La nobiltà è una questione di Stato

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La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 5 febbraio 2012, 21:58

Ho letto l'editoriale "Una diversa interpretazione della nobiltà" sull'ultimo numero del 2011 della Rivista Nobiltà. Ne ho tratto alcune considerazioni. La nobiltà è una questione di Stato. Un'aristocrazia compiuta, autentica, sia pubblica(politica, giuridica) che privata(sociale, sociologica) esiste solamente in presenza di un riconoscimento da parte del suo(sottolineo Suo) Stato, uno stato - nobile(pertanto quella propriamente italiana, non quelle melitense e pontificia vaticana, fino al 31 dicembre 1947). La vita di queste minoranze storiche, anche con loro associazioni rappresentative, continua ma in "apnea" condizionata da un futuro ripristino della respirazione e dalla durata del "fiato". Cito testualmente: "Basterebbe ricordare che la nobiltà si è sempre basata SOLO sugli effetti prodotti dal diritto pubblico e non su concessioni...omissis". Nel nostro Paese, a differenza per esempio del Codice della Navigazione di cui a Regio Decreto del 1942 riveduto e costituzionalizzato, il Codice della Nobiltà di cui a Regi Decreti del 1943 è rimasto "congelato" a causa della nota Disposizione transitoria e/o finale in materia della nostra Costituzione ed oggi abrogato(d'altronde di dubbia attualità, come per diverso motivo il Codice Marittimo della Bolivia che mi ha promesso in copia un caro amico boliviano). Una domanda prettamente personale: stanti le modiche già apportate al Testo della Costituzione e, diciamo così, l'apertura della citata disposizione che potrebbe arrivare o ad un divieto dell'uso della titolatura nobiliare o ad un suo riconoscimento, non sarebbe utile che da parte di esperti in materia si predisponesse una bozza di Codice Nobiliare riveduto e costituzionalizzato? Credo che potrebbe non essere pura accademia!
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda contegufo » domenica 5 febbraio 2012, 23:25

Salve

Ci vorrebbe una Consulta Araldica repubblicana ombra che inizi ad un aggiornamento del Codice Nobiliare per passare poi alle metodiche sul riconoscimento di nobiltà confinate oggi in un limbo dal futuro incerto.
Essendo materia dello Stato richiederebbe per la sua attuazione una proposta di legge i cui esiti al momento sarebbero di certo destinati la fallimento.
Dedicare ricorse economiche a siffatto progetto oggi come oggi sembrano assai improbabili, speriamo allora in un nuovo rinascimento oppure a nuovi annni '60 o piuttosto a spread ridotti all'osso e PIL con crescita a due cifre.
A quel punto saremmo tutti un po' più contenti ed anche per la Nobiltà potrebbe cominciare una nuova alba dopo aver passato 5/6 decadi in cantina!

Saluti
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda antonio33 » lunedì 6 febbraio 2012, 1:54

contegufo ha scritto:A quel punto saremmo tutti un po' più contenti ed anche per la Nobiltà potrebbe cominciare una nuova alba dopo aver passato 5/6 decadi in cantina!


Più che in cantina, nel congelatore.
Temo sia necessario vivere questa realtà, dove certi valori ormai sono stati rinnegati.
L'unico modo di tenerli in vita è solamente e possibilmente vivere secondo sani,validi ed immutabili principi.
Tenendo sempre presente che tutto ciò oggi comporta sacrifici incomprensibili ai più, e che spesso sono diventati un lusso, e per tutti indistintamente.

Caro Contegufo e cari amici, buona notte.
Antonio
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 6 febbraio 2012, 21:58

Gentili amici, la nobiltà in Italia ha significato solo in ambiti privati dove è tuttora possibile condividere con altre famiglie il comune patrimonio storico, culturale e morale.
Perché sognare o vaneggiare altamente improbabili e fantasiose "legalizzazioni" ?
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 7 febbraio 2012, 9:48

Perchè l'Italia è inguaribilmente la patria della "Marca da bollo" (unico paese al mondo ad avere questa bizzarro "francobollo"), del "se non c'è un timbro non esiste", dell'elefantiaca burocrazia a cui dover far fare qualcosa, e non ce la si fa, non c'è verso, nonostante Bassanini e tutte le semplificazioni passate e future: una storia gloriosa, una certezza genealogica ad alcuni non basta, neppure oggi dove il metodo storiografico ha conquistato gli ambiti della ricerca genealogica e della storia nobiliare, e dove "chi sa" - una microscopica cerchia che da attenzione e valore a queste "bizzarre materie" che ben altre sono gl'interessi delle masse e le priorità dei governi - capisce al volo se è circo equestre o storia nobiliare. Fuori tempo massimo, quindi, si sognano ancora queste "legalizzazioni" dove i granchi, l'arbitrio, le omissioni, le incomprensioni e l'imperizia non mancarono in anni in cui la disciplina nobilire si pretendeva coltivata (sic!), figurarsi oggi in tempo di (terza?) repubblica ove, in una trasmissione radiofonica commerciale di ieri, il nipote dell'ultimo re d'Italia mentre illustrava la sua nuova trasmissione televisiva che lo vede alle prese con i lavori più ingrati e "divertenti" - dopo aver pulito una tubatura intasata nella prossima puntata pare mungerà mucche... - pregava i conduttori che non lo chiamassero più "principe".
Suvvia, siamo seri :D

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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda Sigillum1 » martedì 7 febbraio 2012, 11:52

Chapeau bas, caro von Trotta..., e con l'occasione, un cordialissimo saluto. Silvia
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda RFVS » martedì 7 febbraio 2012, 14:41

chapeau doppio.
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 7 febbraio 2012, 18:52

Carissimi, storia gloriosa e certezza genealogica ivi inclusa quella genetica non bastano alla nobiltà italiana di oggi ed è sufficiente leggere una qualsiasi storia di qualunque famiglia aristocratica per appurare senza molti dubbii che, in linea di massima, non bastavano a quella di ieri. Se mi sbaglio, correggetemi: la stragrande maggioranza del patriziato veneto ha curato il pubblico riconoscimento da parte dell'Austria e poi dell'Italia, quello ligure di avere quelli sardo e poi italiano, quello toscano(questo ha aspettato in molti casi di essere sicuro che il Regno d'Italia durasse, per esempio i Frescobaldi)...potremmo continuare per tutta la penisola. L'assenza di un Diritto Nobiliare è sentita, vi assicuro, come un grave "handicap", perlomeno dagli appartenenti a casati con autentici diritti araldico - nobiliari; tanti miei cari amici non comprendono perchè il predicato nobiliare sì il titolo no! Io invece non comprendo l'ambiguità legislativa italiana, la XIV Disposizione transitoria e/o finale la percepisco come "cerchiobottistica" e risibile. Da superare, o si disconosce il tutto o lo si proibisce o lo si riconosce. Perlomeno gli Stati serii si comportano così. Un caro saluto,
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda antonio33 » martedì 7 febbraio 2012, 19:55

Ansia nel timore di perdere qualcosa?
In fondo l'importante è che non si cambino o celino le carte, che nessuno cancelli o muti il passato.
Questo per me è il vero rischio.
Al mio paese si citano ufficialmente quali personaggi importanti per la "nostra" storia una soubrette, una ballerina, un pilota di moto giapponese, ed un tale senza eredi che lasciò i suoi beni al comune.
Eppure, volendo, quanta storia, quante vicende importanti, quante nobili famiglie si sarebbero potute citare...
Un grande colpo di spugna per rinnegare quel che, per alcuni, è uno "sgradevole" passato.
Sgradevole perchè non appartiene, non interessa e infastidisce chi comanda.

Antonio
Ultima modifica di antonio33 il martedì 7 febbraio 2012, 20:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 7 febbraio 2012, 20:01

fabrizio guinzio ha scritto: (...) L'assenza di un Diritto Nobiliare è sentita, vi assicuro, come un grave "handicap", perlomeno dagli appartenenti a casati con autentici diritti araldico - nobiliari; tanti miei cari amici non comprendono perchè il predicato nobiliare sì il titolo no! Io invece non comprendo l'ambiguità legislativa italiana, la XIV Disposizione transitoria e/o finale la percepisco come "cerchiobottistica" e risibile. Da superare, o si disconosce il tutto o lo si proibisce o lo si riconosce. Perlomeno gli Stati serii si comportano così. Un caro saluto,

Molto sovente nulla è più definitivo che ciò che è provvisorio, oppure … transitorio come la XVI disposizione, che ( ricordiamo ) si disinteressa in toto della materia nobiliare.
Oggi , chi discende da famiglia di antica distinzione , ha diverse opzioni :

a) Piangersi addosso in un'interminabile sequela di “deprecatio temporum”.

b) Darsi giocosamente allo sturamento dei tubi ed altre utili attività ( v. sopra )

c) Incarnare il patrimonio etico-morale del proprio “status” , condividendone il retaggio storico con chi sia interessato .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda antonio33 » martedì 7 febbraio 2012, 20:32

GENS VALERIA ha scritto: .....Darsi giocosamente allo sturamento dei tubi ed altre utili attività....


Condivido proprio quasi tutto: cambierei solo l'avverbio giocosamente con lucrosamente.

Antonio
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda contegufo » martedì 7 febbraio 2012, 23:46

Salve

Credo che così come esiste un organismo che tutela le ANTICHE BOTTEGHE altrettanto si potrebbe fare per le FAMIGLIE STORICHE indipendentemente dai titoli nobiliari all'oggi ignorati dallo Stato Italiano.
Insomma un compromesso come già avvenne con L'Elenco Storico della Nobiltà Italiana.
Credete forse che quella fu opera solitaria del SMOM?

"Non ha caso la natura semiufficiale dell'Elenco veniva certificata con lettera n.80863/124540 del 12 Giugno 1954 con la quale il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (il Barone?) Oscar Luigi Scalfaro riconfermava al Gran Magistero dello S.M.O.M. la conformità dell'Elenco Storico alla documentazione ufficiale esistente presso la Consulta Araldica".

Cfr. Un elenco repubblicano cap. IV.
Il Diritto Nobiliare Italiano fra Regno e Repubblica
Prof. Avv. Raffaele Cecchetti
Luigi Mansi ed. Lucca 2005

Saluti
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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 8 febbraio 2012, 9:43

Ma che volete che Vi dica, a me sta' cosa della "tutela" - ma tutela de che' :D - stile tutela del tartufo della langa, o delle antiche osterie, o botteghe, o langhirani vari fa davvero sorridere :D.
Ci sono già cose "simili" per tutti i gusti; gli ordini cavallereschi che prevedono proprie categorine nobiliari, esiste il cni e il cilane. Clubs e confraternite nobiliari di antica e persistente tradizione. E fin qui ci siamo.

Ma nel 2011 vagheggiare l'imprimatur della Repubblica Italiana che metta il timbo - non si sa bene in base a quali criteri e metodi - con lo stellone e relativa marca da bollo per i diritti di segreteria sopra la dicitura "Ok, esistete: tu e la tua famiglia siete dei veri nobili! [thumb_yello.gif]" è fuori dal tempo, dalla nostra storia, dalle necessità, dalla serietà, e il parlamentare che in questi tempi perigliosi imprudentemente firmasse una delirante proposta di legge in tal senso sarebbe giustamente sbertucciato su scala nazionale e vista la nostra già scarsa considerazione all'estero, planetaria.

Ripeto: suvvia, siamo seri :D

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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda pierfe » mercoledì 8 febbraio 2012, 12:55

Perdonatemi per quello che sto per dire: siete dei sognatori, mettete i piedi per terra e vivete serenamente la globalizzazione.
Tutto si trasforma e offre nuovi spunti...
Questo titolo "La nobiltà è una questione di Stato" si richiama al mio editoriale su Nobiltà e vedo che alcuni parlano senza averlo letto, altri senza averlo capito.
In breve:
1) la nobiltà alla fine della monarchia era una onorificenza ereditaria (ma non sempre) che non dava privilegi ma solo un onore storico e solo a quelle famiglie che avevano provveduto a certificarla ovvero ai quei pochi che erano poi elencati sul Libro d'oro della Nobiltà Italiana conservato oggi all'Archivio Centrale dello Stato
2) le altre famiglie che compaiono sugli Elenchi ma non sul Libro d'oro avevano una presunzione di nobiltà che dovevano documentare ed ottenere un riconoscimento
3) esistevano altre famiglie nobili (poche) che non ottennero o non si interessarono all'iscrizione sugli Elenchi
4) le ricezioni nello SMOM in categorie nobiliari non sono oggi equipollenti ai riconoscimenti dello Stato perchè si basano spesso su altre norme giuridiche
5) gli altri ordini cavallereschi dinastici, le associazioni hanno carattere solo privato senza alcuna rilevanza pubblica e ben lontani delle leggi nobiliari del Regno d'Italia
6) l'evoluzione del diritto (legge sulla famiglia del 1975) ha stravolto le antiche leggi nobiliari del Regno d'Italia
7) la mancanza di un riconoscimento dello Stato (ed oggi solo pensarlo è ridicolo ed assurdo) dimostra che la nobiltà non esiste più e al limite ci sono i discendenti delle famiglie che furono riconosciute nobili dal Regno d'Italia (solo Libro d'oro)
8) le famiglie nobili non riconosciute e quindi non nel Libro d'oro si devono considerare sotto l'aspetto storico come famiglie nobili degli antichi stati preunitari (sono se furono elencate, certificate, inserite nei termini richiesti dalla legge di quegli stati)
9) oggi stiamo imparando che sono meritevoli di considerazione le famiglie e le persone che hanno realizzato la storia (e aggiungo la piccola storia) di tante realtà locali e che in base alle leggi nobiliari del passato non trovano posto per un riconoscimento di carattere nobiliare ma che sono senza dubbio importanti famiglie storiche
10) non essere all'altezza dei propri antenati nobili ed avere una condizione sociale "miserevole" sulla base del modo di pensare della nobiltà quando aveva rilevanza esclude senza dubbio la persona dall'"Olimpo" di quella classe sociale

Spero di essere stato chiaro... la Repubblica Italiana ha cose più serie da fare (e specie in questo momento) che pensare alle "fregole" di un esiguo, variegato, insignificante ed oggi inutile numero di persone che sarebbero veramente nobili (almeno d'animo) se lavorassero per il bene della Nazione.

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Re: La nobiltà è una questione di Stato

Messaggioda antonio33 » mercoledì 8 febbraio 2012, 14:13

pierfe ha scritto:Perdonatemi per quello che sto per dire: siete dei sognatori, mettete i piedi per terra e vivete serenamente la globalizzazione.
Spero di essere stato chiaro... la Repubblica Italiana ha cose più serie da fare (e specie in questo momento) che pensare alle "fregole" di un esiguo, variegato, insignificante ed oggi inutile numero di persone che sarebbero veramente nobili (almeno d'animo) se lavorassero per il bene della Nazione.


"Tanto tuonò che piovve!"


(Come disse Socrate, quando sua moglie Santippe, dopo averlo a lungo sgridato in malo modo, gli versò un secchio d'acqua sulla zucca.)
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