Caro Stefano,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare di Vittorio Spreti.
POLITIArma :
D'argento a due fasce, la superiore di rosso, l'inferiore di verde.
Dimora : Roma, Bologna, Loreto, Recanati, Firenze, Torino

Nobile famiglia di Recanati, ma oriunda da San Gemignano in quel di Siena. Riconosce per suo capostipite SALVONE (1168-1249), che fu crociato a Gerusalemme con l'imperatore Federico II.
Gran capitano, ebbe il comando supremo delle truppe a Ioppe e morì da prode sul campo di battaglia.
MARZIO, suo figlio, visse dal 1198 al 1251 ; anche egli guerreggiò in Palestina e tornato in Italia fissò la sua dimora in Recanati. Per questo Comune fu inviato ambasciatore all'imperatore Federico II onde ringraziarlo della concessione della spiaggia e del porto, e l'imperatore, ricordando la fedeltà e le prodezze di Salvone, suo padre, conferì a lui e a tutti i suoi discendenti il
titolo di conte palatino imperiale col predicato di
Nussignano o
Massignano (AP).
Il diploma imperiale dato da Cremona 7 settembre 1249, conservasi presso il principe Antici Mattei di Roma, giacchè è unico per la concessione del titolo di conte palatino di Castel S. Pietro agli Antici e di conte palatino di Nussignano ai Politi.
POLITO, di Marzio, (1238-1295), fu inviato dal Parlamento della Provincia Picena come legato, insieme ad altri 16, a Nazaret e a Terzatto, onde raccogliere documenti sulla traslazione della S. Casa di Loreto avvenuta il 10 dicembre 1294.
CLEMENTE, di Polito (1278), fu I.V.D. e consigliere di Carlo IV imperatore. Scrisse un'opera di architettura militare.
POLITO, di Clemente (1310), matematico insigne, ingegnere e architetto militare, insegnò nell' Università di Roma, fortificò Loreto, il porto e altri castelli.
CORRADO, di Clemente (1308-1400), insegnò scienze politiche nell' Università di Colonia, fu capitano nel 1330 sotto il re Giovanni di Boemia.
LANCILOTTO, di Polito, fu I.V.D., letterato, canonico a Siena ; morì nel secolo XV.
PIETRUCCIO, di Corrado (1350), riformatore degli Statuti di Recanati.
CORRADO, di Pietruccio (1375), fu influente capo ghibellino.
SALVONE, di Pietruccio, nel 1363 fu podestà di Urbania.
POLITO, di Corrado (1400), fortificò Loreto contro i Turchi.
ANTONIO, di Polito (1415-1475), fu capo della Magistratura, capitano in Loreto nel 1471 e console della Fiera ; comandante nella difesa di Recanati contro i Pisani nel 1462 ; arbitro dei confini tra S. Ginesio e Fermo.
ADRIANO, di Polito (1450), I.V.D., fu commediografo ; traduttore di Tacito ; fece un dizionario toscano.
POLITO, di Antonio, priore nel 1479.
SALVONE, di Polito, fu dittatore nel 1502 ; deputato a riappacificare Fermo, San Ginesio e Sarnano nel 1513 ; capo della Magistratura nel 1494.
TOMMASO, dittatore nel 1501 e capitano del porto nel 1510.
RICCARDO, di Tommaso (1490), insegnò a Padova filosofia, logica e fisica nel 1521.
ALESSANDRO, di Tommaso (1495), unito col magnifico Pandolfo nel governo di Siena nel 1526 ; intercesse dalla beata Margherita Pichi la liberazione di Siena dalle armi di Clemente VII.
AMBROGIO, di Salvone (1460), frate domenicano assai dotto, specialmente in teologia, fu precettore di Giulio III ; intervenne al Concilio di Trento ; fu vescovo e arcivescovo in partibus. Morì ad Empoli nel 1533 quando, chiamato da Giulio III, si recava a Roma per ricevere il cappello cardinalizio.
POLITO, di Pietruccio (1480), capitano in Loreto ; insegnò matematica nell' Accademia di Vienna.
CLEMENTE, di Marzio (1515), fu console della Fiera nel 1544 e dittatore, I.V.D., professore di matematica.
PIETRO, di Clemente (1563-1634), avvocato, cavaliere di Malta.
SALVONE, di Clemente, combattè contro i Turchi in Ungheria nel 1520, fu promosso capitano sul campo di battaglia al posto di Ludovico Confalonieri, caduto da prode ai suoi piedi.
MARZIO, di Clemente (1569-1633), fu vicario generale del cardinale Federico Borromeo e suo suffraganeo, giudice metropolitano nel 1627, vicario generale nella Diocesi di Camerino ed Orvieto nel 1597, vicario del vescovo Rutilio Benzoni in Recanati.
GIUSEPPE, di Pietro (1615), cavaliere di S. Stefano.
GIO. BATTA, di Pietro (1640), dottissimo proposto della Cattedrale di Recanati.
CLEMENTE, di Pietro (1593-1675), canonico e vicario generale di Loreto, e metropolitano di Siena, Benevento e Genova ; fabbricò in Siena la Cappella di S. Francesco con sepolcro gentilizio.
CLEMENTE, di Giuseppe (1643-1722), musico, drammatico, filosofo, teologo e poeta, molto dotto, fu socio di parecchie Accademie.
GIUSEPPE, di Pietro (1673-1730), cavaliere di S. Stefano nel 1704, I.V.D., fu ambasciatore alla regina di Polonia e di Ungheria, vedova di re Giovanni Sobiescki.
FRANCESCO, di Giuseppe (1719-1781), fu cavaliere di S. Stefano nel 1730.
PIETRO, di Giuseppe (1713-1782), fu cavaliere di S. Stefano nel 1730.
CLEMENTE (1722-1792) fu canonico di Santa Maria Maggiore in Roma.
CORRADO, di Giuseppe (1819-1872) dottore in ambo le leggi, capo della Sezione Ornitologica di Perugia, nel 1847 fu uditore nel Consiglio di Stato per le Finanze, nel 1848 volontario contro l' Austria, nel 1849 membro della Costituente Italiana per il collegio elettorale di Recanati.
Dopo la restaurazione fu rinchiuso a S. Palazia in Ancona, ma fuggì e si ricoverò a Tunisi, dove da quel Bey nel 1854 ebbe importanti cariche e fu ingegnere militare e civile.
Nel 1860 fu con Garibaldi ; nel 1861 per decreto reale ebbe il grado di luogotenente colonnello di Stato Maggiore, e poi capo divisione al Ministero della Guerra, capo di Stato Maggiore nella Divisione di Chieti e quindi capo dei Magazzeni Militari.
Ebbe la medaglia commemorativa della Indipendenza d'Italia, fu commendatore dell'Ordine del Merito Civile di Tunisi, cavaliere ufficiale della Corona d'Italia. Morì nel 1872.
GIUSEPPE, di Antonio (1789-1840). Fu cavaliere di S. Stefano, gonfaloniere in Recanati dal 1819 al 1831 e dal 1834 al 1835, ricostruì le mura di Recanati.
Il 27 ottobre 1811 sposò la nobile Lucrezia dei marchesi RICCI di Macerata (1795-1854), da cui ebbe sei figli maschi, che sono i capostipiti degli attuali 6 rami di Casa Politi.
Un ramo, di cui fu il celebre medico, fisico e matematico ANDREA, fiorito nel sec. XVI, fu nobile di Ripatransone ; oggi è estinto.
La famiglia è iscritta nell' Elenco Nob. Uff. Ital. con i titoli di :
- Nobile di Recanati (mf)
- Conte palatino imperiale (m)
Antonio