da fabrizio guinzio » lunedì 19 marzo 2012, 15:33
Proprio sul Registro del Tribunale Araldico - Codice Araldico Teresiano è presente un articolo di Silvia Boldrini - numero 106(Gennaio - Febbraio 2012) della Rivista Nobiltà. Si tratta di circa 700 arme e sono citate tutte le famiglie elencate, dalla A alla Z. L'Autrice informa che il Registro è stato digitalizzato per meglio preservare l'originale(grosso volume autografo) e che dalla copia digitalizzata è possibile trarre stampe degli stemmi cui si è interessati. Lo segue un articolo di Pier Felice degli Uberti sul Diritto Nobiliare Teresiano in Lombardia(quella austriaca, naturalmente), e così abbiamo una interessantissima ricostruzione storica di quanto operato in materia araldica a cura di questa grande Sovrana, che ha risollevato(in tutti i campi) Milano e la Lombardia occidentale. Grazie! Posto anche un estratto(gli incipit) del Dispaccio sulle armi gentilizie, i titoli e predicati nobiliari e l'Editto aggiunto di Maria Teresa(1750), per informazione sulle motivazioni e sui criteri teresiani. "L'abuso introdottosi nello Stato di Milano a riguardo delle Armi Gentilizie, ed altre insegne, e l'idea di metter argine in troppo frequenti ricorsi degli Aspiranti ai Titoli resi perciò dozzinali colla facilità delle Concessioni e colla mediocrità della Tassa, che per essi si esigeva, circostanze tutte tendenti ad avvilire il lustro della vera Nobiltà, ci mossero ad indicarvi con reiterati Cesarei Rescritti, che eccitati i rispettivi Tribunali, ci suggerisce le Provvidenze opportune a correggere detti abusi ed a stabilire una nuova tariffa per il caso di simili Concessioni. ...omissis." EDITTO:"Le Armi Gentilizie, li Titoli, e li Predicati d'Onore, furono introdotti dall'uso di tutte le colte Nazioni per remunerazione della virtù, e per distinzione delle Persone, non meno che delle Famiglie. L'usurpazione, o l'abuso dei medesimi altro non è se non un manifesto sconvolgimento del fine, a cui sono diretti; ed è una perturbazione di quell'ordine, che rende tranquilla insieme, e perfetta la Civile Società. Non può dunque dalla Suprema Potestà, alla quale appartiene la conservazione di quest'Ordine, soffrirsi che si arroghi da ciascuno a suo talento l'uso delle Insegne e de' Titoli. ...omissis"