Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

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Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

Messaggioda bathory » martedì 14 febbraio 2012, 17:27

Forse la domanda esula un po' dal tema principale ma mi ha molto incuriosito la lettura di un testamento del XIV secolo (1345) di Sansepolcro dove vengono elencati lasciti per un totale di : 1) 306 soldi in totale ad alcuni beneficiari - 2) 150 denari (per la sistemazione di una chiesa) + altri 35 a due beneficiari - 3) 4 libre a favore di alcune carceri. Se volessimo trasformare il tutto in euro di che patrimonio staremmo parlando? Ho cercato su internet ma non sono stata capace di trovare un vero articolo che mi permettesse di farmi un'idea perchè non so bene ne' l'equivalenza del soldo, ne' dei denari ne' delle libre. Grazie a chi vorrà rispondermi.
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Re: Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

Messaggioda Guido5 » martedì 14 febbraio 2012, 18:49

Cara amica,
non so se, ammesso anche di trovare le equivalenze in oro, una conversione in euro abbia qualche senso: certamente il "paniere" sul quale calcolare il costo della vita era ben diverso da quelli considerati dall'Istat nei vari anni... Prova a dare un'occhiata allo studio che trovi a http://www.centrostudimariopancrazi.it/pdf/scharf/volume_scharf.pdf: anche se si riferisce a una sessantina d'anni dopo riguarda proprio Sansepocloro e ho visto che indica alcuni "stipendi".

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Re: Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

Messaggioda bathory » martedì 14 febbraio 2012, 23:36

Grazie Guido. Conosco bene quell'interessante scritto di Scharf. La mia era una curiosità un po' banale, se vuoi: mi sono chiesta solo se quei lasciti corrisponderebbero oggi a 1.000, 100.000 o 500.000 euro e da quel saggio non posso dedurlo.
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Re: Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

Messaggioda Guido5 » mercoledì 15 febbraio 2012, 2:26

Cara amica,
facciamo allora due conti teorici. Secondo il sistema monetario carolingio (rimasto sostanzialmente in uso fino alla rivoluzione francese, con l'introduzione del sistema decimale), da una libbra d'argento si ricavavano 240 denari e 12 denari erano un soldo, dunque 20 soldi equivalevano a una libbra d'argento (lira). Il lascito che citi è dunque pari a 20 lire e 17 denari. Tradotto in argento dà al massimo 8753,78 grammi di metallo, che valgono più o meno altrettanti dollari USA, cioè meno di 6700 euro. Boccaccio (terza novella della nona giornata) dà, proprio per l'epoca che ti interessa, indicazioni che mi sembrano contrastanti: occorreva dieci volte tanto, 200 lire, per acquistare un podere, probabilmente non molto grande, ma cinque lire (quasi 1700 euro) sono decisamente troppo per tre paia di capponi, sia pure buoni e grossi...

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Re: Equivalenza in euro di lasciti testamentari del XIV sec

Messaggioda Tilius » venerdì 17 febbraio 2012, 11:55

Oltre agli elementi di incertezza già puntualmente indicati da Guido, aggiungerei il diverso rapporto di valore fra metalli preziosi esistente in passato. il rapporto oro vs. argento é rimasto sorprendentemente stabile pre tutta l'antichità, fino agli sgoccioli dell'impero romano, per poi declinare inesorabilmente a sfavore dell'argento.
Non sono certissimo che i pesi delle monetazioni carolinge siano applicabili alle monete "omonime" dei secoli successivi (così come un "denario" romano é variato moltissimo per peso e soprattutto titolo del metallo contenuto nel corso della storia dell'impero), né che, in una stessa epoca, un soldo di Sansepolcro fosse dello stesso peso/titolo dei soldi di altre città italiane. Le monete d'oro (fiorino, zecchino, ...), in quanto maggiomente destinate a un mercato "estero" (a differenza di quelle d'argento) tendevano a essere più stabili e raffrontabili fra loro.
Alcuni sostengono che siano state proprio le politiche di deprezzamento (di valore e soprattutto di titolo) della monetazione argentea in epoca romana a dare inizio a quello che é stato poi un costante procedimento svalutativo rispetto all'oro.
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