fabiomartella ha scritto:Immagino riguardino genetliaci e medaglie di incoronazioni, ma un analisi un pò più dettagliata da parte vostra sarebbe interessante, magari con l'apporto di foto. Mi accorgo poi che anche i principi svedesi portano spesso medaglie dal nastrino azzurro e rosso (ancora) che hanno tutta l'aria di rientrare nella stessa categoria delle medaglie prettamente dinastiche.
E' interessante lo scorrere le immagini dei reali europei contemporanei. Infatti se si esclude il principe Filippo di Inghilterra e pochi altri, è difficile vedere medaglieri ben forniti (medaglie e non placche intendo) se si eccettuano i petti Norvegesi e Danesi, anche tenuto conto del fatto che mi risulta che i principi dei suddetti stati scandinavi non spicchino per doti militari e per partecipazioni a campagne militari che presupporrebbero la concessione di medaglie commemorative come nel caso di Harry di Inghilterra.
E' altresì curioso e forse contro corrente che oggigiorno le monarchie cosiddette "democratiche", che hanno tanto svecchiato la loro immagine trasformandole in molti aspetti in uno specchio della cultura borghese fatta di matrimoni non di sangue, spose già madri, ed unioni multi etniche abbiano un apparato faleristico così tradizionale, ricco ed a quanto sembra così ben fatto.
Cosa ne pensate?
Fabio
Più che di medaglie "dinastiche" o "commemorative" in senso stretto parlerei di medaglie di "servizio" o di "merito", spesso con la specifica "del Re" inserita nella denominazione.
In Svezia sono l'unico genere di onorificenza conferibile ai sudditi, essendo vietato per legge il conferimento di ordini cavallereschi a cittadini svedesi.
Il nutrito medagliere, tipico dell'area nordeuropea (Scandinavia, Regno Unito, ma in passato anche tutti gli Stati Tedeschi, nonché le varie monarchie dell'Est europeo, quando ancora esistevano) mi sembra semplicemente una tradizione culturale.
Così come mi sembra che le eccezioni siano non i ricchi medaglieri, ma quelli tipicamente molto sobri: Belgio, Spagna.
Non dubito che anche questi monarchi/reali avrebbero, nel caso, una congrua massa di medagliame da incasellare in apposita infilata, ma, per tradizione, tendono a limitarsi agli ordini "maggiori" (e nemmeno tutti: il Re dei Belgi tipicamente si limita all'Ordine di Leopoldo I, e basta, o a qualche ordine dinastico estero in occasioni diplomatiche, vedi il solo Ordine di San Carlo vestito in occasione delle nozze di Alberto di Monaco).
Ergo le eccezioni non mi sembrano i medaglieri nutriti, ma di converso quelli scarni.
Non farei cervellotiche elucubrazioni su cose che non sono in nessuna relazione tra loro: un conto é la prassi faleristica di queste monarchie (molto più spesso legata alla tradizione ridondante di medaglieri corposi, così come é assolutamente normale che sia giacché gli ordini cavallereschi e in generale il medagliame - quello di un certo livello, almeno - sono un retaggio del passato), altro conto, totalmente sconnesso, sono la "borghesizzazione" delle relazioni familiari delle monarchie, praticata da TUTTE le monarchie, a prescindere dall'apertura democratica piuttosto che dalla chiusura conservatrice piuttosto che dalla presenza di medaglieri ipertrofici piuttosto che da una sobrietà pauperistica nel vestire gli onori strettamente necessari piuttosto che dalla scarsa propensione alle doti guerresche (se per tali dobbiamo intendere la partecipazione a qualche azione di guerra, merce alquanto rara, almeno in Europa, ultimamente), prassi questa comune a tutti i rampolli delle monarchie europee.
Molte delle medaglie sono comunque "comunissime" medaglie di anzianità di servizio o giubilei, le prime previste dall'ordinamento di qualsivoglia stato, le seconde comuni a tutte le monarchie o quasi.
Personalmente il sistema scandinavo, per un motivo o per l'altro, non lo vedo così ben fatto.
In Norvegia hanno un singolo ordine cavalleresco, sul quale se la tirano moltissimo, neanche fossero l'Impero del Catai... e a tal punto se la tirano che ne hanno inventato uno più recente, una specie di "Ordine di Serie B" dichiaratamente e programmaticamente tale.
In Svezia poi non ne parliamo, con gli ordini castrati per legge ed alcuni (Vasa, Spade) in toto "dismessi", almeno de facto, quasi uno sciopero dei conferimenti da parte del Re.
In Danimarca le cose andrebbero un po' meglio, se non fosse che il principe consorte non ha esattamente il phisique-du-role per portare elegantemente la debordante massa faleristica (e annessa uniforme) con cui vuole o deve adornarsi il torace.
In merito alle medaglie di "Merito verso il Re" o di "Servizio verso il Re", non mi risulta che in Italia fosse previsto qualcosa del genere: i meriti di bassa macellazione venivano ricompensati con cavalierati di livello corrispondente.
Ecco, se un cosa sorprende, per confronto fra due situazioni diverse e diametralmente opposte, é l'estrema sobrietà del Regno (che non aveva le scemenzuole giubilari - perché, diciamocelo, in termine di
onore la medaglia del giubileo attesta il
nulla pneumatico:
l'esistenza in vita/in servizio del premiato al monento del compleanno/anniversario del monarca) in rapporto all'estremo svacco del sistema premiale della Repubblica.