Due domande

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Due domande

Messaggioda Destavara » domenica 29 gennaio 2012, 23:37

Salve a tutti,
volevo porre due semplici(?) domande sperando che qualcuno sappia iluminarmi:
1) in diversi atti (dei qiunque libri) che sto consultando una persona è preceduta dalla parola "pro-doctor": cosa significa pro- prima di dottor? Nello specifico si tratta di un "pro-doctor in legibus"... gli altri laureati infatti sono citati come "doctor";
2) In altro atto (morte) leggo:" extrema untione non habuit ob incuria domesticorum": secondo voi col termine domesticus si indicava in tali casi chi, i parenti o la servitù?
Ringrazio sin d'ora chi mi sa rispondere
saluti, D.
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Re: Due domande

Messaggioda adj » domenica 29 gennaio 2012, 23:46

Solo come opinione, senza certezza alcuna:
1) "pro-doctor" potrebbe indicare qualcuno in attesa o in procinto di divenire doctor (pensiamo per analogia al caso attuale del pro-Gran Maestro dell'OESSG, Cardinale O'Brien)
2) "domesticus" originariamente indicava tutti gli appartenenti, in senso esteso, alla domus: parenti, familiari, domestici, schiavi, perfino amici e clienti; bisognerebbe vedere l'eventuale differente uso in quel periodo (e in quella zona).
adj
 

Re: Due domande

Messaggioda Destavara » lunedì 30 gennaio 2012, 12:58

Grazie per la risposta,
è vero, forse avrei dovuto specificare che era un atto della metà del settecento, anno più anno meno.
Gli atti sono quelli della diocesi di Bisarcio (Ozieri) in Sardegna.

Purtroppo per quanto riguarda la parola DOMESTICUS è proprio la traducubilità non univoca (e plausibile in tutti i casi) che mi crea difficoltà, anche perchè non ho trovato la frase in altri atti (naturalmente mi sono concentrato solo sui miei parenti) se non in quello, ove il parroco che firma ha lo stesso cognome del defunto... Ho pensato ad una puntualizzazione specifica solo perchè erano parenti e la "incuria domesticorum" dispiacque al sacerdote in prima persona, dato che evidentemente non si trattò di morte improvvisa.
Saluti, D.
Destavara
 
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Re: Due domande

Messaggioda G. A. Cucchi » lunedì 30 gennaio 2012, 19:01

Non so rispondere alla prima ma, per quanto riguarda la seconda, credo che l'uso di un termine dalle traducibilità non univoca sia voluto. Le traduzioni di "incuria domesticorum" che ho trovato sono tutte vaghe. Probabilmente si vuole semplicemente dire che nessuno pensò ad avvertire il parroco perché officiasse il sacramento... sottintendendo "di quelli che erano in zona e avrebbero potuto farlo". "I familiari", a rigor di logica, in primis, ma "incuria domesticorum" può riguardare, a mio parere, anche il vicino di casa che bazzicava sempre da quelle parti.

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