Bonin, da Vicenza in Monferrato

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Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda de la cerda » giovedì 12 gennaio 2012, 11:57

Nel 1606 il duca di Mantova infeuda Morano Po (Casale), con il comitato, a Giovanni Bonin da Venezia.
Il feudo resta al Bonin pochissimi anni, visto che nel 1612 il duca infeuda Morano, questa volta con il marchesato, a Alessandro Cattaneo di Mantova.
L'arma del Bonin è descritta solo nei ponderosi Annali del Monferrato, di Aldo di Ricaldone.
Questa è la rappresentazione (digitale e quindi non commendabile dai puristi del pennino)
Immagine.
Come sempre, di Ricaldone non cita le fonti da cui ha tratto quest'informazione.
Di Crollalanza dà l'arma di una famiglia Bonino di Venezia, arma totalmente diversa da quella indicata da di Ricaldone.
Gli studiosi e gli esperti araldisti operanti sul territorio già della Serenissima hanno per caso qualche ulteriore informazione al proposito?
Ringrazio in anticipo e [notworthy.gif]
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Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda Antonio De Battisti » giovedì 12 gennaio 2012, 13:40

Gentile de la Cerda,
lo Spreti dà la medesima versione.

Bonin Longare
Arma : Troncato : di argento al bue di rosso nascente dalla partizione e di azzurro allo scaglione d'argento rovesciato.
Titoli : Nobile (mf) ; Conte (m)
Dimora : Vicenza e Montecchio Precalcino (Vicenza)
Immagine

Aggregata questa famiglia al Consiglio nobile di Vicenza, LELIO ANTONIO, di Lodovico,venne confermato nella nobiltà con S.R.A. 4 giugno 1820.
La famiglia nel 1769 ebbe la investitura del feudo di Barche in Vicentina dal vescovo di Vicenza e avendo ottenuto il titolo di conte, la Rep. Ven. lo confermò con ducale 2 aprile 1784.
I titoli di Nobile (mf) e di Conte (m), furono riconosciuti con D.M. 18 settembre 1882, a LELIO, dott. in giurisprudenza,
- senatore del Regno
- gr.cr. mauriziano e della corona d'Italia
- fregiato della Legion d'Onore e del Collare di Carlo III di Spagna
- ambasciatore a Parigi e a Madrid
- sottosegretario di Stato per gli affari esteri
nato a Montecchio Precalcino, 12 luglio 1859, di Lodovico, di Lelio e di Maria nob. NIEVO
sposato a Roma, 4 agosto 1897 con Anna BRUSCHI FALGARI, da cui :
http://notes9.senato.it/Web/senregno.NS ... enDocument
LODOVICO (* Montecchio Precalcino, 7 agosto 1898), ufficiale di cavalleria


Cordiali saluti
Antonio De Battisti
 
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Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda de la cerda » giovedì 12 gennaio 2012, 15:11

Antonio, grazie.

Non escluderei però che di Ricaldone, a conoscenza dell'arma della famiglia Bonin Longare data da Spreti, l'abbia attribuita tout court anche al molto più antico Bonin di cui si parla.

Vediamo se ci saranno altre risposte.

Cordialmente

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Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 12 gennaio 2012, 23:06

Dalle terre di San Marco il responso è questo, basato su Seb. Rumor, Blasone vicentino, 1899, p. 33: lo stemma postato sopra è quello che figura nel decreto di riconoscimento savojardo del 1882. Tutti i codici vicentini consultati da Rumor (Revese, dell'Acqua e Gonzati) indicano invece per le epoche precedenti, quindi quelle che interessano a te per il risvolto gonzaghesco, un alias leggermente diverso: il bue non nasceva dalla partizione, ma "dallo spazio tra le gambe del capriolo rovesciato", ed era "attraversante sull'argento in capo": in pratica c'era un po' di pancia rossa (e forse anche di zampe posteriori) in più, al posto del blu dentro la V bianca, fino a toccarla.
Ho anche trovato l'arma di una famiglia Bonin francese, del tutto diversa, ma credo che non interessi... caso mai è nel Libro d'argento di Gv. Dolcetti, IV.
Franco Benucci
 

Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda de la cerda » venerdì 13 gennaio 2012, 18:52

Savoiardo nel 1882? Non esisteva già il Regno d'Italia? Forse mi confondo sulle date?
Polemichette a parte, ringrazio Franco per la precisazione. La sua risposta mi conforta - ancorchè parzialmente - sulla discreta attendibilità del di Ricaldone.
Omaggi e ad majora
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Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 13 gennaio 2012, 19:48

C'erano già state delle annessioni più o meno forzose al regno dei Savoja e savojarda era l'autorità che ha riconosciuto il titolo comitale (e concesso quell'arma), dopo che il precedente occupante non l'aveva riconosciuto...
Polemicone a parte, il Ricaldone più che discreto mi pare selettivo e nello specifico errato, perché i Bonin infeudati di Morano Po nel 1612 erano di Vicenza e non di Venezia e avevano ancora l'arma col bue nascente dal "capriolo rovesciato" e non dalla partizione, come sarà invece dopo il 1882
Franco Benucci
 

Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda Franco Benucci » sabato 14 gennaio 2012, 9:24

Per la cronaca, palazzo Bonin Longare (cognome aggiunto verso fine 800) esiste ancora a Vicenza, in piazza Castello 3: ora è sede della Confindustria vicentina. Se qualcuno vuol visitare, in cerca di buoi e caprioli, il 19 gennaio alle 17 ci presentano un libro (Fabio Bistoncini, Vent'anni da sporco lobbista, Guerini e associati)...
Franco Benucci
 

Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda de la cerda » sabato 14 gennaio 2012, 12:44

il Ricaldone più che discreto mi pare selettivo e nello specifico errato, perché i Bonin infeudati di Morano Po nel 1612 erano di Vicenza e non di Venezia e avevano ancora l'arma col bue nascente dal "capriolo rovesciato" e non dalla partizione, come sarà invece dopo il 1882

Nello specifico concordo.
Il mio voto di sufficienza era all'intera opera del di Ricaldone, che molti invece considerano assai scarsa.
Di Ricaldone mostra di conoscere bene la sua terra e spesso indica armi non attestate da nessun altro araldista, ma delle quali il sottoscritto ha in seguito trovato conferma in armoriali cinque-secenteschi.
Concludo ricordando che Manno definisce il Bonin patrizio veneto, in questo dimostrando una maggior precisione.
Sulle altre questioni, mi taccio, anche se non acconsento ... [zip.gif]
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Re: Bonin, da Venezia in Monferrato

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 gennaio 2012, 17:14

de la cerda ha scritto: (...) Concludo ricordando che Manno definisce il Bonin patrizio veneto, in questo dimostrando una maggior precisione.
Sulle altre questioni, mi taccio, anche se non acconsento ...

Patrizi Veneti ... un ciufolo ! Mai stati [nonono.gif]
Bensì Nobili Veneti ( con buona pace del Manno ).
Sorry, su questo non taccio e non acconsento.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda de la cerda » sabato 14 gennaio 2012, 19:22

Al Moderatore Gens Valeria
Prendo atto della Sua precisa precisazione.
Ho citato la lezione di Manno solo per sottolineare che lo stesso non attribuiva a Bonin un'origine veneziana, ma genericamente veneta e in questo è stato meno impreciso di di Ricaldone.
Rilevo altresì che l'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana scrive Patrizio Veneto. Scelgo tre esempi a caso: famiglie Barbaro (Sant'Angelo e San Gregorio), Bon, Cicogna,
Lungi da me ogni proposito polemico, chiudo osservando che tanta Sua acribia non si è appalesata di fronte a ben più evidenti castronerie relative ai "duchi di Borgogna e ai loro mercenari".
La mia leggera amarezza è fortunatamente addolcita dall'ironia del saggio Cronista, che ringrazio di cuore [thumb_yello.gif]
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Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 gennaio 2012, 20:02

de la cerda ha scritto:Al Moderatore Gens Valeria
Prendo atto della Sua precisa precisazione.
Ho citato la lezione di Manno solo per sottolineare che lo stesso non attribuiva a Bonin un'origine veneziana, ma genericamente veneta e in questo è stato meno impreciso di di Ricaldone.
Rilevo altresì che l'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana scrive Patrizio Veneto. Scelgo tre esempi a caso: famiglie Barbaro (Sant'Angelo e San Gregorio), Bon, Cicogna,
Lungi da me ogni proposito polemico, chiudo osservando che tanta Sua acribia non si è appalesata di fronte a ben più evidenti castronerie relative ai "duchi di Borgogna e ai loro mercenari".
La mia leggera amarezza è fortunatamente addolcita dall'ironia del saggio Cronista, che ringrazio di cuore [thumb_yello.gif]
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Caro Fritz, perchè ti adombri ?
Tra patrizio veneto e nobile veneto ci passa una bella differenza , ovvero l'appartenenza o meno ad una famiglia un tempo ascritta al Maggior Consiglio della Serenissima Repubblica , cosa " pacifica " per i Barbaro ( presenti dal 1297 al 1797 ininterottamente ) i Bon ( 1297- 1381/1797 ), i Cicogna ( 1381-1797 ), ma non per i Bonin.

Osservi accigliato, che non sono intervenuto sui "duchi di Borgogna ed i loro mercenari" , ma è mia abitudine quando non sono informato, né storicmente sicuro) non intervenire sull'argomento, magari correndo il rischio di apparire ignorante ( in materia , ovviamente ) piuttosto che intervenire togliendo ogni residuo dubbio sulla mia reale ignoranza ( in materia ovviamente ).

Immagine
Elenco Ufficiale ( definitivo ) delle Famiglie Nobili e Titolate del Veneto , Roma 1898
* = famiglia iscritta nei registri della Consulta Araldica


Ti saluto cordialmente. :D
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Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda Franco Benucci » domenica 15 gennaio 2012, 0:47

de la cerda ha scritto:Manno non attribuiva a Bonin un'origine veneziana, ma genericamente veneta e in questo è stato meno impreciso di di Ricaldone.
Rilevo altresì che l'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana scrive Patrizio Veneto. Scelgo tre esempi a caso: famiglie Barbaro (Sant'Angelo e San Gregorio), Bon, Cicogna,

Come già rilevato, patrizio veneto vuol dire membro del Maggior Consiglio di Venezia: fino al 1797 e anche un po' dopo, veneto vuol dire 'veneziano' (per es. a Bergamo ci sono le mura venete, perché fatte dai veneti-veneziani). In epoca napoleonica e austriaca si parlava di provincie ex-venete nel senso di 'già soggette a Venezia', e poi la cosa ha un po' alla volta cambiato senso: in epoca lombardo-veneta la dizione è ambigua (come già discusso qui in altra pagina) e poi ha prevalso il senso attuale. Un nobile vicentino, padovano, veronese, rovigotto, feltrino, bellunese, trevisano, bresciano, bergamasco, cremasco, ecc. non è mai stato veneto (e tanto meno patrizio): ha cominciato a essere veneto (o lombardo, ove pertinente) quando la sua nobiltà ha cominciato a perdere significato e a diventare titolo onorifico.
Quindi se Manno dice che i Bonin erano patrizi veneti è molto poco preciso, o meglio, il veneto va inteso in senso attuale e non in senso storico e il patrizio è proprio sbagliato. A rigore di termini storici (almeno postmedievali), i nobili veneti non esistevano: se erano veneti erano patrizi, se erano nobili erano di T.F. (o da mar), tertium non datur. Barbaro-Bon-Cicogna-ecc. erano invece patrizi veneti a tutti gli effetti.
Franco Benucci
 

Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda de la cerda » lunedì 16 gennaio 2012, 10:26

Grazie per le precise e particolareggiate informazioni [notworthy.gif]

Da questo interessante dibattito esco arricchito da tre convinzioni.

1) Manno commette un errore storico-cronologico definendo patrizi veneti i Bonin.

2) Nel 1882 le autorità del regno d'Italia preposte ai riconoscimenti araldicI erano "savoiarde".

3) I primi Savoia erano dei mercenari al servizio dei duchi di Borgogna, come attestato dal noto storico Carlo Alianello

Cordiali saluti

[euro.gif]
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Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 16 gennaio 2012, 14:52

de la cerda ha scritto:Da questo interessante dibattito esco arricchito da tre convinzioni.
[...]
3) I primi Savoia erano dei mercenari al servizio dei duchi di Borgogna, come attestato dal noto storico Carlo Alianello

Questa, veramente, viene da altro "interessante dibattito": viewtopic.php?f=6&t=14412
Franco Benucci
 

Re: Bonin, da Vicenza in Monferrato

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 16 gennaio 2012, 16:11

de la cerda ha scritto:Grazie per le precise e particolareggiate informazioni [notworthy.gif]

Da questo interessante dibattito esco arricchito da tre convinzioni.

1) Manno commette un errore storico-cronologico definendo patrizi veneti i Bonin.

2) Nel 1882 le autorità del regno d'Italia preposte ai riconoscimenti araldicI erano "savoiarde".

3) I primi Savoia erano dei mercenari al servizio dei duchi di Borgogna, come attestato dal noto storico Carlo Alianello

Cordiali saluti

[euro.gif]


Scrivo per amor di verità non certo per favorire sterili polemiche che non portano a nulla:

1-2 ) I primi commisari del re della Consulta Araldica furono Alessandro Franchi Verney , ( anche nel 1882 ) e Antonio Manno essi furono piemontesi. Manno scrisse un' inesattezza sul patriziato veneto, ma è comprensibile:
forse non era ferratissimo in diritto nobiliare veneziano.

Nella prima fase , quando la Consulta era retta da un proprio presidente ( in seguito la carica spetto formalmente al ministro dell'interno od al presidente del consiglio), nella funzione si susseguirono Cibrario, Gabrio Casati, Des Ambrois e Menabrea , tranne Casati tutti di provenienza piemontese, oserei dire molto legati alla corona Savoia.
Credo che, individuare nell'enturage sardo-piemontese di provenienza e osservanza strettamente sabauda le autorità del regno d'Italia, preposte ai riconoscimenti araldici, non sia poi così lontana dal vero.

3) Qui mi arrendo , come sempre mi arrendo quando si parla di fatti o applicazione del diritto nobiliare antecedente
all' XI° Secolo , in assenza di documenti attendibili, tutto ed il contrario di tutto può essere.
Superfluo ed inutile [confused.gif] polemizzare...

Saluti toto corde :D
Ultima modifica di GENS VALERIA il lunedì 16 gennaio 2012, 21:08, modificato 1 volta in totale.
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