Napoleone e lo Stato Pontificio

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Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda antonio33 » giovedì 15 marzo 2012, 16:51

Questo argomento riguarda la storia di una famiglia marchigiana. Lo collocherei in Piazza Principale perchè è una richiesta di aiuto non per conoscere la storia familiare, ma per poter individuare storicamente ed esattamente una vicenda, nella speranza di riuscire ad ottenere o qualche indicazione su di un testo che mi spieghi come si siano svolti i fatti, o qualche notizia di natura tecnico storica da parte di qualche dotto forumista.

La fortuna di questa famiglia è legata ad ampi possedimenti, case, palazzi, ex conventi, addirittura vere e proprie chiese, con tutti i terreni pertinenti, di conclamata provenienza ecclesiatica. Famiglia un tempo ricchissima che però, nel secolo scorso, è stata travolta da un repentino tracollo dovuto ad investimenti sbagliati.
Comunque qualcosa, anche se poco, hanno salvato.

Quello che però è insolito è che questa famiglia diviene storicamente nota solo con questi possedimenti. Prima non risulterebbe da nessuna parte, non la si trova, proprio sembrerebbe di umilissime origini. Quindi, a mio modo di intendere ed a quel che si narra in zona, sarebbe tutto partito dalle "confische" di Napoleone, il quale poi, per far cassa, vendette i beni della Chiesa all'asta. Ma, anche se deprezzati perchè venduti all'asta, i beni avranno dovuto necessariamente comportare un pagamento: ecco, mi piacerebbe non dico saper gli importi, ma almeno capire quali siano state le procedure.
Riterrei infatti insolito che, improvvisamente, sia comparso un tizio con una consistente ed improvvisa liquidità comunque tale da consentir l'acquisto di importanti proprietà. Ribadisco le risapute umili origini precedenti.
Vorrei riuscire, inoltre, a stabilire quando avvenne l'acquisto, cioè quando avvennero gli espropri e quando i beni andarono all'asta.
Ho alcuni punti fermi che riterrei indicativi:
nel 1797 Napoleone stipula un trattato di pace col Papa;
nel 1798 nasce la Repubblica Romana ed il papa deve riparare a Siena;
nel 1809 lo Stato della Chiesa viene annesso all'Impero.

Quando avvennero gli espropri e quando i beni vennero venduti?

Altro quesito: come mai i beni che furono espropriati, in seguito, al ritorno della legalità papalina, non vennero confiscati a coloro che li avevano acquistati? Perchè lo Stato Pontificio non li riprese indietro?

Come avrete capito non sono ferratissimo in storia. [crybaby.gif]

Saluto tutti. Antonio
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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda contegufo » giovedì 15 marzo 2012, 22:15

Carissimo Antonio

Da queste parti hanno svinato l'annata 2011, gustato un bianco or ora niente male, mi sento quindi nelle condizioni di ebbrezza e di libero pensiero condizioni necessarie e sufficienti per esprimermi indagando fra le righe di quanto hai proposto.
Come giustamente hai scritto (in corsivo) la Fortuna è quasi mai incidentale essere invece molto più spesso il risultato di contatti indovinati (non a caso) dai quali scaturisce il successo o l'insuccesso con tutte le inevitabili conseguenze.

QUAL'E' IL VALORE DEL DENARO?

Oggi ho aiutato un tizio a sistemar la pergola: 8 ore di lavoro e quasi €100 portati a casa che di questi tempi è grasso che cola!
Gli investimenti cosiddetti sbagliati sottintendono il piegar la gobba oppure no?

Per il resto, alla prossima.....

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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda contegufo » martedì 20 marzo 2012, 21:13

Caro Antonio

Per fortuna il periodo napoleonico durò poco tempo tuttavia sufficiente a produrre diversi danni:

1° Ruberie a man bassa di opere d'arte tuttora oltralpe che essendo bottino di guerra non ne era nemmeno ipotizzabile una eventuale restituzione. Anche qualora tornassero a casa non è per caso che gli unici posti attualmente deputati sarebbero le cantine e/o soffitte?

2° Soppressione di tutti gli ordini religiosi e confisca dei loro beni immobili e presumo anche mobili. Con l'avvento della Restaurazione si provvide alla restituzione e in altri casi al riacquisto ma quello che fu venduto, nel frattempo diventato proprietà del demanio dello stato, rimase a chi lo aveva comperato.

3° La furia iconoclasta se la prese scalpellinando i poveri stemmi in pietra rizzati sui portali che all'attento osservatore non sfuggono ma invece ne sfugge il motivo. Ce l'avevano coi nobili!

4° Una delle poche cose positive fu l'istituzione dei pubblici cimiteri che anche qui segnò un epoca con la fine delle sepolture improvvisate.

Quando però si trattò di creare le infrastrutture politiche dello stato sia in Francia che all'estero alla fine i nobili usciti dalla porta rientrarono dalla finestra in quanto unica categoria istruita e avvezza alla cariche diplomatiche.

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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda antonio33 » mercoledì 21 marzo 2012, 21:20

Caro Contegufo,
ti ringrazio. Quello che cerco di capire è come sia stato possibile per una famiglia modesta e di umili origini fare un importante acquisto di terreni e beni appartenuti al Clero.
Mi son chiesto, ad esempio, se il passaggio di Napoleone con guerre e disastri vari, abbia comportato una improvvisa inflazione con conseguente svalutazione dei debiti contratti.
Sono pure mie supposizioni per le quali non trovo, almeno al momento, conferme.
La nostra famiglia (nostra nel senso di cui trattasi e assolutamente non di mia o di Lea...) potrebbe aver fatto un acquisto all'asta, a prezzo di realizzo, magari, per la maggior parte della somma corrisposta, indebitandosi.
Poi l'inflazione conseguente l'intervento e la fine di Napoleone (improvviso...) potrebbe aver diminuito il valore del debito, che potrebbe essere stato compensato quindi con la vendita di una sola piccola parte dei beni precedentemente acquistati.

Che ne dite? E' possibile che così siano andate le cose? [hmm.gif]

Buona serata a tutti. Antonio
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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda contegufo » giovedì 22 marzo 2012, 8:36

Ciao

Non conosco quale sia l'Archivio di Stato competente e se esiste lì depositato il fondo della famiglia in questione; se ciò fosse nell'ordine delle cose allora dovrebbero trovarsi tracce di quell'acquisito così come pure tracce esistere nell'amministrazione dello Stato provvisorio con reggenza napoleonica. Credo che negli inventari on-line si potrebbe trovare il bandolo della matassa.
Da non dimenticare possibili improvvise eredità così come pure "fare da paravento" a qualcuno o a qualcosa?

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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda Sigillum1 » giovedì 22 marzo 2012, 11:10

Caro Antonio, non sono esperta del tema ma ho visto a suo tempo questo lavoro di De Felice che è parzialmente disponibile sul web (ma potrai poi trovarlo in molte biblioteche) che chiarisce intanto il profilo del tema. Non vi è dubbio che si sia trattato spesso di svendite...
http://books.google.it/books?id=Whd7chB ... io&f=false
A Contegufo ricordo che inizia qui la decadenza della nobiltà italiana, un processo lento ma inarrestabile, largamente documentato in letteratura e di cui si è trattato anche in forum...Ciao. Silvia
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Re: Napoleone e lo Stato Pontificio

Messaggioda antonio33 » giovedì 22 marzo 2012, 14:26

Grazie grazie. Proprio quello che cercavo. Assai interessante la tabella con l'andamento in scudi dei salari dal '77 al '99.
Per far cassa si svendeva e le guerre costavano parecchio. Le truppe dovevano autofinanziarsi e tutto lo stato viveva di espropri e di razzia. Proprio la situazione ideale per gli spregiudicati e gli speculatori per accumulare capitali.
Sarei curioso di sapere se i pagamenti alle aste si potessero fare per contanti.
Forse la famiglia di cui tratto non acquistò direttamente alle aste, ma successivamente.
Grazie ancora. Antonio
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