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bald.mont.bianc. ha scritto:io in realtà mi rifacevo ad un topic sul prof. conte Pio Filippani-Ronconi, nel quale la descrizione dell'arme era data dal signor Antonio De Battisti,non era una mia descrizone fatta alla bene e meglio
come si vede, molti dei 'problemi' finora discussi non esistono proprio, mentre ci sono alcune interessanti conseguenze:Antonio De Battisti ha scritto:la fonte è il Libro d'Oro, Edizione XXI, Vol. XXIII, 1995-1999.
FILIPPANI-RONCONI
Arma : D'azzurro a due rami d'ulivo di verde decussati e accantonati nel capo e nei fianchi da tre gigli d'argento (FILIPPANI); troncato semipartito di azzurro, e di un partito d'argento e di verde, al leone d'argento attraversante e tenente con le branche anteriori una roncola d'argento guarnita al naturale; al capo di rosso carico di tre stelle (8) d'oro, abbassato sotto un capo d'Angiò (RONCONI).



Zaccheo ha scritto:come già detto, per ciò che riguarda il leone, la roncola con il manico lungo, le stelle e i gigli che con tutta probabilità sono o al naturale o di metallo.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 


Franco Benucci ha scritto:Ecco un'arma parlante dei da Roncon padovani (dal Blasonario Sacchetti del 1874)...
[...]
Mi sarei aspettato che anche il nostro leone avesse 'in mano' qualcosa del genere...
E' possibilissimo, anzi direi certo. Nelle armate contadine anche le roncole 'campestri' venivano fissate direttamente in asta per farne rudimentali ronconi. O viceversa, il roncone era l'evoluzione da armata 'ordinata' della roncola inastata dei contadini...C.Quaratesi ha scritto:L'arma in asta innalzata dai da Roncon è un roncone, se non sbaglio. La roncola dovrebbe essere invece un'arma in asta con ferro adunco e tagliente come una roncola campestre (=strumento agricolo, costituito da una lama a un taglio, alquanto ricurva, con breve manico da impugnare o talvolta fermata in cima a un’asta di legno". È possibile?
Zaccheo ha scritto:Appena ne avrò l'opportunità proverò a fotografare dettagliatamente uno dei sigilli araldici di mons. Vincenzo Maria Ronconi presso l'archivio abbaziale di Subiaco, sperando così di fornire un ulteriore contributo alla discussione.

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