L'albero genealogico dell'umanità

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

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Voti totali : 11

Messaggioda Grimaldi » martedì 17 maggio 2005, 16:42

Beh certo!
Io sono una bestia rara da una vita! :D
Era tempo che mi si studiasse!

Vi farò sapere!
Grimaldi
 

Messaggioda RobertoC » giovedì 19 maggio 2005, 16:04

Cari amici,
non condivido non il progetto, bensì la visione di fondo che lo ispira. Giovanni ricorda che gran parte del nostro patrimonio genetico è asseritamente identico a quello degli scimpanzè. Se non ricordo male, i genetisti affermano che le due specie hanno in comune il 98% dei geni.
Posto che sia così non possiamo parlare di due specie, ma di una sola.
Ma non è così.
Questo è ciò che si può far dire ai numeri, giocando con le quantità, con le statistiche, in una parola con l'abbaco.
Posto che davvero il 98% del patrimonio genetico sia uguale a quello degli scimpanzè dovremmo forse chiederci: a)che cosa si intende per uguaglianza dei geni? b)Come si spiega la pur differente specializzazione di alcuni geni tra le due specie (facoltà di linguaggio o di pensiero, etc.)?
Ma soprattutto dobbiamo chiederci: se è il 2% a fare la differenza -una differenza vorrei dire sotto gli occhi di chiunque, anche di un alieno- non sarà che quel 2% ha una rilevanza, una incidenza straordinariamente maggiore del 98%, che in apparenza suscita tanta impressione?
Insomma, altro è un discorso sulla quantità, altro è un discorso sulla qualità.
La scienza ha un suo punto di vista basale, che è stato reso ben chiaro dalla c.d. scuola di Vienna. In sostanza il pensiero scientifico ha i suoi dogmi, tanto quanto quello religioso. Se prendiamo un teorema matematico, rimaniamo allibiti dalle condizioni poste per la sua elaborazione (se...se) e ci chiediamo che senso abbia predefinire in maniera quasi del tutto arbitraria un modello per verificarne la validità. E successivamente ci interroghiamo sui concetti di verificabilità, validità e verità.
C'è qualcosa di assolutamente profondo ed enorme che la scienza positiva non può spiegare: l'autocoscienza, il pensiero, finanche l'istinto. Eppure in tutto ciò è la vita, la vita di noi esseri umani.
Qualcosa non torna a me, allora, quando si vuol ridurre il mondo in un algoritmo e l'uomo in briciole.
Cordialità.
Roberto
RobertoC
 

Messaggioda Grimaldi » giovedì 19 maggio 2005, 16:09

Caro Roberto
come diceva Totò, maestro di vita: "E' la somma che fa il totale!".
E quindi non che quel circa 2% che ci differenzia dagli scimpanzè sia "speciale" ma che tale differenza genetica (unita al restante 98%) ci permette di avere e tramandare quelle caratteristiche genetiche che fanno di noi degli umani e che ci differenziano dagli scimpanzè!

Ma in buona sostanza io credo però, come dici, che davvero ci sono più cose in terra ed in cielo di quante ne possa spiegare la scienza (tanto per citare Shakespeare).......

Saluti

G.
Grimaldi
 

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