La fortuna di questa famiglia è legata ad ampi possedimenti, case, palazzi, ex conventi, addirittura vere e proprie chiese, con tutti i terreni pertinenti, di conclamata provenienza ecclesiatica. Famiglia un tempo ricchissima che però, nel secolo scorso, è stata travolta da un repentino tracollo dovuto ad investimenti sbagliati.
Comunque qualcosa, anche se poco, hanno salvato.
Quello che però è insolito è che questa famiglia diviene storicamente nota solo con questi possedimenti. Prima non risulterebbe da nessuna parte, non la si trova, proprio sembrerebbe di umilissime origini. Quindi, a mio modo di intendere ed a quel che si narra in zona, sarebbe tutto partito dalle "confische" di Napoleone, il quale poi, per far cassa, vendette i beni della Chiesa all'asta. Ma, anche se deprezzati perchè venduti all'asta, i beni avranno dovuto necessariamente comportare un pagamento: ecco, mi piacerebbe non dico saper gli importi, ma almeno capire quali siano state le procedure.
Riterrei infatti insolito che, improvvisamente, sia comparso un tizio con una consistente ed improvvisa liquidità comunque tale da consentir l'acquisto di importanti proprietà. Ribadisco le risapute umili origini precedenti.
Vorrei riuscire, inoltre, a stabilire quando avvenne l'acquisto, cioè quando avvennero gli espropri e quando i beni andarono all'asta.
Ho alcuni punti fermi che riterrei indicativi:
nel 1797 Napoleone stipula un trattato di pace col Papa;
nel 1798 nasce la Repubblica Romana ed il papa deve riparare a Siena;
nel 1809 lo Stato della Chiesa viene annesso all'Impero.
Quando avvennero gli espropri e quando i beni vennero venduti?
Altro quesito: come mai i beni che furono espropriati, in seguito, al ritorno della legalità papalina, non vennero confiscati a coloro che li avevano acquistati? Perchè lo Stato Pontificio non li riprese indietro?
Come avrete capito non sono ferratissimo in storia.
Saluto tutti. Antonio

