Antonio Pompili ha scritto:Se siamo nella seconda metà del XVI secolo ormai da un po' di tempo anche prelati non rivestiti della porpora cardinalizia (soprattutto prelati della curia romana) usavano il galero, e la mitria cominciava ad essere via via meno utilizzata dai vescovi, però generalmente mantenuta dagli abati.
Ma gli ornamenti qui sono poco importanti.
Grazie del contributo. Dovremmo essere nel XV sec. o inizio XVI, quindi ancora in epoca pregalerica: il riferimento al 1570 era solo per dire che probabilmente l'ordine a cui far riferimento non è quello 'ufficialmente' registrato negli inventari. Come al solito, si tratta di materiali arrivati per vie traverse e registrati senza una seria ricerca. Ma anche a me interessano meno gli ornamenti e più il contenuto dello scudo.
Mi chiedo se il 1° più che le insegne di una famiglia non innalzi quelle di un ordine, con il che - non sarebbe cosa sorpendente - avremmo partizione con un'arma di famiglia.
Se così fosse escluderei i canonici antoniani che fin dal tempo del nostro manufatto dovevano utilizzare come proprio emblema il Tau.
Alla possibilità dell'ordine avevo già pensato, esattamente negli stessi termini, ma appunto escludendo gli antoniani...
A dire il vero, quei gigli mi sanno tanto di Francia... e ordini canonicali originari di quelle parti, aventi gligli nel proprio stemma ce n'erano... A parte gli ancora esistenti premostratensi, c'erano gli oggi estinti canonici regolari di Val-Des-Ecoliers, la cui casa madre era nella Diocesi di Langres. La diocesi - peraltro famosa per aver conosciuto i primi vescovi 'araldici' - innalza questo blasone: d'azzurro, seminato di gigli d'oro, alla Croce di Sant'Andrea attraversante sul tutto. E lo stemma della stessa Abbazia, a detta di Jacques Meurgey (Armorial de l'Eglise de France, Macon 1938, p. 371), innalzava su campo azzurro una Croce di Sant'Andrea d'oro, accantonata da quattro gigli dello stesso.
Che ci sia qualche collegamento?
Qui croce decussata non si vede, è vero! Ma le varianti in araldica sono all'ordine del giorno.
Inoltre non posso avere la minima idea riguardo a un eventuale arrivo della Congregazione della "Valle degli Scolari" a Padova.
Ipotesi interessante, anche se non mi risulta che a Padova ci siano mai stati canonici di Val-des-Ecoliers: verificherò... Ma se è/fosse così, significherebbe che è sbagliata non solo l'assegnazione 'ufficiale' all'ordine del S. Salvatore, ma anche la provenienza da quel convento, fondato dagli antoniani forse a fine '200 (e comunque entro il 1349) e da loro officiato fino al 1570 (o poco prima: secondo una fonte, tra antiniani e renani c'è stato un breve periodo camaldolese)... Il fatto è che con la soppressione dei piccoli conventi e monasteri, gli edifici furono trasformati prima in collegio universitario (1771), poi in caserma (1797) fino al 1945, e ora di nuovo in collegio: la pietra fu donata da un tenente della caserma lì ospitata e quindi 'ufficialmente' ascritta a quella struttura, ma in realtà ciò non è affatto certo...