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fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Maurizio, il Libro d'oro privato non è una continuazione di quello pubblico
Esattamente: minori come importanza e come (scarsa) frequenza numerica. Il grande (non poi così grande, comunque) assalto alla diligenza é arrivato dopo.Per quanto concerne i falsi risalenti all'epoca del Regno, ho il sospetto che concernino realtà minori(de minimis non curat praetor)

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Attenzione!
Il Libro d'oro della nobiltà italiana edito dal Collegio Araldico di Roma e il Libro d'oro della nobiltà italiana, registro ufficiale dello Stato conservato nell'Archivio Centrale dello Stato in Roma sono due cose diverse!
Il primo è una pubblicazione privata aggiornata fino ai nostri giorni.
Il secondo è un registro compilato da un'autorità pubblica e fermo alla fine dell'Italia Monarchica.
C'è una bella differenza!

gnr56 ha scritto:Riassumeno, compresa la differenza, voi affermate che il libro d'oro edito dal Collegio Araldico di Roma possa contenere dei "falsi" pur rifacendosi, in qualche misura, a quello presente presso l'Archivio di Stato in Roma - che fotografava la situazione sino alla caduta della monarchia - anch' esso con qualche "falso" relativo ad attestastioni di nobiltà "minori".
gnr56 ha scritto:Affermate, inoltre, che le eventuali famiglie presenti il libro d'oro edito dal Collegio Araldico di Roma e aggiunte post caduta monarchia potrebbero essere dei falsi.


gnr56 ha scritto: Riassumeno, compresa la differenza, voi affermate che il libro d'oro edito dal Collegio Araldico di Roma possa contenere dei "falsi"
pur rifacendosi, in qualche misura, a quello presente presso l'Archivio di Stato in Roma - che fotografava la situazione sino alla caduta della monarchia - anch' esso con qualche "falso" relativo ad attestastioni di nobiltà "minori".
Affermate, inoltre, che le eventuali famiglie presenti il libro d'oro edito dal Collegio Araldico di Roma e aggiunte post caduta monarchia potrebbero essere dei falsi.
Però mi chiedo -scorrendo il board del Collegio Aradico di Roma ... quali interessi abbiano queste persone ad immettere dei falsi nobili in una pubblicazione che sembra conservare una certa alea di prestigio e di attendibilità scientifica.


Riguardo la genealogia familiare , gli unici criteri storico-morali che oggi abbiano significato sono legati alle prove documentarie , ed è con questo metro rigoroso che, secondo il mio modo di pensare, andrebbe giudicato chi , pubblico o privato, si occupa di questa materia .

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