutto d’argento, merlato alla guelfa; al capo d’oro, caricato da un’aquila di nero, uscente, coronata dello stesso. Aggiungo una foto:
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http://img607.imageshack.us/img607/4360/giustinianistemma.jpg[/img]
SEGNI DI DIGNITA' ECCLESIASTICA: del tutto privi di simboli indicanti il colore degli smalti. Si riconoscono:
1) al di sopra dello scudo il cappello prelatizio;
2) il cappello è trapassato da due cordoni pendenti (si notano i fiocchi di ancoraggio che sporgono dalle due estremità del cappello) che nel tratto iniziale di ciascuno di essi, poco sotto il cappello, si avvolgono a formare un “nodo d’amore” (o “nodo Savoia”);
3) i cordoni si sviluppano in due rami principali posti alla sinistra e alla destra dello stemma; dai rami principali si dipartono rami secondari terminati da fiocchi o nappe;
4) per ciascun ramo di cordone vi sono 6 fiocchi, per un totale di 12 nappe, ripartiti secondo l’ordine 1-2-3, di cui la nappa centrale del terzo ordine è alquanto ribassata.
A giudicare dalla tipologia dei segni di dignità ecclesiastica sembrerebbe trattarsi di un sigillo vescovile, ma l’assenza di simboli per gli smalti degli elementi di base della dignità episcopale (cappello, cordoni e 12 nappe verdi) e di simboli/oggetti specifici per la dignità episcopale (croce, pastorale, mitria di solito posti uscenti dallo stemma), disorientano nell’interpretazione. Proprio l’assenza di questi simboli/oggetti episcopali farebbe supporre che si tratti di un sigillo di ecclesiastico di grado inferiore al vescovo e per il quale non era previsto l’uso di simboli/oggetti specifici, es.: prelato della Curia romana (cappello, cordone e 12 nappe neri), prelato domestico di Sua Santità (cappello, cordone e 12 nappe paonazzi), protonotario apostolico (lo stesso).
La cautela nell’attribuzione del tipo di dignità ecclesiastica è confermata dal Bascapè nella sua opera classica "Sigillografia", a proposito dei sigilli ecclesiastici privi di simboli denotanti il colore degli smalti.
Tuttavia, aggiungo, che a volte la dignità episcopale non era identificata dai simboli/oggetti bensì da un preciso richiamo nella legenda o motto del sigillo. In questo caso, al di sopra del cappello, sulla bordura superiore esterna del sigillo, sembrano intravedersi delle lettere di forma tondeggiante, forse il motto (una parte o tutto) adottato dall’utilizzatore del sigillo e nel quale poteva forse leggersi un richiamo alla dignità. L’estremità inferiore del sigillo sembra incompleta perché non ha fatto presa la matrice durante l’impressione.
Mi piacerebbe avere un vostro parere. Grazie!